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ROMA – Una Little Italy a Silicon Valley: a “Casa Italia” si parla del contributo italiano al più grande distretto dell’industria informatica mondiale. Nella puntata sono intervenuti: Cinzia Zuffada (Presidente di Italian Scientist and Scholar in North America Foundation), Sergio Strozzi (Console Generale d’Italia a San Francisco), Alberto Salleo (Docente di Scienza dei Materiali alla Stanford University), Maria Grazia Roncarolo (Docente di Pediatria e Medicina). Nel suo intervento Zuffada ha illustrato il progetto dell’associazione ISSNAF che raccoglie ricercatori per aiutare i giovani neo-arrivati ad integrarsi in Nord America. Tra gli obiettivi c’è anche la cooperazione tra Italia e USA in termini scientifici attraverso un network che funga da ponte di collegamento. Cinzia Zuffada, negli USA ormai da circa quarant’anni, ha ricordato che ISSNAF lavora molto attivamente con la rete diplomatica italiana ma anche con università, ministeri, fondazioni ed enti. “Mi sono formata e sono cresciuta in Italia e la mia identità è chiaramente italiana. A metà degli anni ’80 la mia scelta è stata guidata da opportunità professionali maggiori nel Nord America rispetto a quello che era l’universo della ricerca e dell’università in Italia”, ha spiegato Zuffada parlando dell’esperienza migratoria come un qualcosa che può determinare in parte una perdita dell’identità ma che può anche insegnare tanto. Il Console Strozzi ha, da parte sua, invitato i giovani a valutare la carriera diplomatica come un’opportunità professionale. “La rete diplomatico-consolare svolge un’azione intensa nell’erogazione di servizi ai connazionali all’estero”, ha ricordato Strozzi riferendosi tanto sia ai connazionali residenti all’estero quanto a coloro che si trovino temporaneamente fuori dall’Italia. Strozzi ha precisato come la propria circoscrizione consolare di riferimento conti circa 30mila connazionali, dei quali la metà si trova nella cosiddetta Bay Area di San Francisco. Il Console ha parlato di Innovit, un progetto del Ministero degli Esteri pensato proprio per quest’area altamente densa di hub tecnologici e possibilità di investimenti dove la tradizionale azione di diplomazia economica non era sufficiente. “Qui il sistema Italia ha due pilastri: il Consolato Generale e Innovit. Lo scopo dell’apertura di questo hub nel 2021 era approfittare della ricchezza dell’innovazione che si ha qui nella Silicon Valley per contaminare il sistema innovativo italiano, che sta facendo passi avanti importanti ma che ha bisogno di un sostegno”, ha spiegato Strozzi ricordando che, oltre ai colossi dell’informatica già affermati, ci sono anche molti investitori pronti a mettersi in gioco e che quindi aiutare gli imprenditori italiani a investire in questa regione statunitense può essere una scelta vincente. il Console ha poi segnalato come il progetto di Innovit preveda quattro ‘call’ annuali riferite a distinte aree di interesse specifico.
Alberto Acito (Direttore Innovit) ha parlato della creazione da parte italiana, per la prima volta nel mondo, di “un luogo dove business, cultura e tecnologia sono insieme sotto lo stesso tetto”. Acito ha ricordato come il settore delle venture capital e delle start-up in Italia si trovi ancora in una fase iniziale, da cui deriva l’importanza di creare questi ponti. “Altri Paesi hanno sviluppato modelli simili – ha precisato Acito – e il nostro è particolare nella sua capacità di integrare cultura, tecnologia e business”. Acito ha auspicato che l’Italia non sia più conosciuta soltanto per food, fashion e design ma anche per le tante tecnologie e per i talenti in questo settore. “Ci piacerebbe che questo esperimento di Innovit possa essere replicato in altre parti del mondo”, ha suggerito Fabio Sgaragli quale capo unità innovazione della Fondazione Giacomo Brodolini. Dal canto suo il docente Salleo ha espresso soddisfazione per l’idea dello scambio studentesco cominciato con un programma pilota che ha visto protagoniste l’Università di Pisa e il Politecnico di Torino. “Abbiamo avuto una risposta eccellente di studenti che hanno voluto partecipare a questo programma di scambio”, ha spiegato Salleo sottolineando come l’idea di base sia quella di consentire agli studenti di incrementare le proprie conoscenze ma anche la rete di contatti. La professoressa Roncarolo ha ricordato il suo arrivo agli inizi degli anni ’90 nella Silicon Valley. “Era un ambiente con un grande fermento e pionieristico: era un ambiente con una massa critica di cervelli incredibile e quando sono tornata, quindici anni dopo, ho ritrovato questa genialità”, ha ricordato la ricercatrice. “La genialità e la creatività degli scienziati italiani è invidiabile, ma molto spesso vanno all’estero, per avere opportunità che in Italia non hanno”, ha sottolineato Roncarolo. (Inform)