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Settima vittoria consecutiva per Andrea Marcato nella corsa d’élite più lunga del mondo

SPORT

Il veneziano di Lughetto chiude le 3.100 miglia di New York in 45 giorni, più di un giorno e mezzo meglio del 2025. Nessuno aveva mai vinto la gara più di quattro volte di fila

(Fonte foto”Sri Chinmoy Marathon Team”)

NEW YORK – Oggi si conclude la corsa podistica su strada certificata più lunga del mondo, la Sri Chinmoy Self-Transcendence 3100 Mile Race. Vince Andrea Marcato, 44 anni, nato e cresciuto a Lughetto di Campagna Lupia (Venezia) per la settima volta consecutiva.

Ha percorso 3.100 miglia, 4.989 chilometri, girando attorno a un isolato del Queens per 45 giorni, 3 ore, 11 minuti e 28 secondi: oltre 110 chilometri al giorno, più di due maratone e mezza per sei settimane. Il tempo migliora di oltre un giorno e mezzo quello della vittoria 2025.

Marcato, vegetariano, lavora in un’azienda di prodotti vegetariani a Zurigo, e pratica la meditazione. Ha vinto ogni edizione dal debutto nel 2020 fino al 2026. Nessuno aveva mai vinto la gara più di quattro volte di fila. Dal 1997 solo 58 persone hanno completato la gara, che il New York Times ha definito “l’Everest delle ultramaratone”, mentre la vetta dell’Everest, dal 1953, è stata raggiunta da oltre 7.500 persone diverse. Nel numero di luglio 2026, National Geographic ha inserito la gara tra le 250 meraviglie d’America. “Mi sento privilegiato e onorato di aver potuto correre sette edizioni consecutive, e di averle corse bene”, ha detto Marcato al traguardo. “Sono davvero grato a Sri Chinmoy che l’ha ideata e a tutti i volontari”. Perché tornare ogni anno? “La gioia sta nel mettere alla prova i propri limiti”, risponde. “Sai che sarà dura, ma trovi la tua dimensione interiore. Ogni anno è diverso: sorgono nuove sfide, riscopri te stesso e ti migliori”. Solo altri quattro partecipanti hanno concluso la distanza delle 3.100 miglia. Secondo classificato, Radu Budan, 45 anni, moldavo, l’ha corsa in 46 giorni e 10 ore. Lo Wei Ming, 62 anni, taiwanese, l’ha finita in 48 giorni e 16 ore. Annabel Hepworth, 53 anni, australiana, ha vinto la categoria femminile in 49 giorni e 9 ore. Vasu Duzhiy, 60 anni, russo, l’ha conclusa per la quattordicesima volta in 50 giorni e 13 ore. 5.653 giri dello stesso isolato.  Il percorso è un anello di 883 metri sul marciapiede attorno alla Thomas A. Edison High School, nel Queens, da ripetere 5.653 volte. Gli atleti corrono o camminano dalle 6 del mattino a mezzanotte e hanno 52 giorni per finire: almeno 95,9 chilometri al giorno, l’equivalente di 118 maratone consecutive. Bruciano circa 10.000 calorie al giorno e consumano fino a 25 paia di scarpe sul cemento.

Una romana a più di 4.600 chilometri. In gara c’è anche un’altra italiana. Nayaja Perugini, 56 anni, cresciuta a Roma, al debutto nella 3100 miglia, ha percorso 2.862 miglia, più di 4.605 chilometri, in 50 giorni e 12 ore. Più di qualunque donna italiana abbia mai corso nella storia. “Posso fare qualcosa di speciale per il mio paese”, dice. “Non sto correndo questa gara per me stessa. È qualcosa di molto più grande. Sento che si tratta del progresso dell’umanità”.

La gara. La 30ª edizione si è corsa dal 30 agosto al 20 ottobre con nove atleti, tre donne e sei uomini, da sette paesi: Italia, Moldavia, Taiwan, Australia, Russia, Ucraina e Slovacchia. L’ha ideata nel 1997 il maestro spirituale, atleta e musicista indiano Sri Chinmoy (1931-2007), che vedeva nelle corse di più giorni un’occasione di auto-trascendenza: andare oltre i propri limiti fisici e interiori. “L’auto-trascendenza è l’unica cosa di cui un essere umano ha bisogno per essere veramente felice” diceva. “Quindi queste gare aiutano enormemente i corridori, anche se esteriormente affrontano grandi difficoltà”. La gara è organizzata dal Sri Chinmoy Marathon Team. (Inform)

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