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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Seminario di Palermo, prosegue il corso di preparazione alle attività di Comites e Cgie per le nuove generazioni all’estero

CGIE

Si è parlato della prossima Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie

ROMA – Proseguono i lavori in vista della Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie che è stata oggetto del quinto appuntamento del corso per la partecipazione dall’estero organizzato dal Seminario di Palermo e coordinato da Maria Chiara Prodi, Presidente della Commissione tematica ‘Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove’ del Cgie. Prodi ha ricordato l’evento introduttivo del 14 dicembre scorso durante l’ultima plenaria del 2020 del Cgie, nel corso della quale sono state definite tre date preparatorie per l’attesa Conferenza del 2021: 19 e 26 gennaio (nuove emigrazioni e internazionalizzazione) e 3 febbraio (diritti civili e politici) con una sessione conclusiva che dovrebbe servire a ricapitolare quanto discusso e preparare un documento finale. L’auspicio è di poter celebrare in presenza l’evento in estate a Roma. Come ha spiegato la stessa Prodi, i delegati del Seminario di Palermo hanno ricevuto ed analizzato i documenti preparatori fin qui prodotti dal Cgie dividendosi in tre gruppi di lavoro, tanti quanti i temi da trattare per la Conferenza. L’appuntamento con il Seminario di Palermo è rimandato invece al 14 febbraio con una lezione formativa sulle politiche di rientro cui parteciperà il Gruppo Controesodo.

Michele Schiavone, Segretario Generale del Cgie, ha espresso soddisfazione per questo ciclo di incontri del Seminario di Palermo finalizzato a formare generazioni nuove in prospettiva di un rinnovamento di Comites e Cgie. “Il 2021 ha degli obiettivi precisi che portano al rinnovamento delle rappresentanze di base degli italiani all’estero”, ha commentato Schiavone benché tuttora non ci siano date già stabilite per le elezioni dei Comites. “La Conferenza negli ultimi 18 anni si è riunita solo 3 volte benché la legge istitutiva preveda la convocazione ogni 3 anni e in modo permanente”, ha aggiunto Schiavone sottolineando come l’avvicendamento di molti governi in questi anni e l’emergenza sanitaria abbiano impedito lo svolgimento della Conferenza. “La Conferenza è, dal nostro punto di vista, un momento per un cambio di passo e per un aggiornamento delle politiche da mettere in campo per le comunità degli italiani all’estero. Siamo arrivati alla conclusione che, dati i numeri attuali della nostra emigrazione, sarebbe anche giusto rafforzare questa presenza in maniera più organica con l’istituzione di una ‘regione artificiosa’ come accaduto per la costituzione della Circoscrizione Estero: quindi occorre tanto un rinnovamento profondo delle rappresentanze quanto l’istituzione di una ‘ventunesima regione’, fittizia o artificiale, per pensare a una maggiore integrazione delle nostre comunità nel vissuto quotidiano del nostro Paese”, ha precisato Schiavone.

Manfredi Nulli, Presidente della Commissione tematica sulla Conferenza Permanente Stato-Regioni-PA-Cgie, ha ricordato il percorso intrapreso da tempo per elaborare i documenti sui tre macro-temi preparatori alla Conferenza ossia le nuove emigrazioni, l’internazionalizzazione, i diritti civili e politici. Nulli ha evidenziato come il carattere permanente della Conferenza dovrebbe conferire l’opportunità di un dialogo costante tra le istituzioni che la compongono a livello nazionale e locale. “Nel tema delle nuove emigrazioni si parla di integrazione, diritti previdenziali e sociali; nell’internazionalizzazione del Sistema Paese gli argomenti spaziano dall’export al turismo di ritorno, dalla promozione della lingua italiana alla comunicazione e l’editoria; per quanto riguarda i diritti civili e politici c’è qui il tema della riforma di Comites e Cgie ma anche quello dell’individuazione di strumenti idonei ad una maggiore partecipazione delle nostre comunità al voto estero”, ha spiegato Nulli. Dai delegati del Seminario di Palermo (Sara Fonsato, Laura Surace, German Cirnigliaro, Antonella Sforza) sono giunti quesiti operativi su come gestire i flussi migratori e le forme di accompagnamento, mantenere il legame tramite il mondo associativo, incentivare il rientro e affrontare i conseguenti problemi di reinserimento lavorativo, riconoscere i titoli accademici, proporre una legislazione adatta alla nuova mobilità e risolvere le questioni amministrative collegate all’Aire, istituire un portale informativo a trazione Cgie. Nulli ha ripreso il discorso dell’editoria e della comunicazione chiedendo maggiore attenzione da parte della Rai sui temi degli italiani all’estero e un maggiore aiuto da parte del Governo verso giornali e altri mezzi di informazione specializzata. Il delegato Maxi Manzo dall’Argentina ha parlato specificamente di turismo delle radici, lavorando su questo tema insieme all’Associazione Raìz Italiana. “E’ un viaggio che ti cambia la vita però il problema di questi viaggi è trovare la documentazione idonea a riscoprire le proprie radici una volta giunti a destinazione”, ha spiegato Manzo che insiste sulla necessità di sensibilizzare i Comuni e di introdurre l’argomento dell’emigrazione nelle scuole. “Con l’Enit di Buenos Aires abbiamo lavorato già molto sui viaggi delle radici”, ha ammesso Manzo. “I dati Enit ci informano del raggiungimento di appena il 10% del potenziale di questa filiera del settore turistico che può essere sfruttata in maniera più ampia proprio in virtù del numero degli italiani e degli oriundi che vivono nel mondo”, ha quindi precisato Nulli tornando proprio sul punto lanciato da Manzo.

Silvana Mangione, Vicesegretario Generale del Cgie per i Paesi anglofoni extra-europei, ha evidenziato come sui temi della preparazione tanto alla partenza quanto al rientro il Cgie abbia già da tempo espresso non solo interesse ma anche intenzione di collaborazione con il Ministero del Lavoro. Mangione ha quindi menzionato i decreti Rilancio e Semplificazioni nonché il Patto per l’Export. “Il Maeci che come voi saprete funziona sulla base di direzioni generali divise per settore al suo interno sta ridefinendo una serie di queste direzioni. In questo momento quella con la quale lavoriamo di più è la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero, con cui dialoghiamo anche per le riforme di Comites e Cgie: su questo posso rassicurarvi che riusciremo ad avviare con sufficiente rapidità il meccanismo di dibattito per portare avanti le nostre due proposte di riforma”, ha sottolineato  Mangione esprimendo soddisfazione per l’accordo sottoscritto nell’inverno scorso tra Enit e Cgie per la questione del turismo delle radici. “Lanciatevi – ha aggiunto Mangione  rivolgendo  un invito ai giovani – metteteci la faccia e presentatevi alle elezioni per i Comites perché è solo dall’interno che si modificano le cose in senso positivo”. Mangione ha parlato anche di cosa debba intendersi correttamente per Cgie. “In molti ambienti si parla del Cgie come organismo di consulenza nei confronti di Governo, Parlamento e Regioni ma questa è soltanto una delle sue quattro funzioni. Ce ne sono altre tre che sono fondamentali: la funzione conoscitiva con tutta una serie di ricerche condotte sulle nostre comunità, quindi la funzione propositiva esercitate attraverso le proposte di riforma, infine la funzione programmatoria triennale da esercitare proprio all’interno della Conferenza Permanente Stato-Regioni-PA-Cgie”, ha spiegato Mangione. (Simone Sperduto/Inform)

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