ITALIANE ALL’ESTERO
Dal sito dell’Associazione Bellunesi nel Mondo
COLONIA (Germania) – Mastica emigrazione fin da quando aveva venti giorni, destinazione Sardegna, dove è cresciuta (e lo si sente bene dall’accento). Ma cognome – e soprattutto cuore – non mentono. E dicono Belluno. Meglio, Cadore, Cibiana, con le sue montagne.
I luoghi delle origini di famiglia, mai dimenticati, neanche dopo l’emigrazione in Germania, dove ora vive. E dove guida l’istituzione che rappresenta e supporta la comunità italiana di Colonia.
Lo scorso 3 dicembre, infatti, Simonetta Del Favero è stata eletta presidente del locale Comites, l’organismo che funge da tratto di collegamento tra i nostri connazionali e le istituzioni. Prima ancora di quest’esperienza era stata membro del Cgie, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
Il modo migliore per unire le sue grandi passioni: la voglia di mettersi al servizio degli emigranti e la politica. Interessi coltivati fin dai tempi dell’università a Cagliari, facoltà di Scienze politiche, con tesi di laurea su “ACLI e i Gastarbeiter italiani in Germania”, premiata con la borsa di studio dell’Abm in memoria di Andrea Cero («per me uno dei momenti più emozionanti»).
Quella Germania dove Simonetta un po’ era già di casa, dato che negli anni Cinquanta il nonno materno – proprio a Colonia – vi aveva fondato un Eis Café (il De Zordo) divenuto nel tempo un vero e proprio marchio di eccellenza dolomitica, un pilastro della comunità di cui ancora al giorno d’oggi, nonostante la chiusura, le persone si ricordano.
«Sono cresciuta con il mito della Germania e di Colonia. È una città che ti accoglie bene», racconta Simonetta, che per lavoro gestisce un piccolo asilo (altra grande passione). Il tempo libero, invece, è tutto dedicato al Comites, e ai vecchi e nuovi emigrati sulle rive del Reno.
«Da una parte abbiamo l’emigrazione già consolidata, dall’altra l’arrivo dei nuovi nuclei familiari. Diversi livelli, ma le problematiche da affrontare si assomigliano: dal sistema scolastico molto diverso da quello italiano, ai servizi consolari spesso un po’ macchinosi. I Comites avrebbero un grande potenziale, anche se purtroppo è sempre complicato ottenere le risorse necessarie. Però si può fare pressione e soprattutto fare rete con le altre realtà presenti sul territorio, visto che l’unione fa la forza».
E a proposito di territorio, quello di partenza occupa sempre un posto speciale nei pensieri di Simonetta. «Non posso assolutamente stare senza le mie montagne. Ho la fortuna di avere ancora a Cibiana la casa dei miei nonni e quando riesco a tonare e a sedermi di fronte alle nostre vette raggiungo il massimo della soddisfazione. Un anno senza passare in Cadore per me non esiste, è più forte di me. Penso che il mio paese, anche se sempre più piccolo, sempre con meno residenti, sia uno dei posti più belli che esistono».(bellunesinelmondo.it/Inform)