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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Svizzera – Santuccione: lotta all’Alzheimer

ITALIANE NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, gennaio 2021

La rivista elvetica «Woman in Business» l’ha eletta «Donna dell’anno del 2019», indicandola come il faro della Fondazione Women’s Brain Project impegnata nelle ricerche sulla vulnerabilità del cervello e le malattie mentali. Ed è stata insignita del World Sustainability Award 2020 per il lavoro pionieristico con il Women’s Brain Project. La Regione Abruzzo l’ha ringraziata ufficialmente per aver ispirato la realizzazione di un ospedale specifico per la pandemia. Tuttavia lei, Antonella Santuccione Chadha, preferisce essere conosciuta per la sua tenacia nel lavoro e l’attaccamento alle sue radici. Originaria di Cepagatti (Pescara), è sposata e mamma di due figli. «In Abruzzo ho passato un’infanzia stupenda, con i nonni contadini – ricorda la neuroscienziata – e anche per questo porto la mia regione a casa. In cucina cedo spesso le redini a mio marito, originario dell’India, ma quasi tutti gli ingredienti vengono dalla produzione di famiglia. Mi sto impegnando con tutte le mie forze affinché i ragazzi possano leggere perfettamente l’italiano e avere un legame forte con le loro origini». Oggi Santuccione lavora come manager neuroscienziato per un’industria di biotecnologie in Svizzera e vive a Thalwil, una tranquilla cittadina adagiata sulle rive del Lago di Zurigo. «La mia prima domanda di lavoro la inviai al laboratorio del professor Adriano Aguzzi di Zurigo – rammenta –, ma fui chiamata dal Centro di Neurobiologia molecolare dell’Università di Eppendorf, ad Amburgo. Un’esperienza professionale bellissima a contatto con un gruppo di scienziati di diverse nazionalità. Rientrata brevemente in Italia per continuare gli studi, venni indirizzata alla professoressa Silvia Marino dell’Università di Zurigo e, infine, è arrivato l’Ospedale psichiatrico di Zurigo».

Santuccione ha fatto dello studio del morbo di Alzheimer la sua personale battaglia scientifica, ma, occupandosi dei pazienti, ha potuto constatare quanto sia importante il legame con il territorio. «Due terzi delle persone affette dall’Alzheimer sono donne. La menopausa, con il cambiamento ormonale, influenza molto il cervello perché il calo degli estrogeni incide probabilmente sulla neurodegenerazione. Molto dipende anche dalla cultura perché spesso la donna – mi riferisco all’attuale generazione di anziane – studia di meno pertanto i fattori principali per prevenire la demenza senile sono l’educazione, l’attivismo sociale, il controllo di altre patologie legate alla terza età come il diabete, l’ipertensione e l’obesità. Più si studia, meno probabilità ci sono di sviluppare l’Alzheimer. Il problema dello studio sta anche nella continuità temporale. Le donne, lavorando meno degli uomini, frequentano meno corsi di formazione rispetto ai maschi».

Il fiore all’occhiello dell’impegno professionale di Santuccione è il Women’s Brain Project: un’associazione no profit fondata insieme alla neuro-immunologa Maria Teresa Ferretti e alla psicologa Annemarie Schumacher Dimech. (Generoso D’Agnese – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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