direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Si è parlato dei servizi consolari all’Assemblea Plenaria del Cgie

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Nel corso dei lavori dell’Assemblea Plenaria, dopo l’approvazione della modifica del regolamento interno del Cgie, il consigliere della Germania Giuseppe Scigliano (Germania) ha illustrato una relazione elaborata dal Gruppo di lavoro da lui coordinato riguardante i servizi consolari in Germania, contenente anche alcune proposte, come ad esempio il rinnovo permanente delle carte d’identità a chi ha oltre 70 anni di età , la riforma del portale Prenotami e l’anagrafica unica.   Scigliano ha anche segnalato come in questo contesto appaia fondamentale anche il lavoro portato avanti dal console, una figura che può fare la differenza. Giuseppe Conte (CdP- Germania), membro del gruppo di lavoro, ha riportato alcuni dati provenienti dalla Germania. Il consigliere ha prima di tutto rilevato come la situazione sia effettivamente migliorata con liste d’attesa nei grandi consolati che sono scese, passando dai 10 mesi di due anni fa a 5/6 mesi di adesso. Inoltre Conte ha anche rilevato come, sebbene si sia verificato un aumento per quanto riguarda l’orario di apertura al pubblico, passando da 17 ore settimanali a 22, tale situazione cambi da consolato a consolato.  Dello stesso avviso Silva Alciati (Brasile). “In America Latina tutti abbiamo percepito un miglioramento”, ha sottolineato la consigliera rilevando però ancora ancora manchi del personale nei consolati e sia presente una disomogeneità nei servizi offerti per la quale si può verificare in alcuni casi una “migrazione” dei cittadini da una circoscrizione all’altra per avere accesso a determinati documenti e trattamenti.

Per Vincenzo Arcobelli (Usa) i problemi presentati da Scigliano sono condivisi da molti Paesi. Secondo Arcobelli per superare tutto questo, dovuto anche alla scarsità delle risorse utilizzate, occorrerebbe un  “sollecito politico” affinché si  possa gestire tutto questo in maniera maggiormente efficiente. Vincenzo Zaccarini (Regno Unito) ha invece proposto l’utilizzo del parametro “Performance related pay”, già usato in UK in modo tale da stimolare quella “piccola percentuale di personale che non lavora al meglio”. Di una collaborazione con il Cgie che favorisca l’emersione di pratiche buone e alternative ha parlato il consigliere Luigi Billè (Regno Unito)  Salvatore Tabone (Francia) ha invece segnalato la “ buona volontà dei consoli e del personale” che ad esempio in Francia  “fanno un lavoro eccezionale”. Sebbene il consigliere riconosca il problema del personale, dato che molti consolati sono sotto organico, per Tabone un “filo diretto” tra i Comites e i consolati può essere  molto importante per gestire difficoltà ed emergenze. Secondo Toni Ricciardi (Svizzera) la relazione illustrata indica le difficoltà presenti in questo settore. Problematiche che, per il deputato del Pd, potrebbero almeno in parte essere superate adottando ad esempio la pratica spagnola che prevede per gli over settantenni di non dover rinnovare i documenti. Una soluzione che, sebbene non risolva le problematiche, potrebbe portare ad abbattere l’affollamento per le pratiche del 30%. Dopo le parole di Silvana Mangione (Vice Segretario Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei), che ha auspicato un monitoraggio delle richieste di servizi presentate tramite il sito Prenotami, Mariano Gazzola (Vice Segretario Generale per l’America Latina) ha rilevato come ormai si possa parlare di un “problema di sistema”, visto che le problematiche dei consolati che si erano rilevante solo in Sud America, ora si presentano anche in Europa. Il consigliere Nicola Carmignani (Francia), riportando una sua esperienza personale, ha sottolineato come i tempi di attesa per l’erogazione dei servizi consolari siano ben superiori a quelli riportati nella relazione di Governo. Da segnalare fra i vari interventi anche quello di Gianluca Lodetti (Vice Segretario Generale di Nomina governativa), che ha evidenziato i lunghi tempi di attesa “emergenziali” per ottenere un passaporto e la necessità di acquisire nuove risorse per risolvere il problema. Giuseppe Stabile (Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord) ha invece riferito di un accordo politico al Parlamento Europeo per l’identità digitale di tutti i cittadini europei che potrebbe alleggerire la mole di lavoro dei consolati. Stephania Puton (Brasile) ha sollevato il quesito se l’uso del servizio Prenotami fosse obbligatorio o scelto dalle varie sedi consolari ed ha anche segnalato la positiva esperienza sui servizi portata avanti dal Consolato Generale di Porto Alegre. Dal canto suo Ricardo Merlo (Maie) ha segnalato come in Sud America si stia istaurando la prassi di rivolgersi, per le pratiche di cittadinanza , ad un avvocato piuttosto che alla rete consolare. Una prassi legittima che però , secondo Merlo, rischia di trasformarsi in una perdita di sovranità da parte dello Stato.  Il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali ha poi risposto ai quesiti posti dai consiglieri. Vignali pur riconoscendo che “i consoli che possono fare la differenza” ha però rassicurato che un “controllo dall’alto che monitora la situazione c’è ”. Il Direttore Generale ha poi sottolineato come vi sia un miglioramento nella percezione dell’erogazione dei servizi consolari. Vignali ha anche confermato la possibilità dell’erogazione dei servizi sia in chiave digitale sia in chiave fisica, segnalando l’utilizzo dei servizi fisici da parte di quasi il 15% dei cittadini iscritti all’AIRE. Sul “nodo” della mancanza di personale Vignali ha parlato di due strade da poter utilizzare: “Assumere più personale o incentivarlo verso le sedi più ‘complicate’, in cui c’è una maggiore pressione consolare”. Si starebbe inoltre valutando la possibilità di introdurre una sorta di “ricompensa funzionale” pe incentivare il personale. Su un’altra proposta, come quella di rinnovo indeterminato del documento di identità a chi ha oltre 70 anni di età, Vignali si è detto favorevole precisando come comunque questo aspetto dipenda però dal Ministero dell’Interno. Per il Direttore Generale, che si è detto favorevole alla proposta di legge che consentirebbe di reinvestire nell’attività degli uffici all’estero  parte delle percezioni consolari,  non si può però parlare per i servizi di “emergenza” visto che i tempi per il rilascio del passaporto all’estero sono più bassi rispetto all’Italia. Rispondendo al quesito della consigliera Puton, Vignali ha rilevato come quella telematica non sia una modalità obbligatoria, ma il suo utilizzo sia consigliato e dipenda da sede a sede. Sulla questione della disomogeneità dei servizi, per Vignali comunque sarebbe meglio lasciare “un margine di flessibilità organizzativa” alle sedi e non standardizzare rigidamente le procedure. In conclusione Vignali ha riconosciuto la dimensione preoccupante del fenomeno segnalato dal consigliere Merlo nell’ambito della richiesta della cittadinanza, un aspetto che va affrontato al più presto. (Alessio Mirtini- Inform)

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