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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Skopje, il Presidente della Repubblica Mattarella interviene davanti all’assemblea della Repubblica di Macedonia : L’Italia continuerà ad assicurare un sostegno deciso al percorso di avvicinamento della Macedonia del Nord all’Europa

ISTITUZIONI

(Fonte foto Presidenza della Repubblica)

SKOPJE- Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è in Visita Ufficiale nella Repubblica di Macedonia del Nord. Primo impegno ufficiale l’incontro, a Villa Vodno, con il Presidente della Repubblica di Macedonia del Nord, Stevo Pendarovski. Il Presidente Mattarella si è recato, quindi, all’Assemblea dove è stato ricevuto dal Presidente Talat Xhaferi e ha tenuto un intervento di fronte all’Assemblea riunita in sessione solenne.

“Nel secondo dopoguerra, – ha esordito Mattarella – pur con le limitazioni imposte dall’assetto geopolitico dell’epoca, l’Italia ha continuato a guardare con immutata simpatia e stima e continuo interesse al vostro popolo. Ne è testimonianza il forte moto di solidarietà che, all’indomani del terribile terremoto che nel 1963 sconvolse Skopje, spinse oltre duecento artisti italiani – da Guttuso a Fontana, da Burri a Rotella – a donare oltre trecento delle proprie opere, oggi conservate presso il Museo di Arte Contemporanea di questa Capitale. Con l’indipendenza, di cui ieri è stato celebrato il trentunesimo anniversario, si sono dischiuse ulteriori opportunità per lo sviluppo dei nostri rapporti in tutti i campi, e tra questi, tutt’altro che secondario, quello culturale. È motivo di orgoglio per l’Italia che presso l’Università Santi Cirillo e Metodio di Skopje, la lingua italiana sia insegnata da oltre sessant’anni e che, attualmente, nelle scuole primarie e secondarie numerosi studenti macedoni abbiano scelto di apprendere l’italiano nel corso dei propri studi, segno del dinamismo e della attualità del vincolo che ci unisce”.

“L’Italia ha sempre assicurato, e continuerà a farlo –  ha continuato Mattarella – un sostegno deciso al percorso di avvicinamento della Macedonia del Nord all’Europa. L’aver creato condizioni per il recente avvio dei negoziati con Bruxelles costituisce un successo di cui andare giustamente fieri, in attesa di raggiungere il decisivo traguardo della piena adesione all’Unione Europea, così come, del resto, è avvenuto con la vostra scelta di entrare a far parte dell’Alleanza Atlantica. Il posto della Macedonia del Nord è in Europa, per valori, storia, cultura. Skopje in più occasioni ha attestato la intima condivisione dei principi che sono alla base della costruzione europea, con scelte coraggiose, e spesso non facili, per testimoniare la determinazione con cui si intende raggiungere l’obiettivo dell’ingresso nella Unione Europea. Penso all’Accordo quadro di Ocrida, con cui fu individuata una soluzione durevole alla partecipazione di tutte le componenti etniche alla vita del Paese, all’Accordo di Prespa e alle intese raggiunte con la Bulgaria…. L’ingresso a pieno titolo nella famiglia europea dei Paesi dell’Europa Sud-Orientale  – ha aggiunto il Capo dello Stato – è destinato a recare un contributo decisivo alla causa della pace in Europa e consente di por fine a un ritardo della storia nel processo di integrazione del Continente. Insieme, realizzeremo l’obiettivo di andare oltre antiche e recenti divisioni, di superare i focolai di tensione di un passato – ancora vivo nella memoria di alcune persone – che covano sotto le ceneri, pensando al futuro e realizzando un’area di stabilità e di sviluppo. In questo percorso, l’Italia continuerà ad essere al vostro fianco, con grande determinazione, quale Paese amico e vicino. Il rapporto fra i Balcani e l’Italia è un esempio di come sia possibile guardare a un orizzonte condiviso, nella comune realtà europea. La comune Casa Europea è una meta alla quale la Repubblica Italiana annette decisiva importanza. E il destino dell’intera regione balcanica non è scindibile da quello degli altri Paesi europei”.

“L’Italia crede fermamente – ha poi sottolineato il Presidente della Repubblica – che i Balcani occidentali costituiscano parte integrante dell’Europa e che questa non sarà mai completa senza l’adesione di tutti i Paesi di questa regione. Singoli attori e potenze esterne desiderano assumere influenza nell’area, portatori di una vocazione di potenza. Desidero sottolineare appieno il valore della scelta europea che orgogliosamente rifiuta la logica delle zone di influenza per voler costruire invece, insieme, in perfetta condizione di uguaglianza con i popoli liberi del continente, una prospettiva comune di progresso. L’Unione Europea ha saputo realizzare – da quando, sessantacinque anni fa, con i Trattati di Roma, ha preso le mosse questa straordinaria esperienza – un progetto credibile di stabilità, pace, benessere, promuovendo su basi solide, libere, più giuste, le rispettive società. La storia della Regione balcanica, anche quella più recente e tragica, ci aiuta a ricordare il senso più profondo del progetto europeo, quale fu concepito dai Padri Fondatori. Prima di essere un’importante realtà economica, l’Europa è infatti un progetto di pace e di riconciliazione fra i popoli, un progetto di condivisione delle rispettive sovranità nazionali per costruire qualcosa di più grande e più alto a beneficio dei cittadini. Il contributo ideale dei Paesi dei Balcani occidentali è tanto più essenziale in questo momento in cui il tema del consolidamento e dell’approfondimento della costruzione europea è diventato ineludibile. I Balcani sono essi stessi un monito dell’urgenza di procedere con decisione e senza ambiguità sulla strada di una sempre maggiore integrazione. In questo senso, la risposta offerta dall’Europa alle sfide poste prima dalla pandemia e poi dall’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina consente di guardare con serena fiducia al futuro di un’Unione capace di rispondere alle sfide più difficili”.

“Nel percorso di consolidamento di un’area di pace, di libertà e di sviluppo, che passa attraverso la progressiva integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione, – ha concluso Mattarella – l’Italia e l’Europa sanno di poter fare affidamento su quei Paesi, come la Macedonia del Nord, che non soltanto hanno saputo compiere un cammino impegnativo di consolidamento democratico, ma hanno anche dimostrato la volontà di voler risolvere con determinazione, e in linea con lo spirito europeo, le questioni complesse ereditate dal passato”.

Successivamente il Capo dello Stato ha deposto, insieme al Presidente della Repubblica di Macedonia del Nord, una corona di fiori presso il Monumento a Goce Delchev alla Chiesa del Salvatore. (Inform)

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