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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Sicilia Mondo all’incontro su “Comunicare la Famiglia”. Dal presidente Domenico Azzia una testimonianza sulla famiglia in emigrazione

ASSOCIAZONI

Organizzato dalla Diocesi di Acireale e dall’UCSI

 

ACIREALE – Ad iniziativa della Diocesi di Acireale e della Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), ha avuto luogo ad Acireale un incontro sul tema “Comunicare la Famiglia”. I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Vecchio, direttore regionale dell’UCSI. Le relazioni sono state svolte da don Marco Catalano, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Acireale (La famiglia nel messaggio del Papa per la 49^ Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali), da Anna Ruggieri, componente del direttivo della sezione catanese dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia (Famiglia di diritto e diritto di famiglia) e dai coniugi Marco Lovato e Laura Lubatti, responsabili della Comunità Papa Giovanni XXIII di Linera (La famiglia dono di Dio a servizio dell’uomo nuovo).

Il moderatore dell’assemblea Giuseppe Vecchio ha quindi invitato Domenico Azzia, presidente di Sicilia Mondo, a dare una testimonianza sulla famiglia in emigrazione: “Sul tema “Comunicare la famiglia in emigrazione”, ha detto Azzia, mi riferisco all’esperienza da me vissuta negli anni ‘50-‘60, cioè negli anni in cui nacque Sicilia Mondo.

Furono i migranti provenienti dal Sud Italia, dalla Grecia e dalla Spagna che ricostruirono l’Europa distrutta dalla guerra, determinando  il decollo del vecchio continente.

Furono gli uomini che coprirono i vuoti del lavoro, i vuoti demografici, sottoponendosi ai lavori più umili e dequalificanti. Questi uomini si ristrutturarono stabilizzandosi con i ricongiungimenti familiari ed i matrimoni tra connazionali e locali.

Da uomini soli diventarono comunità familiare. Famiglie di diverse nazionalità, di diverse culture, di diverse religioni superarono antichi steccati e pregiudizi.  Piantarono le loro culture, ritrovarono il modo di stare insieme.

Furono gli uomini con le loro famiglie i primi, i veri costruttori della integrazione tra popoli diversi, crearono il modello di unità tra popoli. I primi portatori  di un modello di unità tra popoli. Queste famiglie furono le vere antesignane dell’Europa dei popoli.

Prezioso in emigrazione il sostegno delle Missioni cattoliche nel primo impatto con le società di insediamento, nella educazione dei giovani,  nella conservazione della lingua italiana.

Egualmente essenziale, per la famiglia, il ruolo dell’associazionismo che diventa il tessuto connettivo della comunità ed il ponte con la terra di origine.

Esemplare, quindi,  la famiglia cristiana in emigrazione,  autentico focolare per l’avvenire dei figli ed il sogno di una vita migliore.

La famiglia in emigrazione – ha sottolineato Azzia –  è centrale di convivenza, fattore di crescita, fattore di equilibrio e di pace nella società. Parlare della famiglia significa sfogliare le pagine di vita della nostra quotidianità.

Storie di emigrazione senza storia, di famiglie di cui non ne parla nessuno, coppie virtuose che crescono i figli, che raggiungono i livelli di agiatezza. Storie di successi ma anche di insuccessi, di famiglie che cercano una vita migliore, drammi familiari per separazioni, ricongiungimenti impossibili, problemi della casa e dell’occupazione. Storie dolorose della mobilità, famiglie che invocano il loro diritto alla vita ed alla dignità.

Il Governo italiano è fanalino di coda in Europa per il sostegno alle famiglie. Sostiene la famiglia con l’1,4% del Pil nazionale mentre l’Europa con il 2,2%, la Danimarca con il 3,7%. La Francia ha superato la crisi della denatalità puntando alle famiglie, con il risultato di una forte crescita e sviluppo della società francese. Il Governo italiano non ha capito che investire anche sulla famiglia in emigrazione, vuol dire risparmiare sulla educazione dei giovani e l’assistenza degli anziani.

Anche in emigrazione – ha concluso il presidente di Sicilia Mondo -, comunicare la famiglia è un fatto etico, sociale e di crescita per noi cattolici che ci deve impegnare e coinvolgere tutti, per costruire una cultura  della famiglia. A partire dal basso. Cominciando dalla  nostra quotidianità”. (Inform)

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