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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Suore Scalabriniane negli Usa per analizzare nuove e vecchie emergenze

MONDO SCALABRINIANO

 

ROMA – Ellis Island è una delle tappe che le 15 Suore Missionarie Scalabriniane stanno visitando durante il corso congregazionale di formazione permanente, che si sta svolgendo a Melrose Park e si concluderà il prossimo 24 maggio 2016. L’obiettivo del corso, che sta coinvolgendo le religiose Scalabriniane, è quello di rileggere il fenomeno migratorio attuale alla luce delle intuizioni del fondatore Giovanni Battista Scalabrini. Tra Chicago, Washington e New York sono stati ripercorsi i viaggi della speranza ed è stata concentrata l’attenzione sul ruolo dell’accoglienza che può avere la gestione delle migrazioni di oggi. Suor Myrna Tordillo, scalabriniana che lavora nella Conferenza Episcopale Americana per il settore migranti asiatici, ha organizzato una serie di incontri con senatori americani e la visita alla Casa Bianca. Washington ma anche Ellis Island e il Museo dell’Immigrazione sono stati i centri in cui si è maggiormente concentrata l’attenzione.

“Scalabrini ebbe una profonda attenzione nei confronti dell’America, a tal punto che arrivò alla Casa Bianca a incontrare il Presidente Roosevelt”, ha spiegato suor Etra Modica, vicaria generale. Al Congresso le sorelle hanno incontrato lo staff della senatrice Barbara Milkuski del Maryland. Le scalabriniane hanno concentrato l’attenzione sui temi della sanità, della catechesi, della educazione, della cura per i migranti e delle comunità dei lavoratori. In riferimento alle questioni legate alle migrazioni e che sono invece più prettamente legate agli Stati Uniti d’America, hanno concentrato l’attenzione sulla riforma dell’immigrazione (chiedendone una rivisitazione a breve), sull’analisi delle cause della migrazione illegale (puntando alla risoluzione dei conflitti e della povertà) e sulla difesa dei minori non accompagnati che nel Centro America sono in pericolo. “Speriamo che vengano fatti i giusti sforzi per proteggere questi bimbi dalla malavita organizzata – ha aggiunto suor Etra – Bisogna avviare un serio programma di protezione. Come, del resto, è opportuno lavorare contro la detenzione di migranti o di giovani donne con bambini nei centri di detenzione dell’Illinois di Karnes e Dilley, che subiscono il rimpatrio forzato e sono condotti sugli aerei con le manette ai piedi e alle mani, come fossero delinquenti. Una inumana politica che traumatizza. Si possono pensare a soluzioni  alternative ai centri di detenzione, come per esempio le agenzie del servizio sociale”. (Migrantes online /Inform)

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