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Serracchiani: “Onorare la memoria di tutti i caduti, a prescindere da quale fosse all’epoca la loro divisa o la loro nazionalità”

GRANDE GUERRA

Lettera della presidente del Friuli Venezia Giulia al capo dello Stato

TRIESTE – In una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha chiesto l’interessamento del Capo dello Stato per rendere accessibile ”lo schedario degli italiani delle nuove Province”, ovvero l’elenco di quei militari italiani che nella Prima Guerra Mondiale hanno combattuto nelle file dell’esercito austroungarico, perdendo la vita. Ricordando come in occasione del centenario della Grande Guerra l’Amministrazione regionale intenda valorizzare il patrimonio storico-culturale legato a quei tragici eventi e promuovere sul territorio iniziative per diffondere sentimenti di pace e di fratellanza, la presidente nella sua lettera ha sottolineato la ”ferma volontà di onorare la memoria di tutti i caduti della Grande Guerra, a prescindere da quale fosse all’epoca la loro divisa o la loro nazionalità”.

L’elenco dei soldati italiani che morirono indossando la divisa dell’esercito austroungarico è ancora largamente incompleto. Pertanto secondo Serracchiani ”per ricordare in modo degno il sacrificio anche di quei caduti”, per favorire ”un’opera di riconciliazione e di consolidamento di una memoria comune sul confine orientale, per fare in modo che le cerimonie di commemorazione della Prima Guerra Mondiale che la Regione si appresta a promuovere ed organizzare siano più aderenti possibile alla verità storica”, occorre ”poter recuperare quell’elenco”. Come la stessa presidente Serracchiani ricorda nella sua lettera al presidente Napolitano, lo schedario degli italiani delle nuove Province fu istituito negli anni Venti e Trenta dello scorso secolo e inizialmente collocato presso l’Ambasciata italiana a Vienna. Nel ventennio fascista venne utilizzato per la gestione delle pratiche di pensione che l’Italia riconosceva alle vedove dei soldati austroungarici nativi delle terre divenute italiane. Successivamente, ”a quanto risulta il documento venne però secretato dalla politica di propaganda di allora e tale sembra essere rimasto fino ad oggi”.

”Sono certa che condividerà il significato altamente simbolico racchiuso in quell’elenco”, conclude Serracchiani, raccomandandosi al capo dello Stato per ”il positivo esito di questa ricerca”. (Inform)

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