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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Si è svolta il 24 gennaio l’iniziativa “Note di memoria”, dedicata alla musica composta nei campi di concentramento

CAMERA DEI DEPUTATI

L’intervento del Presidente della Camera, Roberto Fico: “La memoria della Shoah è un dovere morale e civile che richiede la capacità di fare i conti con il nostro passato”

ROMA – Si è svolta domenica 24 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria – ricorrenza celebrata il 27 gennaio di ogni anno come Giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto – l’iniziativa “Note di memoria”, trasmessa sul canale satellitare e sulla webtv della Camera dei deputati.

Dopo la riproposizione di un estratto di “Maestro”, documentario dedicato al lavoro di Francesco Lotoro per la ricerca, la catalogazione e la conoscenza delle opere di musica composte nei campi di concentramento, sterminio o rieducazione, sono intervenuti il presidente della Camera, Roberto Fico, la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche, Noemi Di Segni, e lo stesso Maestro Lotoro. L’iniziativa si è conclusa con alcuni estratti dal concerto “Lunga vita alla vita!”, registrato appositamente per tale ricorrenza, nel corso del quale vengono eseguiti brani di musica concentrazionaria.

Il presidente della Camera ha sottolineato nel suo intervento l’importanza del lavoro di ricerca, archivio e diffusione della produzione musicale composta nei lager, “testimonianza straordinaria della forza d’animo, della creatività e della voglia di vivere” presente anche “in contesti inumani e spaventosi”.

“La memoria della Shoah – prosegue – è un dovere morale e civile posto in capo alle Istituzioni e a ciascun cittadino dalla nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e fondata sul ripudio del fascismo e sull’affermazione di principi e valori fondamentali, volti ad impedire che quanto avvenuto in quegli anni possa ripetersi. Un dovere che richiede la capacità di fare i conti con il nostro passato. Di riconoscere che anche in Italia furono molti, troppi i complici dello sterminio. Di non dimenticare l’onta delle leggi razziali alle quali pochi, nelle istituzioni, nella società, nel mondo culturale, ebbero il coraggio di opporsi apertamente”. “Il dovere di memoria ci riporta a quanto avvenne dopo l’8 settembre del 1943, quando le milizie fasciste collaborarono attivamente alla schedatura, alla cattura e alla deportazione degli ebrei italiani – nostri concittadini – verso i campi della morte – ricorda ancora Fico, che rileva come anche oggi “atti terroristici e manifestazioni crescenti di antisemitismo determinano – anche in un continente come l’Europa – rischi per la sicurezza dei nostri concittadini ebrei, al punto da indurli in alcuni casi ad abbandonarlo”.

“L’aumento significativo degli episodi di antisemitismo ci richiama all’impegno, non negoziabile, a rispettare e ad applicare i valori di libertà, giustizia, solidarietà e rispetto dei diritti di ogni persona e gruppo sociale. Un impegno che chiama in causa le Istituzioni come tutti gli attori sociali e i singoli cittadini – conclude il Presidente della Camera. (Inform)

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