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Storia dell’emigrazione italiana in Uruguay. Il boom delle società italiane: nel 1918 solo a Montevideo ne esistevano già 26

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Gente d’Italia”, Montevideo, del 5.5.2021

MONTEVIDEO – Il boom delle società italiane cominciò nell’Ottocento, sviluppandosi principalmente a partire del 1880. Nel 1918 a Montevideo esistevano ventisei associazioni italiane, la più antica delle quali era la Società Reduci Patrie Battaglie, fondata nel 1878. si aggiunsero altre società patriottiche come Legionari garibaldini nel 1883, Circolo Garibaldi e Superstiti di Sant’Antonio. Queste, insieme alla Società Reduci Patrie Battaglie, si sarebbero fuse nel 1921 per formare La Società Combattenti e Reduci italiani, istituzione attiva a sostegno del fascismo in Uruguay che visse fino a pochi anni fa, con altre tendenze, grazie a personaggi storici come il Commendatore, Cavaliere Ufficiale Giovanni Costanzelli, amico della casa. Il maggior numero di associazioni italiane registrate in tutto il Paese risale al  1897, quando erano settanta con due associazioni, che riunivano un totale di 11.400 soci. Nel corso dell’Ottocento, precisamente nel 1883, fu anche istituita la Camera di Commercio Italiana, la prima in tutto il mondo, fondata  dal nonno materno dell’ex Presidente Jorge Batlle, di nome Talice. Tra il 1883 e il 1907 era operativa la Banca Italiana dell’Uruguay. Nel 1892 venne ufficialmente inaugurato l’Ospedale Italiano di Montevideo che funzionava dal 1853 e fu chiamato “Ospedale Italiano Umberto I” in onore all’allora Re d’Italia. Fu anche fondata la società mutua Operai italiani di Montevideo che inaugurò una scuola italiana. Successivamente furono aperte le scuole italiane della Lega Lombarda e del Circolo Napolitano. Su iniziativa di Leone Maria Morelli, tutte queste scuole si unirono per fondare, nel 1886, la Scuola Italiana delle Società Riunite, che nel 1918 fu ribattezzata Scuola Italiana di Montevideo. Altre associazioni che funzionavano come punto di ritrovo per scopi ricreativi, ebbero un periodo di splendore, come il Casinò Italiano, che operava dal 1880 o il Circolo Italiano davanti all’attuale Plaza del Entrevero che ebbi l’onore di conoscere negli anni 70. Altri erano orientati allo sport, come il Centro Atletico Italiano, o alla musica, come La Lega lombarda corale istrumentale o la Scuola Corale Filodrammatica. Più tardi, nel 1906, furono fondate la Società di Mutuo Soccorso, con 1906 soci, e il Circolo Napolitano, con 1421 membri

Le società di mutuo soccorso che proliferarono nella capitale iniziarono a diffondersi in altre parti del paese, nel 1869 si stabilirono a San José de Mayo e Pando, e negli anni successivi arrivarono fino a Trinidad, Carmelo, Nueva Palmira, Rocha e Rivera. Diverse anche le organizzazioni italiane fondate a Paysandú, la prima delle quali fu L’Unione e Benevolenza, ricordando l’omonima argentina, che fu fondata nel 1874 ed ebbe una scuola elementare maschile fino al 1885. C’era anche una Società Fermminile Unione e Benevolenza, poi la società XX Settembre di Salto che aprí anche una scuola italiana e per un periodo sono state in funzione scuole a Rocha e Trinidad. Fino ad oggi sono ancora presenti associazioni italiane come il Centro Culturale Italiano, l’Associazione Piemonte, l’Associazione Lucana, l’Associazione Ligure, l’Associazione Campana di Paysandú e il Circolo Napolitano. Si stima che intorno al 1908 in Uruguay un italiano su tre appartenesse a un’associazione. Dopo la dittatura civico-militare (1973-1985), furono istituiti in Uruguay diversi consigli finanziati dal Ministero del Lavoro italiano e dal MAE, con lo scopo di fornire assistenza sociale ai lavoratori italiani e uruguaiani, come i Patronati INCA, ACLI, INAS, ENASCO, INAPA e ITAL-UIL, in sostegno dei pensionati secondo accordi bilaterali ma anche per diffondere la cultura e la lingua. Sono i casi della Società Dante Alighieri e l’Istituto Italiano di Cultura furono installati a Montevideo: purtroppo, il Comitato Dante Alighieri di Montevideo fondato nel 1895 venne chiuso nel 2017. Fino al secolo scorso le organizzazioni italiane in Uruguay erano circa settanta, includendo Centri culturali specifici in ogni regione italiana, come come l’Associazione Calabrese o il Circolo Lucano del Uruguay. (Stefano Casini – La Gente d’Italia del 5 maggio 2021 /Inform) (Continua)

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