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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Scoprirsi Italiani: il viaggio delle radici in Italia”, nello speciale sul Canada protagoniste le comunità di Emilia-Romagna, Marche, Molise e Sicilia

ITALIANI ALL’ESTERO

ROMA – Si è tenuto l’appuntamento dedicato al Canada della serie di incontri “Scoprirsi Italiani: i viaggi delle radici in Italia” organizzata da Associazione AsSud, Osservatorio ORI, Maeci-Dgit: questo incontro è stato seguito da RadioCom.TV. L’evento è stato introdotto e moderato dal ricercatore Giuseppe Sommario, ideatore del Piccolo festival delle Spartenze,  che ha parlato di un compimento del concetto di turismo delle radici nell’ambito pratico e non solo sotto l’aspetto della definizione linguistica. Marina Gabrieli, Associazione Raìz Italiana, si è soffermata necessità di una visione generale su ciò che è il turismo delle radici e per questa ragione è stato redatto un questionario pubblicato in sei lingue (italiano, inglese, spagnolo, portoghese, tedesco e francese): un questionario strutturato che aiuta ad immaginare questi “viaggiatori delle radici che sono viaggiatori speciali poiché realizzano itinerari che includono non solo le attrazioni principali ma anche la scoperta dei luoghi riguardanti la storia familiare”, ha spiegato Gabrieli con l’auspicio che questo tipo di ricerca anche sul campo, realizzata negli anni scorsi, permetta di dare informazioni specifiche per coloro che si occuperanno di turismo delle radici: operatori e guide. Gabrieli ha sottolineato come siano stati messi in palio premi per chi compilerà il questionario e, tra i contributi, c’è anche quello per realizzare un viaggio in Italia. Giovanni Maria De Vita, Capo Ufficio primo della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci, ha ricordato come il Canada sia un Paese a lui molto caro perché qui ha trascorso anni intensi e belli a contatto con una comunità eccezionale. “Il Ministero sostiene questa iniziativa sul turismo delle radici. Il turismo delle radici interviene e ricade in un ambito sul quale è tradizionalmente competente la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero: conosciamo il potenziale e la realtà del turismo delle radici che rappresenta l’opportunità per un rafforzamento dei rapporti con quelli che riteniamo dei ‘clienti speciali’ che sono appunto gli italiani all’estero. Essi non vengono solo a vedere le bellezze Patrimonio dell’Umanità ma per compiere un viaggio a ritroso alla scoperta delle radici. Siamo fieri e interessati a poter mostrare queste opportunità da poter dare ai connazionali anche con le possibilità offerte dall’UE”, ha spiegato De Vita sottolineando che le comunità italiane in Canada sono numericamente importanti e bisogna consentire loro di ripercorrere questa strada a ritroso per ritrovare le proprie origini.

Silvia Costantini, Console Generale d’Italia a Montreal, ha stimato, secondo recenti statistiche, in circa un 1 milioni e 600 mila gli oriundi italiani presenti in questa circoscrizione consolare che racchiude 5 delle 10 province del Canada: “una delle quali, il Québec, è specialissima perché vanta 1 milione e 700 mila km quadrati di estensione per un territorio sconfinato che vede una concentrazione ampia della collettività italiana in quanto ad iscritti Aire”, ha spiegato Costantini riferendo di quasi 400 mila connazionali. “La prima collettività per numerosità è quella del Molise seguita da Campania e Calabria, qui abbiamo anche quarte e quinte generazioni”, ha aggiunto Costantini citando un’interessante mostra sugli italiani che valorizza il contributo dato dall’italianità a Montreal. Giovanna Giordano, Presidente del Comites di Montreal, ha sottolineato come la riscoperta delle radici sia importante per i giovani che hanno ascoltato le storie sull’Italia dai nonni e che vogliono scoprire il nostro Paese. “A Montreal abbiamo una comunità perfettamente inserita nel contesto del Québec ma che ha mantenuto legami con le regioni di provenienza. Il ‘cammino delle origini’ è stato il tema di un progetto che ha visto il coinvolgimento di molti giovani; oltre a questo ricordo i diversi scambi culturali e gastronomici che hanno coinvolto i ragazzi. Abbiamo poi la ‘Settimana Italiana’ che tutti aspettano ed è nella Piccola Italia dove ci sono ristoranti che si fanno degustazioni: è un evento atteso dai giovani dove ci sono le eccellenze italiane”, ha precisato Giordano parlando dell’importanza delle feste quale fenomeno di aggregazione. Luca Buiani, Vicepresidente del Comites di Toronto, ha parlato dell’importanza della forma dialogica quale capacità di ascolto e di iniziativa specifica concreta: in quest’ottica lo strumento del sondaggio diventa una fondamentale forma di ascolto per capire le comunità italiane. “Abbiamo comunità molto mature, in particolare a Toronto e Montreal, grazie anche all’imponenza dei numeri di immigrati: per l’Ontario si parla di 900 mila immigrati di discendenza italiana e solo su Toronto 484 mila”, ha spiegato Buiani evidenziando il lavoro svolto dal Centro scuola e cultura italiana che, grazie all’alto profilo e reputazione, è arrivata a parlare alla pari con i provveditorati locali raggiungendo così risultati considerevoli. “A Toronto abbiamo 20 mila studenti dall’asilo fino alla terza media che sono frutto del lavoro capillare e di qualità che le nostre istituzioni hanno compiuto”, ha aggiunto Buiani menzionando anche il Festival del cinema italiano.

Domenico Servello, Direttore del Centro scuola e cultura italiana di Toronto, ha ricordato l’utilizzo dello strumento linguistico dell’italese come lingua di necessità. Ha quindi brevemente rammentato come l’immigrazione storica sia iniziata a fine ‘800 e sia poi proseguita nel ‘900 fino ad un periodo di ‘blocco’ per alcune normative vigenti nel secondo dopoguerra: oggi invece molti italiani continuano ad arrivare in Canada. “Qui l’offerta di insegnamento di lingua italiana non è mai mancata, avendo fatto accordi così che l’insegnamento di italiano diventasse un’istituzione. Da 35 anni c’è il concorso letterario mirato all’Italia, con argomenti che spaziano da personaggi illustri a eroi dell’immigrazione: il concorso ‘Scrivi in libertà’. L’auspicio è che il turismo culturale ampli questo discorso anche a chi non ha le radici in Italia”, ha spiegato Servello. Giuliano Gattola, portavoce Giovani Casa d’Italia a Montreal, di origini laziali e tra i partecipanti del Seminario di Palermo nel 2019, in un video messaggio ha sottolineato come “per noi italianità sia qualcosa di molto importante. Vogliamo mantenere il rapporto con storia, cibo, arte e lingua: vogliamo conoscere i luoghi in cui sono nati i nostri nonni”, ha rilevato Gattola. Riccardo Giumelli, membro ORI e Università di Mar del Plata, ha sottolineato l’importanza di costruire ponti attraverso il turismo delle radici con l’ascolto continuo e una presenza permanente su questi temi. Ha infine ricordato il centenario del musicista Astor Piazzolla, italo-argentino la cui famiglia è originaria di un piccolo borgo italiano. Sui borghi è intervenuto anche Fiorello Primi, Presidente de ‘I Borghi Più belli d’Italia’. “I borghi non sono un’alternativa alle grandi mete ma ne sono un’integrazione. Sono contrario all’idea che le città debbano adottare i borghi, quando erano borghi un tempo a loro volta: siamo orgogliosi di essere borghigiani”, ha spiegato Primi precisando l’accordo con l’Enit in funzione di questa rappresentanza della cosiddetta ‘Italia minore’.

Marco Fabbri, Presidente della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo, intervenuto in video messaggio ha ricordato l’interesse dell’assessorato al turismo regionale su questi temi. Dell’emigrazione emiliano-romagnola è stata ricordata in modo particolare quella piacentina e della bassa modenese con picchi importanti fino all’epoca più recente. “Si è parlato della cifra di oltre un milione di corregionali e con un ulteriore picco importante negli ultimi 15 anni. Abbiamo una presenza consistente in Canada: Ottawa, Montreal e Toronto in particolare vedono la presenza di associazioni ufficialmente presenti in territorio canadese. Sabrina Venturini, referente Associazione Emilia-Romagna in Canada, si è detta fortemente connessa con l’Italia grazie ai nonni che portano una grande ricchezza alla nostra vita. Claudia Lanari, responsabile ufficio Marchigiani nel mondo, ha parlato di 1 milione e mezzo di marchigiani all’estero, ormai alla terza o quarta generazione, che tramandano tradizioni, costumi e storia anche ai più giovani. Esistono tre federazioni e 55 associazioni sparse in tre continenti: Europa, America e Oceania. Lanari ha anche menzionato il Museo regionale dell’emigrazione di Recanati. Fausta Polidori, Associazione Marchigiani in Canada, ha parlato di circa 500 famiglie associate con la presenza di diversi giovani e lo sviluppo di variegate attività a cadenza mensile che spaziano dalle tipiche danze antiche regionali ad attività sportive. Franco Mendolia, Presidente dell’associazione Messinesi a Montreal, in video messaggio ha sottolineato l’idea di non perdere il legame con la Sicilia e di restare uniti. “Abbiamo avuto occasione di portare gruppi di giovani giù in Sicilia, dandogli la possibilità di vedere dove sono nati i nonni”, ha raccontato Mendolia. Maria Tirabasso, responsabile ufficio Molisani nel Mondo, ha ricordato come ci siano molti molisani all’estero e soprattutto in continenti come le Americhe: ha evidenziato la forte presenza in Sudamerica. Cassandra Marsillo, Giovani Molisani in Canada, ha sottolineato come il cibo non sia soltanto l’atto del mangiare ma l’occasione per narrare storie. E’ in cantiere un libro di ricette accompagnate dalle storie che sono alla base della creazione di queste ricette.  Delfina Licata, Fondazione Migrantes, ha ricapitolato quanto illustrato all’interno dell’evento: tra teoria e empirismo con una serie di parole chiave come “immensità ed unicità” per esempio giacché è così definibile la presenza di italiani all’estero. Ascoltare e dialogare che sono presupposti di merito per lavorare sul turismo delle radici; ma anche trasmettere lingua e cultura che sono tra loro legate. “La ricchezza dell’Italia è la complessità di territori incantati, che non è solo la città ma anche il borgo ossia la prossimità”, ha evidenziato Licata ricordando il ruolo dei giovani in questo percorso di riscoperta delle tradizioni e il valore dell’associazionismo all’estero incentivando quegli elementi che fungono da collante. Il prossimo appuntamento con il turismo delle radici è per il 25 marzo, sempre alle 17 ora italiana. (Simone Sperduto/Inform)

 

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