direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Sì dell’Aula al disegno di legge di ratifica dell’Accordo fra Italia e Cile sull’autorizzazione all’esercizio di attività lavorative dei familiari a carico del personale diplomatico e consolare

CAMERA DEI DEPUTATI

Tra le dichiarazioni di voto favorevole quelle delle parlamentari elette nella circoscrizione Estero – ripartizione America settentrionale e centrale Fucsia Fitzgerlad Nissoli (Pi) e Francesca La Marca (Pd)

ROMA – La Camera dei Deputati ha approvato con 332 voti favorevoli il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo fra Italia e Cile sull’autorizzazione all’esercizio di attività lavorative dei familiari a carico del personale diplomatico, consolare e tecnico-amministrativo delle missioni diplomatiche e rappresentanze consolari, fatto a Roma il 13 dicembre 2013.

Il via libera al provvedimento, già approvato dal Senato, al termine della discussione sulle linee generali, avvenuta il 9 settembre scorso, e le dichiarazioni di voto. Tra esse, segnaliamo quelle favorevoli al provvedimento pronunciate delle parlamentari elette nella circoscrizione Estero – ripartizione America settentrionale e centrale Fucsia Fitzgerlad Nissoli (Pi) e Francesca La Marca (Pd).

Nissoli ha ricordato come l’accordo sia simile a quelli stipulati sulla stessa materia con altri Paesi, “al fine di consentire ai congiunti e ai conviventi del personale diplomatico di inserirsi attivamente nella vita sociale del Paese ospitante, partecipando ad attività produttive di diversa natura”, e visto il “peculiare status dei soggetti coinvolti che godono di privilegi, immunità e protezione in base al diritto internazionale”. “Si conviene – riassume la deputata – la rinuncia all’immunità delle giurisdizioni civile e amministrativa per i fatti compiuti nell’esercizio dell’attività lavorativa, mentre la rinuncia all’immunità di natura penale potrà essere richiesta dallo Stato accreditante al fine di perseguire eventuali reati commessi nell’esercizio dell’attività lavorativa. Per il resto sia l’accesso sia le condizioni lavorative sono le stesse applicabili a tutti gli altri soggetti dell’ordinamento dello Stato ospitante, compresi gli oneri fiscali, mentre l’accordo non prevede un riconoscimento automatico di titoli di studio o gradi accademici tra i due Paesi interessati”. Richiamata l’assenza di oneri relativi all’attuazione dell’Accordo, che risulta “finalizzato – conclude Nissoli – allo svolgimento di buone relazioni diplomatiche tra gli Stati e a favorire pienamente l’inserimento e l’integrazione del personale diplomatico e dei familiari e conviventi nel tessuto sociale, culturale ed economico dello Stato ospitante”.

Annuncia l’astensione al voto da parte della Lega Nord Gianluca Pini, segnalando come tale decisione sia dovuta al mancato accoglimento di emendamenti che chiedevano di informare il Parlamento sulle autorizzazioni concesse sulla base dell’Accordo e sul numero degli effettivi beneficiari delle stesse, una conoscenza utile per acquisire gli effetti del provvedimento e farne modello di successive intese bilaterali.

Voto favorevole viene annunciato da Arturo Scotto (Sel), Paolo Alli (Ap), che rileva in particolare come tale Accordo valga a riconoscere “non un privilegio ma un diritto delle persone che sono al seguito del nostro personale diplomatico e amministrativo all’estero”, e Rocco Palese (Fi). Si astiene invece il Movimento 5 Stelle, anche se favorevole all’impianto generale del provvedimento. Le perplessità, espresse per il gruppo da Manlio Di Stefano sono relative all’estensione del diritto di immunità di cui gode il diplomatico anche al coniuge, “una norma che noi – spiega Di Stefano – non riteniamo sana”. Contestato in particolare l’articolo del disegno di legge che riguarda l’immunità civile, amministrativa e penale dei soggetti cui si rivolge l’Accordo e che introdurrebbe, a detta dell’esponente del M5S, “un privilegio che non ha alcun senso”.

Favorevole il voto del Pd, pre-annunciato da La Marca, che evidenzia il portato dell’attività lavorativa svolta in riferimento alla “stabilizzazione del nucleo familiare nei contesti di residenza” e il fatto che i soggetti cui si riferisce tale provvedimento spesso “sono dotati di competenze che possono essere utilmente spese nelle società nelle quali essi dovranno permanere per alcuni anni”, constatazione che vale a maggior ragione “per l’Italia e il Cile, che possono vantare un’apprezzabile sistema di relazioni bilaterali ed un interscambio vivace e in sviluppo”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform