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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Su We the Italians l’intervista a John Maggio, autore e regista di “The Italian Americans”

ITALIANI ALL’ESTERO

Il documentario sulla storia degli italiani d’America, già trasmesso in Italia da Rai Storia, verrà diffuso, dopo l’anteprima alla New York University – presente anche il sindaco Bill de Blasio, – in tutti gli Stati Uniti dalla rete televisiva PBS

 

NEW YORK – Su We the Italians l’intervista di Umberto Mucci a John Maggio, autore e regista di “The Italian Americans”, documentario sulla storia degli italiani d’America che verrà trasmesso in tutti gli Stati Uniti dalla rete televisiva PBS – in Italia è già stato trasmesso da Rai Storia – e presentato alcuni giorni fa alla New York University, alla presenza dello stesso sindaco della Grande Mela, Bill De Blasio.

Il regista parla del progetto, propostogli 5 anni fa dalla rete americana dopo il successo di una serie sugli ebrei americani, e realizzato grazie a numerose donazioni – richiamate da Maggio in particolare quelle ricevute da Cpb e National Endowment for the Humanities.

Filo conduttore delle storie che rappresentano oltre 15 milioni di italoamericani oggi residenti negli Usa il concetto della famiglia, “concetto molto associato con gli italoamericani – afferma il regista, rilevando il grande impatto legato soprattutto all’immaginario della famiglia criminale.

Nelle 4 ore di documentario si ripercorrono la diverse fase dell’immigrazione e dell’integrazione degli italiani in America, con parti intitolate per esempio “Diventare americani”, che il regista predilige per le sfide e i sacrifici legati alla propria identità che molti connazionali si trovarono ad affrontare e poco raccontate, o “Americani leali”. La serie comincia poi con “Roseto effect”, che racconta come grazie ai forti legami familiari gli abitanti di Roseto, in Pennsylvania, riuscirono a rimanere in buona salute “perché si concentravano sulla famiglia e non sugli obiettivi individuali – segnala Maggio, affermando come ciò fosse in antitesi alla filosofia americana, spunto da cui nasce l’idea della famiglia quale filo conduttore della serie, pur non dimenticando che ciascun italiano ha una personale storia di “immigrazione e assimilazione”.

Dal film è stato anche tratto un libro scritto da Maria Laurino, che verrà diffuso insieme al documentario nelle scuole, sia per far conoscere meglio la storia nazionale che per promuovere l’insegnamento della lingua italiana.

Tra i racconti del documentario anche la figura e la storia di Mario Cuomo, recentemente scomparso, che secondo John Maggio avrebbe potuto essere “un grande presidente degli Stati Uniti” perché di grande carattere e ideali. Il regista ritiene che a rallentarlo fu in un certo senso la sua “italianità”. “Sia in modi semplici da individuare e di grande risonanza, come il modo in cui fu trattato dalla stampa quando sembrava si potesse candidare e anche dopo, quando fu ingiustamente accusato di connivenze con la mafia; ma anche nelle piccole cose, come il suo desiderio di rimanere vicino a casa e mantenere un cerchio di frequentazioni intimo e chiuso. Non sono sicuro – afferma il regista – che questi stessi tratti ostacolerebbero un italoamericano che volesse candidarsi oggi, mi piace pensare che gli italoamericani siano più accettati e meno stereotipati dalla opinione pubblica americana odierna”. E a questo scopo muove anche il documentario, oltre che a unire la collettività italo-americana. “Spero – conclude il regista – che il mio film aiuterà a descrivere ancora meglio e in maniera definitivamente attinente alla realtà alcuni miti e stereotipi, mostrando la vera storia degli italoamericani” e contribuendo al “processo di unificazione della nostra comunità”.

Per l’intervista completa: http://wetheitalians.com/index.php/component/content/article/329-umberto-mucci-s-interviews-it/14079-incontriamo-john-maggio-autore-e-regista-del-meraviglioso-documentario-della-pbs-the-italian-americans. (Inform)

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