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Senato della Repubblica, eletto presidente Ignazio la Russa: “Guardiamo all’Unione Europea come casa comune”

ISTITUZIONI

Il presidente ha rivolto un pensiero “alle donne e agli uomini in divisa che sono la bandiera dell’Italia nel nostro Paese e nel mondo, ideali di pace e di sicurezza” e  “ai patrioti ucraini e ai profughi e rifugiati ucraini e di ogni parte del mondo che scappano dalle guerre e che devono essere accolti con onore”

(fonte immagine Senato)

ROMA – Con 116 voti, l’Assemblea di Palazzo Madama  ha eletto presidente del Senato il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa.

Nel discorso di insediamento, il presidente La Russa ha rivolto un saluto al presidente della Repubblica Mattarella, al presidente emerito Napolitano, alla senatrice Segre, alla sen. Casellati presidente del Senato nella scorsa legislatura e agli altri componenti del Consiglio di Presidenza. Ha poi rivolto un pensiero a papa Francesco, e “alle donne e agli uomini in divisa, che porto nel cuore per la mia storia politica e istituzionale e che sono la bandiera dell’Italia nel nostro Paese e nel mondo, ideali di pace e di sicurezza”.  “Nella mia lunga vita politica – ha detto La Russa –  i momenti più toccanti, che ricordo con più tristezza, ma anche con più dedizione, sono quelli in cui sulle mie spalle ho portato le bare dei soldati caduti in Afghanistan, che mi toccava ricevere.. A loro, a tutti i militari e a tutti i caduti di ogni guerra, va il mio deferente omaggio”.

Il neo presidente del Senato ha poi auspicato la fine del conflitto in Ucraina con trattative condotte con giustizia : “Vorremmo che il clamore delle armi fosse sostituito dalla voce di trattative che possono arrivare però solo con giustizia, perché non può esservi mai pace senza giustizia”. La Russa ha quindi rivolto un pensiero  ai “patrioti ucraini” per quanto  “stanno subendo in questo periodo”  e “ai profughi e ai rifugiati ucraini e di ogni parte del mondo che scappano dalla guerra e che devono essere accolti con onore”.

Il presidente del Senato non ha mancato  anche di sottolineare che è il Parlamento “con la sua centralità a rappresentare e custodire la memoria collettiva del Paese” e che “le istituzioni si riconoscono nelle leggi dello Stato, nelle feste e nelle tappe che hanno scandito la loro storia e oggi sono, non solo ricordo del passato, ma memoria del futuro”. Ed è “con questo sguardo, che si nutre di storia e di futuro, che guardiamo all’Unione europea come casa comune. Forse potremmo tutti insieme recuperare una parola che per tanti anni è stata usata per indicare e pensare l’Europa: comunità. Sì, l’Unione europea può e deve essere ancora comunità; l’Unione europea può essere ancora speranza di pace, se saprà, come deve assolutamente fare, elevare il suo raggio di azione sempre più in alto rispetto alle cose, non dico irrilevanti, ma a volte di secondaria importanza”

La Russa, che fin da giovane è stato uomo di parte e si è dedicato con passione all’attività politica, crede nel valore del dialogo e nel rispetto per le istituzioni: sarà presidente di tutta l’Assemblea, “inflessibile nel difendere, nella stessa identica maniera, i diritti della maggioranza e dell’opposizione”. Il Senato della Repubblica, che è emblema di unità, dovrà dare risposte all’inflazione a al caro energia e provare a riformare, in modo condiviso, la seconda parte della Costituzione. Il presidente ha sottolineato che la povertà si contrasta con il lavoro degno e ben remunerato e che il futuro dipende non solo dalla tutela ambientale ma anche dalla sicurezza e dalla solidità dei legami sociali. Il lavoro è alla base della storia del Paese, la solidarietà è un primato italiano, il made in Italy merita una tutela particolare.

Nel discorso inaugurale, La Russa ha ricordato i caduti della stagione del terrorismo, ha invitato a non abbassare la guardia rispetto alle minacce del terrorismo internazionale e della criminalità organizzata; ha richiamato l’insegnamento di Sandro Pertini sulla necessità di lottare senza paura e senza speranza; ha citato infine il discorso di insediamento dell’ex presidente della Camera Luciano Violante sulla necessità di superare antiche ostilità e di costruire un sistema condiviso, che tenga conto della complessità del paese e interpreti la liberazione come una battaglia per il futuro dell’Italia. (Inform)

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