GIORNO DELLA MEMORIA
La testimonianza di Ugo Foà. Premiati gli studenti vincitori del concorso “27 gennaio: Giorno per la Memoria”
GENOVA –Seduta solenne del Consiglio regionale della Liguria dedicata al “Giorno della memoria”. Alla cerimonia, ieri, hanno assistito autorità civili, militari e religiose fra cui il presidente della Regione, Claudio Burlando, il sindaco di Genova, Marco Doria, il commissario della Provincia di Genova, Piero Fossati, il rabbino Giuseppe Momigliano.
In apertura il presidente del Consiglio regionale, Michele Boffa, ha invitato i presenti a qualche istante di raccoglimento per ricordare le vittime dell’Olocausto del popolo ebraico, i deportati civili e militari nei campi di concentramento e tutti i perseguitati per ragioni razziali, religiose e politiche.
Boffa ha, quindi, rivolto un saluto agli ospiti, in particolare ai giovani studenti presenti in aula ai quali ha spiegato il significato della cerimonia: “L’Assemblea legislativa della Liguria è riunita oggi in seduta solenne per celebrare il “Giorno della Memoria” rendendo onore a quanti, milioni di persone, furono mortificati nello spirito e nella carne, vittime incolpevoli della Shoah, confermando l’incondizionata condanna di ogni barbarie passata e contemporanea e affidando ai giovani il compito di concorrere al riconoscimento del diritto alla vita, alla libertà e alla dignità di ogni donna e di ogni uomo come diritti inviolabili, inalienabili e irrevocabili di ogni persona. La Memoria di quello che è stato – ha aggiunto il presidente Boffa – non è un’eredità da chiudere in un cassetto ma una bussola per orientare i propri passi verso la piena maturità. Per questo il Consiglio regionale dà voce ogni anno a quanti furono testimoni di quell’orrore”.
“Dobbiamo ricordare, perché senza memoria non c’è coscienza. La memoria è la medicina della democrazia: serve la memoria e serve la coscienza”, è l’appello dell’oratore della seduta solenne Ugo Foà, esponente della Comunità ebraica di Roma, scampato alla deportazione ma non alle terribili conseguenze delle leggi razziali, che “hanno rappresentato uno sconvolgimento totale della vita degli ebrei italiani”. “Io – ha raccontato Foà – , il terzo di cinque fratelli, ero un bambino, frequentavo ancora le elementari e il mio desiderio era andare al ginnasio e poi al liceo con i miei fratelli. Ma alla fine di settembre del 1938, fummo chiamati dai nostri genitori che ci dissero che in base ad un regio decreto (che fu emanato il 5 settembre 1938, ndr) noi, che eravamo di razza ebraica, non potevamo più andare a scuola. Scoppiai a piangere: la reazione più normale per un bambino di quell’età. Era un pianto di rabbia”.
Rivolgendosi ai giovani Foà ha detto anche che “al razzismo si reagisce, non con la violenza, ma con tutti i modi leciti e ce ne sono tanti. Voi – ha proseguito – siete la vita e il futuro:, durante i miei incontri nelle scuole, qualcuno mi ha chiesto se ho mai pensato di vendicarmi. La mia vendetta è parlare ai giovani in un’assemblea come questa. Mi sono stati rubati mille giorni di vita scolastica: la scuola è bella, fra i banchi si formano amicizie che durano tutta la vita. Ogni volta che incontro dei giovani, che parlo con loro, recupero uno di quei mille giorni. Oggi ho recuperato uno di quei giorni”
Terminato l’intervento di Foà, il presidente Boffa ha presentato gli studenti vincitori della settima edizione del concorso “27 gennaio: Giorno per la memoria”, indirizzato agli allievi degli istituti di scuola media superiore della Liguria e finanziato attraverso la legge regionale 9 del 16 aprile 2004. Nella seconda parte della seduta si è svolta la premiazione degli studenti che hanno vinto il concorso e che saranno accompagnati nel mese di febbraio ad Auschwitz.(Inform)