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Stati generali della Natalità. Papa: senza famiglie non c’è futuro. Draghi: “Senza figli destinati a scomparire”

RASSEGNA STAMPA

Da Rai News del 14.5.2021

L’assegno unico, una misura che Draghi definisce “epocale” e che, promette il premier, sarà rinnovata anche nei prossimi anni. Secondo il Pontefice l’incertezza lavoro come sabbia mobile, inghiotte futuro

 

ROMA – “Un’Italia senza figli è un’Italia che non crede e non progetta. È un’Italia destinata lentamente a invecchiare e scomparire. Il governo si sta impegnando su molti fronti per aiutare le coppie e le giovani donne”. Afferma il premier Mario Draghi agli Stati generali della natalità in corso a Roma. “Nel decreto “Imprese, lavoro,professioni”, che presenteremo la prossima settimana, lo Stato garantisce ai giovani gran parte del finanziamento necessario per l’acquisto della prima casa e ne abbatte gli oneri fiscali”. E sottolinea come l’assegno unico per le famiglie “è una di quelle trasformazioni epocali su cui non ci si ripensa l’anno dopo”.  Le risorse ammontano a oltre 21 miliardi, di cui almeno sei aggiuntivi rispetto agli attuali strumenti per le famiglie.

“La consapevolezza dell’importanza di avere figli è un prodotto del miglioramento della condizione della donna, e non antitetico alla sua emancipazione. Lo Stato deve dunque accompagnare questa nuova consapevolezza. Continuare ad investire sul miglioramento delle condizioni femminili. E mettere la società – donne e uomini – in grado di avere figli”, aggiunge il premier Mario Draghi.

Il Pontefice denuncia: famiglie nelle sabbie mobili, triste che le donne incinte debbano nascondere la pancia per lavorare. “Si parla spesso di sostenibilità economica, tecnologica e ambientale. Ma occorre parlare anche di sostenibilità generazionale”.  Secondo Papa Francesco “Non saremo in grado di alimentare la produzione e di custodire l’ambiente se non saremo attenti alle famiglie e ai figli. La crescita sostenibile passa da qui. La storia lo insegna. Durante le fasi di ricostruzione seguite alle guerre, che nei secoli scorsi hanno devastato l’Europa e il mondo, non c’è stata ripartenza senza un’esplosione di nascite, senza la capacità di infondere fiducia e speranza alle giovani generazioni. Anche oggi ci troviamo in una situazione di ripartenza, tanto difficile quanto gravida di attese: non possiamo seguire modelli miopi di crescita, come se per preparare il domani servisse solo qualche frettoloso aggiustamento. No, le cifre drammatiche delle nascite e quelle spaventose della pandemia chiedono cambiamento e responsabilità. Sostenibilità fa rima con responsabilità: è il tempo della responsabilità per far fiorire la società”.

“Finalmente – dice il Papa – in Italia si è deciso di trasformare in legge un assegno, definito unico e universale, per ogni figlio che nasce. Esprimo apprezzamento alle autorità e auspico che questo assegno venga incontro ai bisogni concreti delle famiglie, che tanti sacrifici hanno fatto e stanno facendo, e segni l’avvio di riforme sociali che mettano al centro i figli e le famiglie. Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte”. “Penso con tristezza – aggiunge  – alle donne che sul lavoro vengono scoraggiate ad avere figli o devono nascondere la pancia. Com’è possibile che una donna debba provare vergogna per il dono più bello che la vita può offrire? Non la donna, ma la società deve vergognarsi, perché una società che non accoglie la vita smette di vivere. I figli sono la speranza che fa rinascere un popolo

Il presidente del consiglio Mario Draghi e Papa Francesco hanno aperto  a Roma agli Stati Generali della Natalità. Al centro dell’incontro promosso dal Forum delle associazioni familiari un confronto sulle proposte per invertire il trend demografico in Italia, e uscire da questo “inverno”: L’avvenimento in presenza  presso il Foyer dell’Auditorium della Conciliazione a Roma.

Presenti anche la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e la sindaca di Roma Virginia Raggi.

Ad aggravare la situazione la pandemia che ha contratto ulteriormente i dati, con gravi ripercussioni sull’equilibrio delle generazioni e sul welfare italiano. Negli ultimi 12 anni infatti si è passati da 577mila nati agli attuali 404mila con un calo del  30%. Secondo l’Istat al 31 dicembre 2020 la popolazione residente in Italia è inferiore di quasi 384 mila unità rispetto all’inizio dell’anno, come se fosse sparita una città grande quanto Firenze. Nel 2020 si registra un nuovo minimo storico di nascite dall’unità d’Italia, e un massimo storico di decessi dal secondo dopoguerra. -3,8% la diminuzione delle nascite: quasi 16 mila in meno rispetto al 2019. Nel 2020 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 404.104 bambini. +17,6%l’aumento dei decessi: quasi 112 mila in più rispetto al 2019.Nel 2020 sono state cancellate dall’anagrafe per decesso 746.146 persone. (RaiNews del 14 maggio 2021)

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