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SICUREZZA ALIMENTARE – Una lettera aperta per arginare l’utilizzo di colture per biocarburanti



SICUREZZA ALIMENTARE
Segnalata dalla Focsiv
Una lettera aperta per arginare l’utilizzo di colture per biocarburanti
80 organizzazioni della società civile chiedono al Comitato mondiale della Sicurezza alimentare raccomandazioni per sostenere il diritto al cibo e fermare la fame indotta dai biocarburanti
ROMA – Oltre 80 organizzazioni della società civile hanno inviato una lettera ai membri del Comitato mondiale sulla Sicurezza alimentare (CFS), forum che si occupa della revisione delle politiche in materia di sicurezza alimentare mondiale, per segnalare come le attuali raccomandazioni adottate non siano in grado di sostenere il diritto al cibo né fermare la fame indotta dai biocarburanti.
In una comunicato diffuso dalla Focsiv per segnalare l’iniziativa viene rilevato come nel corso dei negoziati intrapresi per la riforma del Comitato – riforma che ha al centro l’elaborazione di un quadro strategico globale sul diritto al cibo attraverso cui coordinare le azioni in materia di sicurezza alimentare e nutrizione – i governi abbiano riconosciuto che le colture finalizzate alla produzione di biocarburanti competono con le colture alimentari e ne influenzino i prezzi, ma “senza avere il coraggio di proporre alcuna azione per fermare tutto questo”. “I governi non solo hanno rifiutato di approvare le raccomandazioni sui biocarburanti ma hanno anche sistematicamente respinto ogni riferimento ai diritti umani, ai legami con l’aumento dei prezzi del cibo e al land grabbing – scrive la Focsiv, indicando la ragione di “decisioni estremamente favorevoli per l’espansione di questo tipo di combustibili” alla “predominanza nei colloqui dei paesi a favore degli agro-carburanti”. “Al contrario, la posizione dei governi che hanno mostrato forti perplessità in merito è stata per lo più ignorata – afferma la Federazione degli organismi cristiani di volontariato internazionale, evidenziando come i piccoli produttori abbiano ribadito le difficoltà quotidiane: “le colture di biocarburanti competono con quelle finalizzate all’alimentazione per la terra che coltivano e per l’acqua di cui hanno bisogno per sostenersi”. “I piccoli produttori – scrive la Focsiv – si sono rivolti a questa assemblea per vedere difeso il  proprio diritto al cibo da questi impatti; invece, le raccomandazioni finiscono col difendere in maniera preponderante gli interessi dell’industria degli agro-carburanti e legittimano le violazioni del diritto al cibo”.
Segnalato anche come il rapporto sulle politiche di biocarburanti pubblicato a giugno dall’High Level Panel of Experts (HLPE) – il Gruppo di esperti di alto livello – su richiesta del Comitato abbia “chiaramente sottolineato l’esistenza di un legame tra politiche energetiche e sicurezza alimentare ma anche evidenziato che uno dei fattori chiave alla base delle terribili impennate e volatilità dei prezzi dei prodotti alimentari degli ultimi anni è proprio rappresentato dai biocarburanti”. Tesi “avvalorate anche da altre ricerche indipendenti – afferma la Focsiv, richiamandone una in proposito della Commissione Europea.
Le stime attuali riportate nella nota indicano che circa sei milioni di ettari di terra nell’Africa sub-sahariana sono sotto il controllo di imprese e società europee di agro carburanti mentre 293 appezzamenti di terra oggetto di land grabbing su scala globale sono utilizzati ai fini della produzione di questi combustibili “verdi”, coprendo una superficie globale di  oltre 17 milioni di ettari. (Inform)
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