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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Tony Màzzaro: Addio a Saro Scollo, esempio di sana sicilianità a Calw/Foresta Nera

ITALIANI ALL’ESTERO

 

 

STOCCARDA – Sa dell’incredibile! Ma Saro, persona umile e ricca di iniziative per la comunità italiana di Calw non è più fra noi. Si è spento l’11 maggio scorso.

Non ce l’ha fatta. Ha perso la lotta contro un tumore. Il suo calvario, mai fatto notare o pesare, è durato poco più di 18 mesi. Avrebbe voluto tagliare almeno il nastro del suo 70° compleanno e fare una grande festa con tutta la collettività italiana della zona. E invece, amici, conoscenti e parenti sono inaspettatamente chiamati a piangerlo. Gli italiani di Calw e dintorni lo ricordano  per essere stato sempre, e in qualsiasi momento, a disposizione di tutti: per la squadra di calcio, per organizzare manifestazioni culturali, corsi di tedesco per i nuovi arrivati e tante feste per tenere unite le famiglie. Per lui la comunità era la sua seconda famiglia allargata. Si è speso molto per tenere unita la collettività, molto frastagliata nei suoi molteplici interessi. Ha favorito la fusione fra la “sua” società di calcio, il Tricolore, l’Associazione culturale italiana e il Centro Italiano. Si è preoccupato insieme con Filippo Luminario ed altri connazionali di ristrutturare i locali della sede del Centro per renderli più dignitosi e accoglienti offrendo, ovviamente a costo zero, innumerevoli ore di lavoro di sera, di sabato e di domenica.

Lui, con una manciata di altri connazionali, ha fatto sì che il Centro non diventasse un “Dopolavoro” per soli uomini, ma un luogo di aggregazione e di ritrovo per bambini, famiglie e giovani.

Per realizzare il suo sogno di trapiantare a Calw alcune tradizioni popolari di Mirabella Imbaccari ha cercato ascolto già alla fine degli Anni’ 70 presso la Missione cattolica nella persona di Padre Santo D’Accorso, di Bernardo Cisco e di Rosa Giaccone “humus terrae” dell’assistenza sociale per italiani della Caritas.

Il primo risultato prestigioso messo a segno fu la Processione del Cristo Morto con i “lamenti siciliani” il Venerdì Santo, che tutt’oggi riscuote  grande interesse anche da parte della popolazione autoctona e dei vertici della Diocesi di Rottenburg/Stoccarda.

Con la fine del Secolo scorso e l’inizio del nuovo Secolo si è realizzato poi un altro sogno di Saro Scollo: la Festa della Madonna delle Grazie, ormai tradizionale appuntamento ogni terza domenica di settembre cui immancabilmente partecipa il Vescovo di Caltagirone con una delegazione dell’Amministrazione comunale mirabellese, guidata dal sindaco.

Le feste per Saro dovevano fungere da calamita anche per la diffusione della lingua e cultura italiana. Perciò metteva sempre mettendosi a disposizione delle istituzioni italiane e tedesche. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la Celebrazione del 70° anniversario della Grundgesetz, la Legge fondamentale tedesca, promossa dall’Istituto IAL-CISL Germania, ente gestore/promotore dei corsi di lingua e cultura italiana.

“I nostri figli ­­- amava ripetere all’insegnante Gaetano Salafrica – sono il futuro delle nostre radici. Abbiamo il dovere di favorire la loro piena integrazione nella scuola e società tedesca, ma abbiamo anche il dovere morale di trasmettere loro i nostri sani valori di noi italiani.”

Saro Scollo, che parlava bene il tedesco e il dialetto calwese, aveva instaurato un ottimo dialogo con l’Amministrazione comunale locale, presente con i massimi vertici a tutte le manifestazioni italiane.

Di contro, Saro e la sua squadra di volenterosi partecipava puntualmente alle manifestazioni tedesche, in particolare al Weihnachtsmarkt (mercatino di Natale) anche fonte di raccolta fondi per sostenere la struttura del Centro Italiano e la squadra del Tricolore, sua passione sviscerata e sua “seconda famiglia”.

Alla squadra trasmetteva la voglia della vittoria, ma anche l’energia del riscatto dalla sconfitta.

La sua più grande soddisfazione è stata la finale della Coppa Italia 2002, trofeo messo tradizionalmente dal Consolato di Stoccarda. Contro l’Italia Markgröningen perse ai supplementari 5-3. Non ne fece una tragedia. Anzi, corse subito in campo per consolare i giocatori e l’allenatore Gianni Del Regno. Organizzò per tutti una bella serata al Centro Italiano.

La squadra era la sua passione e non guardava a sacrifici. Dopo tre lustri di militanza attiva, aveva rimesso nei giovani la speranza della continuità.

“Saro era un punto di riferimento – ci dice Giuseppe Pucciarelli, ex Presidente dell’Associazione Culturale italiana confluita nel Centro Italiano – perché non si arrendeva mai e non faceva mai gravare sugli altri  il peso della responsabilità e del sacrificio.”

Mentre Salvatore Aranzulla, presidente del Circolo Acli della città natale dello scrittore, poeta e filosofo Hermann Hesse ha aggiunto:  “Noi che siamo in prima linea – ripeteva Saro – non dovremo mai manifestare stanchezza. La rassegnazione sarebbe la nostra fine. Dobbiamo essere da esempio se vogliamo veramente che la nostra collettività cresca ed abbia un futuro.”

Certo è che un faro si è spento. Ora tocca ad altri colmare il vuoto. (Tony Màzzaro*/Inform)

*Consigliere Cgie Germania

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