FORMAZIONE E LAVORO
Il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali Luigi Bobba spiega come si tratti di “uno degli strumenti attuativi del Jobs Act, attraverso il quale favorire la occupabilità dei giovani e la possibilità di conseguire un titolo di studio anche attraverso un contratto di apprendistato”
ROMA – Il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali Luigi Bobba e gli assessori regionali alla Formazione hanno siglato ieri presso il Ministero i protocolli di intesa con cui si dà l’avvio alla sperimentazione del Sistema Duale, un percorso di alternanza scuola-lavoro o apprendistato formativo che coinvolgerà nel prossimo biennio 60 mila giovani.
Nasce così la “via Italiana al Sistema Duale”, una misura volta a promuovere, in maniera innovativa, la formazione dei giovani e a favorire la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro come già avviene con successo in altri Paesi (il modello è il sistema tedesco).
Bobba ha rilevato come si tratti di “uno degli strumenti attuativi del Jobs Act, attraverso il quale il Governo vuole favorire la occupabilità dei giovani e la possibilità di conseguire un titolo di studio anche attraverso un contratto di apprendistato”.
“La sottoscrizione di questi protocolli con gli assessori regionali dà il via alla sperimentazione che è frutto di una intensa e proficua collaborazione con tutti i soggetti coinvolti: Regioni, enti di formazione e parti sociali – segnala il sottosegretario, evidenziando come l’obiettivo sia il rilancio “dell’apprendistato di primo e terzo livello al fine di ridurre la dispersione scolastica, ampliare l’offerta formativa e, al contempo, rafforzare il collegamento fra mondo scolastico e lavorativo”.
Sarà Italia Lavoro, con una procedura ad evidenza pubblica attualmente in corso, a completare la selezione di 300 centri di formazione professionale che realizzeranno la sperimentazione, frutto di un Accordo approvato nel settembre scorso dalla Conferenza Stato-Regioni e che consentirà in un biennio a circa 60 mila giovani di poter conseguire i titoli di studio con percorsi formativi che prevedono, attraverso modalità diverse, una effettiva alternanza scuola-lavoro. Per una parte dei giovani studenti l’apprendimento in impresa avverrà tramite un contratto di apprendistato di primo livello, mentre per l’altra parte attraverso l’introduzione dell’alternanza “rafforzata” di 400 ore annue a partire dal secondo anno del percorso di istruzione e formazione professionale.
“Mediante l’apprendistato formativo e l’alternanza rafforzata – spiega Bobba – si potranno conseguire gli stessi titoli di studio acquisibili nei percorsi ordinari a tempo pieno: qualifica e diploma professionali, diploma di istruzione secondaria superiore, titoli di laurea triennale o magistrale, master e dottorato. Va ricordato, inoltre – prosegue, – che le imprese che assumeranno in apprendistato formativo e quelle che ospiteranno studenti in alternanza rafforzata beneficeranno oltre che di minori costi per l’apprendista, anche di incentivi per abbattere i costi derivanti dall’impiego di tutor aziendali”.
“Non solo. La nuova normativa prevede, altresì, per l’apprendistato formativo un azzeramento della retribuzione per la formazione in aula, una diminuzione della remunerazione degli apprendisti al 10% (della retribuzione) per la formazione svolta in azienda, l’abolizione del contributo previsto a carico dei datori di lavoro in caso di licenziamento dell’apprendista, lo sgravio dal pagamento dei contributi per l’ASPI rivolto alle imprese artigiane, la cancellazione della contribuzione dello 0.30% per la formazione continua e, infine – conclude il sottosegretario, – viene dimezzata l’aliquota di contribuzione del 10% portandola al 5% per le imprese con più di nove dipendenti”.
Per la sperimentazione sono stati stanziati ulteriori 87 milioni di Euro – sia per il 2015 che per il 2016 – in aggiunta ai 189 milioni già previsti per la Istruzione e formazione professionale, ripartiti tra le Regioni e le Province Autonome, sulla base del numero di studenti annualmente iscritti ai percorsi di IeFP e del numero complessivo di studenti qualificati e diplomati. (Inform)