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Svizzera, La SAIG premia l’italianità culinaria a Ginevra

ASSOCIAZIONI

Da italoblogger.com

 

GINEVRA – La SAIG (Società delle Associazioni Italiane di Ginevra)  desidera incontrare i proprietari di ristoranti, per conoscere ed instaurare una sinergia tra i rappresentanti culinari italiani nel Cantone di Ginevra, sebbene la SAIG non intenda apportare giudizi sulla qualità ma semplicemente mettere in evidenza le qualità di adattamento dei ristoratori italiani all’estero che preparano pietanze le cui ricette siano state tramandate dai genitori o altre persone, del nucleo familiare d’origine oppure no.

La gastronomia rappresenta il patrimonio culturale di un paese. Attraverso lo studio della cucina di una data regione o di un dato territorio, è possibile reperire tutta una serie d’informazioni sulla sua storia, la sua geografia, la sua situazione sociale ed economica e le dominazioni di altri popoli subite nel corso dei secoli.

L’utilizzo di determinati ingredienti per una ricetta regionale è spesso una scelta determinata dal fatto che questi stessi ingredienti sono prodotti in quella regione e ce n’è, quindi, una vasta disponibilità. La prossimità e le caratteristiche di un prodotto determinano non solo un suo utilizzo nel tempo, ma stimola anche la creatività di chi lo cucina per farne preparati sempre nuovi e allettanti.

Riguardo all’Italia, gli esempi si moltiplicano, data l’enorme diversità di tradizioni culinarie che si differenziano non solo da Regione a Regione, ma anche da un singolo Comune ad un altro a seconda dei prodotti di prossimità: un risotto alla milanese riflette la disponibilità di risaie nei territori che circondano Milano; un piatto di spaghetti con pomodoro e basilico ha un’impronta del Sud d’Italia dove si coltiva grano e, di conseguenza, si produce dell’eccellente pasta e dove i pomodori hanno il sapore del sole meridionale; un piatto di lenticchie e salsicce è tipico dell’Umbria, dove le lenticchie di Castelluccio di Norcia sono un prodotto DOP e dove esiste una grande tradizione di allevamento di suini.

Allo stesso modo, una ricetta è il riflesso di tutte le possibili influenze culturali presenti su un territorio. Un arancino siciliano è l’esempio tipico della presenza araba sul territorio, così come un couscous di pesce, piatti della tradizione nordafricana che si sono affermati nella bella Trinacria operando commistioni di sapori con i prodotti localmente coltivati. Per non parlare dell’astice alla Catalana, che possiamo gustare in Sardegna. Ricetta che già dal nome richiama la dominazione spagnola nell’isola.

Aggiungiamo la fantasia che da sempre caratterizza in cucina il nostro popolo ed il fatto che cucinare e mangiare bene per noi italiani significa non solo “nutrirsi” ma soprattutto “famiglia”, “amicizia”, “affetti” ed il cerchio si chiude sulla particolarità di una tradizione che accompagna palato ed emozioni con l’aiuto di un buon bicchiere di vino rigorosamente italiano.

A Ginevra è innegabile che i ristoranti italiani sono molto numerosi: quartieri come Eaux-Vives, Acacias, Servette, Pâquis, Rive, Plainpalais, la Città Vecchia. O ancora nelle città limitrofe come Carouge, Vernier, Onex Chêne-Bourg ed altri nel Cantone, possiamo trovare in abbondanza differenti ristoranti, pizzerie, bar, che ostentano la propria origine italiana. Oltre a questo, certi piatti tipici italiani sono presenti anche nei menù di altri ristoranti. Tutto ciò sottolinea la grande tradizione imprenditoriale italiana sul territorio ginevrino e la grande diffusione ed apprezzamento di quanto l’Italia può offrire in termini di gusto.

Il quadro che abbiamo provato a tracciare è alla base del nostro lavoro: l’intento principale della SAIG è quello di ricercare elementi che rilevano dal punto di vista della nostra tradizione gastronomica in un percorso che ci porterà all’incontro di ristoratori sul territorio ginevrino.

Nel quadro di questo progetto, la SAIG prevede tra 6 e 10 incontri nell’arco di tempo di un anno a partire dal prossimo gennaio. Si tratterà di realizzare delle interviste filmate e di permettere ai ristoratori scelti di parlare del proprio lavoro, dello spirito che li anima, di presentare la carta del proprio ristorante e, più in particolare, di descriversi una ricetta da loro scelta secondo un certo numero di criteri: il nome del piatto, spiegazione linguistica, storia della ricetta, eventuali modifiche alla ricetta originale, ingredienti, provenienza degli stessi (Italia o locale). L’occasione sarà anche proficua per parlare delle tantissime difficoltà affrontate e superate durante la pandemia, periodo in cui le attività dei ristoratori hanno subito chiusure e limitazioni.

La SAIG darà, all’esito, un riconoscimento per l’originalità e l’italianità dell’esercizio con i seguenti criteri: -nome del ristorante; -proprietario italiano; -location con riferimenti nazionali; -accoglienza; -menù che esprime l’italianità.

Da questi incontri, sarà possibile constatare, anche se la gestione non è italiana, la buona rispondenza dei parametri di italianità in maniera globale. Dalle analisi di questi parametri, la SAIG proporrà un “Award of Merit – Riconoscimento al merito” che il proprietario potrà esibire nel suo ristorante. (Carmelo Vaccaro*-italoblogger.com/Inform)

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