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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Stati Uniti – Il fotografo dei Knicks

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, novembre 2020

Matteo Marchi, fotografo professionista (www.matteomarchi.it) ed ex giocatore di basket, il suo sogno americano se l’è conquistato col sudore e con i sacrifici approdando alla NBA, la National Basketball Association, l’empireo della pallacanestro mondiale, per ritrarre i suoi idoli in azione. Originario di Imola, alle porte di Bologna, Matteo ha iniziato a lavorare nel 2003 per i giornali locali. «Fotografavo gli eventi in città – ricorda –. All’epoca erano tanti: la Formula 1, le gare all’autodromo, i jamming festival, i concerti di Vasco Rossi e di altre celebrità della musica». E, ovviamente, la squadra di pallacanestro di Imola che militava nel Campionato A2. «Ho iniziato a giocare a basket a 8 anni, e ho smesso tre anni fa. Approdare alla NBA per fare il fotografo è stato quasi un percorso naturale». Come nasce il sogno americano di Matteo? «Nel 2015 – racconta – lavoravo tantissimo, ma non riuscivo a sbarcare decentemente il lunario. O cambiavo mestiere oppure facevo un salto di qualità e mi giocavo la carta americana. E così sono partito per gli Stati Uniti senza un visto, e mi sono dato da fare per tre mesi. Poi sono rientrato in Italia con promesse vaghe. Dopo un anno e mezzo ho ottenuto un visto e sono ritornato negli Stati Uniti. Ma non riuscivo a trovare lavoro. Così, all’inizio, ho realizzato servizi fotografici per un’agenzia di catering: cibo, piatti, camerieri». Ma non è quello che Matteo vuole. Finché è Instagram a fare la differenza. Il social gli dà quella visibilità che gli serve: «Ai New York Knicks piacevano le mie foto e il mio stile». E infatti lo ingaggiano. Ma lo chiamano a scattare foto anche sul set del film Creed 2, uno spin-off di Rocky. «Senza internet, non mi avrebbe conosciuto nessuno», commenta Matteo. Gli Stati Uniti restano la terra delle immense opportunità, di una competizione spietata, ma anche delle sue indecifrabili contraddizioni, di lavori umili e spesso sottopagati. Matteo ha fatto amicizia soprattutto con i giocatori italiani ed europei negli Stati Uniti. In particolare, con i tre cestisti italiani Danilo Gallinari, Marco Belinelli e Nicolò Melli. E con lo spagnolo Marc Gasol. «Ho un buon rapporto anche con l’allenatore Sergio Scariolo. Con gli americani è tutto più complicato perché hanno una forma mentis diversa. Invece – conclude – tra europei, e tra italiani in particolare, ci si capisce subito». (Alessandro Bettero – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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