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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Si è conclusa a Firenze la prima edizione del Festival Oxfam intitolato “Creiamo un futuro di uguaglianza”

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Due giorni di dibattito su lavoro, diritti umani, salute, scuola, guerra e persone in fuga cui ha partecipato anche l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo

 

FIRENZE – Si è conclusa venerdì scorso a Firenze la prima edizione del Festival Oxfam intitolato “Creiamo un futuro di uguaglianza”, evento cui hanno partecipato personalità delle istituzioni, della cultura, dell’informazione, dell’impresa e della società civile per due giorni di dibattito su temi cruciali come lavoro, diritti umani, salute, scuola, e con un tavolo dedicato ai teatri di guerra intitolato “Persone in fuga”.

Oxfam, da anni impegnata nella lotta alla disuguaglianza e alla povertà, è riuscita in questo Festival a mettere in relazione problematiche che spesso vengono affrontate separatamente, mentre sono aspetti diversi di un unico fenomeno.

Fra i temi affrontati particolarmente attuale è stato quello della disuguaglianza nell’accesso alla salute a livello globale, una disuguaglianza tangibile, emersa durante la pandemia con l’iniqua distribuzione di farmaci, vaccini e diagnostica a discapito della tutela della vita e della salute pubblica. Una disuguaglianza amplificata, che ha accentuato le differenze nei Paesi più vulnerabili dove opera anche la Cooperazione italiana, che è stata invitata a partecipare all’iniziativa.

L’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha infatti fra i suoi obiettivi lo sradicamento della povertà, la riduzione delle disuguaglianze e la promozione dei diritti umani. Un’agenda non solo economica dunque, ma di promozione umana, come è emerso dall’intervento di Francesca Fiorino, dirigente dell’Ufficio IV – Sviluppo umano dell’Aics.

“La salute è un diritto fondamentale per ogni essere umano, senza salute non può esserci sviluppo umano e per Aics questo è un settore di intervento prioritario. Il nostro approccio – ha segnalato Fiorino – è quello di lavorare per consentire a tutti di beneficiare delle cure universali e possibilmente gratuite. Come soggetto governativo lavoriamo con i governi locali, per sensibilizzare le autorità su queste tematiche. Per rafforzare i sistemi sanitari locali occorre però un dialogo diretto con le istituzioni e una stabilità politica”. Fiorino ha poi citato gli interventi concreti realizzati sul campo per rafforzare o costruire strutture sanitarie, ospedali, ambulatori e laboratori (quanto mai importanti durante la pandemia) a cui si è aggiunta la formazione del personale sanitario e tecnico: infermieri, ostetriche, tecnici di laboratorio, biologi. Non ultimo anche l’impegno per una corretta informazione alle popolazioni sull’importanza dell’igiene.

“Le cose da fare sono tantissime – ha aggiunto Fiorino – e l’Italia si è impegnata anche in consessi internazionali come il G 20 e il G7 : in questi ambiti è emersa l’importanza della capacità di affrontare le pandemie, cioè di affiancare i governi centrali e locali affinché siano pronti  a gestire correttamente l’emergenza prima che questa si verifichi”.

E a proposito del nuovo approccio “One Health”, che lega salute umana – animale – ambientale, Fiorino ha concluso: “è fondamentale prevenire tutte le problematiche che derivano dagli animali e che possono essere trasmesse all’uomo e considerare l’ambiente nel suo insieme” . Un approccio che considera animali, esseri umani e ambiente un unico ecosistema.

Oltre all’Aics, nei nove incontri del Festival sono intervenuti 60 ospiti fra i quali il ministro del Lavoro Andrea Orlando, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, la viceministra degli Esteri Marina Sereni, il consigliere scientifico Walter Ricciardi, la professoressa Chiara Saraceno, intellettuali, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni, delle imprese (Coop, Lavazza, Rio Mare) e della società civile. (Inform)

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