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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Sì dell’Aula alle modifiche della Convenzione tra Italia e Lussemburgo sulle doppie imposizioni fiscali e sul contrasto all’evasione fiscale

CAMERA DEI DEPUTATI

Il relatore Picchi: “Dall’attesa abolizione del segreto bancario, che la ratifica del Protocollo comporta, potrà risultare un potenziale recupero di gettito per l’Erario italiano”

ROMA – Con 368 sì la Camera dei Deputati ha approvato ieri la ratifica delle modifiche alla Convenzione tra Italia e Lussemburgo volta da evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio ed a prevenire la frode e l’evasione fiscale. Relatore del provvedimento il deputato Guglielmo Picchi (Fi), eletto nella ripartizione Europa, che ha spiegato come il provvedimento in esame miri ad  emendare l’articolo 27 della Convenzione italo-lussemburghese contro le doppie imposizioni che riguarda lo scambio di informazioni e le innovazioni apportate dal Protocollo, proponendo essenzialmente un’intensificazione della cooperazione amministrativa tra Italia e Lussemburgo per una migliore lotta all’evasione fiscale, soprattutto con il superamento dell’istituto del segreto bancario. Picchi ha inoltre segnalato che il Protocollo riveste particolare importanza per il Lussemburgo, in quanto la sua ratifica consentirà a questo paese di essere incluso nella white list delle nazioni affidabili dal punto di vista della lotta ai paradisi fiscali.

48 del 2003, concernente la tassazione dei redditi da risparmio. Per quanto concerne i contenuti del Protocollo il relatore ha evidenziato come nell’articolo 3, che sostituisce l’articolo 27 della vigente Convenzione, si preveda lo scambio, fra le competenti autorità dei due Stati, di informazioni pertinenti all’applicazione della Convenzione del 1981 ovvero all’applicazione di proprie normative relative ad imposte di qualsiasi genere di pertinenza dei due contraenti. Le informazioni scambiate tra i due Stati verranno tenute segrete e comunicate soltanto a persone o autorità investite del compito di accertare o riscuotere le imposte ovvero di seguire procedimenti ad esse relativi, ricorsi in relazione ad essi presentati o infine di esercitare controlli su tutte le attività già illustrate. Picchi ha poi spiegato che autorità investite delle informazioni le utilizzeranno solo a fini istituzionali e se ne serviranno nel corso di udienze pubbliche o di giudizi. Altro punto saliente illustrato del relatore l’impossibilità per ciascuno dei due Stati contraenti di rifiutare di fornire informazioni solo perché esse siano relative ad una banca, ad una istituzione finanziaria, a un mandatario o a un agente o a un fiduciario. Nello scambio di lettere fra i due Paesi, anch’esso, come il Protocollo effettuato a Lussemburgo il 21 giugno di due anni fa, viene inoltre precisato che lo scambio di informazioni a richiesta potrà includere redditi o elementi di reddito rientranti nell’ambito di applicazione della direttiva n.

“Mi preme sottolineare – ha poi affermato Picchi – l’esigenza di una celere approvazione del provvedimento, poiché dall’attesa abolizione del segreto bancario, che la ratifica del Protocollo comporta, potrà risultare un potenziale recupero di gettito per l’Erario italiano, che tuttavia ad oggi ancora non è quantificabile”: “Questi trattati da soli – ha poi precisato Picchi nell’ambito delle dichiarazioni di voto finali -non sono sufficienti per combattere e risolvere il problema dell’evasione e dell’elusione fiscale, ma comunque rappresentano dei passi in avanti. Il Lussemburgo, come molti altri Paesi, sta progressivamente rinunciando al segreto bancario. Questo è uno strumento utile che permette la collaborazione tra autorità investigative e autorità finanziarie per far sì che la lotta all’evasione fiscale possa essere una realtà soprattutto in ambito europeo. Per cui, – ha concluso Picchi – pur ribadendo che non basta un semplice trattato, è questa la strada che dobbiamo continuare a perseguire”. (Inform)

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