SOCIETA’
Istituti per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea: “Il suo lavoro è stato pionieristico nel far emergere l’invisibilità delle donne nei processi migratori, adottando una prospettiva di genere che ha restituito voce a figure storicamente rimosse”. Il ricordo del Comune di Bagnone : “Lascia la sua eredità culturale-intellettuale tra le stanze del Museo Archivio della Memoria”
(Fonte foto Facebook)
FIRENZE – È scomparsa a 78 anni Adriana Dadà. Originaria della Lunigiana, Adriana Dadà ha dedicato anni alla ricerca storica presso l’Università di Firenze, distinguendosi per studi sull’emigrazione femminile e sui movimenti politici.
Nella prima fase della sua attività Adriana Dadà – ricorda ToscanaNovecento (portale della rete toscana degli Istituti per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea) – si è concentrata sulla storia dei partiti e dei movimenti, con un interesse specifico per l’anarchismo italiano tra il XIX e il XX secolo e la sua diffusione nelle comunità italo-statunitensi. Dagli anni Novanta, il suo focus si è spostato verso la storia delle migrazioni, in particolare i flussi in entrata e uscita dalla Toscana. Il suo lavoro – si sottolinea nel portale – è stato pionieristico nel far emergere l’invisibilità delle donne nei processi migratori, adottando una prospettiva di genere che ha restituito voce a figure storicamente rimosse. La sua ricerca, definita spesso come uno “scavo stratigrafico”, si è avvalsa di un uso incrociato di fonti: documenti d’archivio, epistolari familiari e, soprattutto, fonti orali. Grazie a queste ultime, Adriana ha ricostruito le storie di: Balie da latte e migranti stagionali, considerate archetipi delle odierne collaboratrici domestiche; Barsane, le venditrici ambulanti della Lunigiana; Gruppi familiari emigrati verso la California. Queste indagini hanno dato vita a una “memoria corale” che esplora le trasformazioni dell’identità femminile e l’impatto delle migrazioni sulle società di partenza. Oltre alla produzione accademica, ha tradotto le sue ricerche in strumenti multimediali, mostre e videodocumentari. Il suo video Le Barsane ha vinto, nel 2009, il premio per la videoricerca indetto dall’Associazione di Storia Orale. È stata inoltre consulente per la Regione Toscana e ha collaborato attivamente con scuole ed enti locali per promuovere percorsi didattici sui temi della multiculturalità, della pace e dell’antirazzismo. Negli ultimi anni, in occasione del cinquantenario del 1968, si è dedicata alla ricostruzione della storia del movimento studentesco fiorentino, curando pubblicazioni sull’immaginario visivo della protesta. In ToscanaNovecento è riportata la vasta bibliografia dedicata ai fenomeni migratori. Cordoglio dell’Amministrazione Comunale di Bagnone (Massa-Carrara) che la ricorda con queste parole: “Docente universitaria a Firenze, di origini lunigianesi, è stata consulente e responsabile scientifica della raccolta della memoria migrante del territorio bagnonese che ha permesso di ricostruire l’epopea delle Barsane della Lunigiana, venditrici ambulanti nel Nord Italia, visibile al Museo Archivio della Memoria voluto dal Comune di Bagnone. Con la sua competenza e sensibilità è entrata in tante case, riuscendo a farsi aprire i cassetti privati e nascosti delle memorie familiari per ricostruire tanto la contemporaneità delle partenze del Novecento per l’America dei migranti lunigianesi e bagnonesi, quanto gli eventi e il clima politico sociale della seconda guerra mondiale col conseguente cambio dei parametri antropologici delle nostre comunità rurali nel dopoguerra. Molto amata e apprezzata in tutta la Lunigiana lascia la sua eredità culturale-intellettuale tra le stanze del Museo Archivio della Memoria di Bagnone che raccoglie e conserva il suo lavoro: foto, filmati, mostre e sue pubblicazioni scritte sulla base della documentazione, raccolta nelle campagne di scavo della nostra memoria collettiva, diventate museo di comunità”. (Inform)