direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Settimana Santa senza celebrazioni liturgiche per la pandemia del coronavirus

MISSIONARI ITALIANI ALL’ESTERO

Tobia Bassanelli, delegato delle MCI in Germania e Scandinavia: con i nostri parrocchiani  continuiamo a restare in contatto attraverso il telefono ed i nuovi media, ma celebrare la Pasqua soli, con la chiesa vuota, sarà per tutti noi una forte sofferenza

FRANCOFORTE (Germania) – “Alla vigilia della Settimana Santa, penso al grande digiuno di celebrazioni liturgiche – almeno di quelle tradizionali, con tanta partecipazione di fedeli – cui quest’anno la pandemia del coronavirus ci costringe a fare. Questo non ci dispensa dalle responsabilità nei confronti dei nostri parrocchiani, con cui continuiamo a restare in contatto attraverso il telefono ed i nuovi media, offrendo messaggi e celebrazioni virtuali sui siti Internet o in altro modo”. Lo afferma Padre Tobia Bassanelli, delegato delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, rivolgendosi in particolare ai missionari e ai componenti delle Comunità italiane.

Il coronavirus ci ha raggiunti – ricorda P. Bassanelli -. Chiedo di pregare per chi è stato ricoverato in ospedale o costretto alla quarantena. Il nostro lavoro pastorale di vicinanza alle persone, nonostante tutte le precauzioni, ci espone anche a questo rischio. I malati arrivati ultimamente dall’Italia per essere curati negli ospedali tedeschi, si stanno rivolgendo a noi per avere l’unzione degli infermi ed il viatico. È successo per esempio alla Missione di Berlino, contattata dalla clinica di Halle/Saale, che ha chiesto l’assistenza religiosa a malati giunti dall’Italia. I primi sei contagiati gravi sono arrivati da Bergamo, sabato 28 marzo, con un volo della Luftwaffe, e sono stati portati negli ospedali della zona di Colonia”.

“Celebrare le Palme e Pasqua da soli, con la chiesa vuota, proprio nelle feste in cui riusciamo a riempirla, anche se magari saremo collegati con la nostra Comunità virtuale, sarà per tutti noi una grande delusione, una forte sofferenza – afferma ancora il delegato Migrantes -. Da diversi giorni mi sto chiedendo il perché. Non alla luce dei parametri della prevenzione sanitaria, che sono molto chiari e convincenti. Ma alla luce della fede, che aiuta a imparare da tutto. E mi vengono in mente i severi moniti di Gesù contro il culto religioso del suo tempo, ridotto spesso fine a sé stesso. Allora capisco che si attende da noi maggiore concentrazione sul vero culto, quello interiore, quello del cuore e della vita quotidiana, di cui la celebrazione liturgica in chiesa deve essere segno e sostegno.

Auguro a voi e a tutte le nostre Comunità, private quest’anno dei grandi riti della Settimana Santa e della solennità di Pasqua – conclude Padre Tobia -, la riscoperta del vero culto di Dio, quello che viene dal cuore e dalla vita”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform