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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Sereni: Serve dialogo aperto tra Europa e paesi del Mediterraneo e Medio Oriente

FARNESINA

La vice ministra degli Esteri ha aperto i lavori del primo MED Virtual Regional Meeting, organizzato da Farnesina, Ispi e Istituto Universitario Europeo

 

 

ROMA – La vice ministra degli Esteri Marina Sereni ha oggi introdotto il primo MED Virtual Regional Meeting, organizzato da Farnesina, Ispi e Istituto Universitario Europeo. L’evento intitolato: “Regional dynamics in a time of quarantine: rethinking the EU engagement in the post-pandemic Middle East” si inserisce nei lavori di preparazione dei Rome MED Dialogues 2020.

“È molto importante – ha sottolineato la vice ministra aprendo i lavori del Meeting – mantenere viva in questo momento l’iniziativa Med Dialogues grazie alle possibilità offerte dal digitale. Ora più che mai infatti, è necessario un dialogo aperto e un’agenda positiva tra le due sponde del Mediterraneo, tra l’Unione Europea e la regione mediorientale, tenendo conto dell’impatto del virus e delle sue implicazioni geopolitiche. In questo contesto, anche la presidenza italiana del G20 nel 2021 potrà contribuire a riformare l’agenda multilaterale”.

“Altro fattore da tenere presente per il futuro e nell’ambito del processo dei MED-Dialogues – ha aggiunto Sereni – è il ruolo delle società civili nei diversi Paesi del Nord Africa e Medio Oriente. Nel biennio 2018-19, infatti, da Algeri a Khartoum, da Beirut a Baghdad, avevamo assistito a un risveglio delle piazze con grandi e pacifiche manifestazioni popolari. Il 2020, a causa del lock-down imposto dalla pandemia, rischia di segnare la scomparsa di istanze riformiste che, se disattese, potrebbe portare a una radicalizzazione dei movimenti di protesta”.

Nel corso del Meeting – al quale hanno partecipato Ahmed Al Mandari (WHO East Mediterranean), Paolo Magri (direttore Ispi), Stefano Manservisi (già direttore generale Cooperazione Internazionale e Sviluppo della  Commissione Europea), Randa Slim (direttore Conflict Resolution and Dialogues Programme MEI, Usa), Maha Yahya (direttore, Carnegie Middle East, Libano) – sono stati affrontati vari temi con riferimento alla situazione derivante dalla pandemia in particolare per quanto riguarda le aree di conflitto – Libia, Siria, Yemen, Palestina-Israele – e le conseguenze economiche e sociali nei diversi Paesi della regione per i quali è prevista una forte recessione economica e un drammatico aumento della disoccupazione e delle diseguaglianze. Ribadendo l’importanza del sostegno al Piano anti-pandemia lanciato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres, che punta l’attenzione sull’urgenza di sostenere in questo momento le aree più fragili del pianeta, dal seminario è emersa la necessità di rafforzare il rapporto di vicinato tra l’Europa e l’area del Mediterraneo allargato guardando al dopo Covid19.

“Il ruolo europeo – ha indicato in chiusura la vice ministra Sereni – è essenziale anche per prevenire che si realizzino atti unilaterali nella complessa vicenda del Medio Oriente. L’Italia sta lavorando affinché l’Unione Europea, dialogando con gli altri partners e con il futuro governo di Israele, mandi con chiarezza un messaggio per evitare l’annessione unilaterale di parti della Cisgiordania e della Valle del Giordano e tenere aperta la prospettiva di una Two State solution”.(Inform)

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