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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Svizzera, Scalabrini-Fest di Primavera 2014

MONDO SCALABRINIANO

 

“Rive diverse, un unico mare. Percorsi di vita e di fede che solcano il Mediterraneo”

 

SOLOTHURN – Dallo scorso mese di gennaio le Missionarie Secolari Scalabriniane hanno aperto una loro piccola comunità ad Agrigento, capoluogo della provincia cui appartiene anche l’isola di Lampedusa e che, attraverso il vicino molo di Porto Empedocle, è uno degli approdi delle navi dell’operazione Mare Nostrum. Da gennaio ad oggi tale operazione ha portato in salvo sulle coste della Sicilia circa 25mia profughi soprattutto dal Corno d’Africa, ma anche dalla Siria. Molti di loro vedono nell’Italia un paese di transito nella speranza di raggiungere altre nazioni europee. Il Mediterraneo è divenuto uno dei tanti crocevia mondiali dei movimenti migratori, causati non solo da povertà, ma anche da guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani e degrado ambientale. Fenomeni che ci interpellano sulle scelte politiche ed economiche, sugli stili di vita, sulla necessità di rifondare le nostre società sulla condivisione e la solidarietà più che sull’arricchimento e il consumismo.

Per dare spazio alla riflessione su queste tematiche la Scalabrini-Fest di Primavera 2014, organizzata ogni anno dalle Missionarie nel Centro Internazionale di Formazione “G.B. Scalabrini” a Solothurn in Svizzera, è stata dedicata al tema: “Rive diverse, un unico mare. Percorsi di vita e di fede che solcano il Mediterraneo”. L’intento era quello non solo di conoscere meglio gli attuali movimenti migratori in quell’area, ma anche di chiedersi se nelle sofferenze e nelle speranze dei migranti, nella loro esperienza di vita e di fede si possano cogliere i segnali di un mondo nuovo più fraterno, secondo l’ispirazione del Beato G.B. Scalabrini.

Questo tema è stato affrontato nel Forum della Festa da diversi interventi. Don Mussie Zerai, sacerdote responsabile della comunità cattolica eritrea in Svizzera e noto nei media per la sua opera d’impegno e di sensibilizzazione a favore dei rifugiati del Corno d’Africa, ha dato un quadro ampio delle cause delle migrazioni da diversi paesi africani e anche descritto gli innumerevoli pericoli che corrono i profughi nei loro viaggi attraverso il Sahara, la Libia e il Mediterraneo. Ha, inoltre, dato la sua testimonianza personale di dedizione nei confronti della diaspora eritrea sparsa nei diversi paesi europei.

Alessia Aprigliano, una delle due Missionarie che vivono ad Agrigento, ha descritto i primi passi della nuova presenza missionaria in collaborazione con la chiesa locale e il suo vescovo, Mons. Francesco Montenegro, e con la Caritas, nel desiderio di “esporsi, migranti con i migranti, alla storia che Dio sta facendo con l’umanità in questo oggi anche attraverso le migrazioni”. Di fronte alle grandi ingiustizie, che sono causa di tanti esodi dolorosi, è di fondamentale importanza non fermarsi alla rassegnazione. La fede cristiana, la Parola di Dio ci offrono una visione ampia della storia, in cui è possibile intravvedere il progetto di Dio già realizzato nella morte e risurrezione di Gesù per amore dell’umanità. Anna Fumagalli, Missionaria e teologa, ha sviluppato questo tema attraverso alcuni testi dell’Apocalisse di S. Giovanni, sottolineando che ciascuno può, sulla via di amore tracciata da Gesù – una via crocifissa ma non sconfitta – dare il suo contributo unico e insostituibile al progetto di Dio.

I circa 320 partecipanti di 31 nazionalità, venuti a Solothurn da diverse città svizzere, dalla Germania, dall’Italia, dalla Slovacchia, dalla Polonia, dal Lussemburgo e dall’Olanda hanno potuto approfondire queste riflessioni in gruppi di scambio e in workshop tematici e attingere dalla celebrazione eucaristica il dono della comunione che ci rende famiglia senza confini. Nei diversi momenti della Scalabrini-Fest erano presenti alcuni rappresentanti della chiesa locale della diocesi di Basilea e diversi sacerdoti e missionari scalabriniani, tra cui il Superiore della Regione Afro-Europea. (Luisa Deponti – CSERPE, Centro Studi e Ricerche per l’Emigrazione di Basilea /Inform)

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