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“Storia di Uliviero”, l’incredibile vita di un bimbo emigrato per caso: un romanzo di Milagros Branca

CULTURA

ROMA – “Storia di Uliviero” (Baldini+Castoldi, 2020) è il romanzo che Milagros Branca, erede della storica famiglia delle distillerie Fratelli Branca, ha voluto dedicare alla memoria del marito Carlo Tivioli, altrettanto noto imprenditore nel campo del Made in Italy, deceduto nel marzo scorso nel pieno del periodo più duro della pandemia. L’autrice ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita del libro, il cui costo è fissato a 18 euro, al fondo “Sempre con voi” di Diego Della Valle: esso raccoglie finanziamenti destinati ai familiari degli operatori sanitari che hanno perso la vita a causa del Covid. La trama è piuttosto complessa presentandosi come un intrigo di fatti e situazioni che spaziano da un continente all’altro, ossia dal Vecchio al Nuovo Continente. Alla base c’è una storia di emigrazione, perché il protagonista è un bimbo nato in Puglia nel 1927: la sua colpa è quella di essere però il frutto dell’amore ingenuo e malvisto tra il figlio di un barone e la figlia del mezzadro del podere. La donna è così costretta a nascondere il piccolo nel tronco di un ulivo secolare, che viene sradicato nella notte e imbarcato alla volta degli States. Amerigo Daccorsi è un ricco coltivatore, figlio di emigranti italiani, che in California vuole ricreare un uliveto e con immensa sorpresa gli viene portato quel bimbo che decide di adottare. Inizia così, quasi come in una favola, la storia di Uliviero. I rami dell’ulivo rimandano anche all’intreccio che si crea tra queste vite parallele fatte di amori, passioni, adulteri e segreti mai svelati. C’è di tutto un po’ in questo romanzo: dalla Puglia si passa alla Roma della “Dolce Vita” fino a quella Città Eterna del Premio Strega e dei salotti letterari frequentati da Elsa Morante e Alberto Moravia, nonché all’affascinante mondo di Cinecittà. Infine, il romanzo conduce alla volta della New York degli anni ’50, epicentro dell’arte moderna, della fotografia e della moda ma anche a Los Angeles, capitale del cinema con le sue grandi produzioni hollywoodiane e le feste per le prime dei film con le star dell’epoca. (Inform)

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