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Sulle sponde del Tigri. Suggestioni dalle collezioni archeologiche del Museo di Arte Orientale di Torino: Seleucia e Coche

MOSTRE

Ultimi giorni di apertura, si chiude il 12 gennaio

TORINO – Nei lunghi secoli intercorsi tra l’impresa di Alessandro Magno e l’avvento dell’Islam, gli orizzonti del mondo conosciuto si dilatarono come mai prima d’allora e nacquero le città così come le concepiamo oggi. In uno dei punti più centrali di questo nuovi confini – la Mesopotamia centrale – furono fondate capitali d’importanza e dimensioni uniche per l’epoca, in un processo che culminò con la fondazione di Baghdad.

La prima capitale fondata in quel luogo fu, alla fine del IV secolo a.C. fu, Seleucia al Tigri. A seguire, sull’altra sponda del fiume Tigri, sorse la mitica Ctesifonte, poi integrata nel III secolo d.C. con la città rotonda di Coche (o Veh Ardashir). Le due città rivaleggiarono e prosperarono per secoli, alternandosi nel reggere le sorti di imperi che furono la controparte di Roma.

A partire dal 1964, gli scavi svolti dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia nei siti di Seleucia e Coche, portarono alla luce strutture abitative e manufatti di varia natura, quali sigillature in argilla di documenti, monete, vetri e manufatti fittili.

La mostra, a cura di Vito Messina, Alessandra Cellerino, Enrico Foietta con la collaborazione di Claudia Ramasso, presenta una selezione di ceramiche, terrecotte, vetri e oggetti d’uso comune rinvenuti nelle due città, mettendo in dialogo la produzione di età ellenistico-partica, proveniente dal sito di Seleucia, con quella sasanide di Coche.

Non esistono in Europa collezioni di reperti archeologici provenienti da Seleucia e Coche, ad eccezione di quella conservata oggi al MAO, Museo d’Arte Orientale: nel mondo, solo il Kelsey Museum di Ann Arbor (Michigan) e l’Iraq Museum di Baghdad vantano collezioni analoghe.

Siamo agli ultimi giorni di apertura: la mostra chiude il 12 gennaio. (Inform)

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