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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Scoprirsi Italiani, i viaggi delle radici in Italia”: dedicato all’Europa l’appuntamento di chiusura della serie

ITALIANI ALL’ESTERO

 

 

ROMA – Si è tenuto un altro appuntamento di “Scoprirsi Italiani: i viaggi delle radici in Italia” dell’Associazione AsSud e dell’Osservatorio sulle Radici Italiane, trasmesso da Radio Com TV, in collaborazione con il Ministero degli Esteri: l’ultima videoconferenza è stata dedicata all’Europa. Il ricercatore Giuseppe Sommario ha ricordato le buone pratiche del ritorno come il Piccolo Festival delle Spartenze e la mappatura di tutto quanto sia riconducibile all’italianità attraverso progetti di ricerca. Giovanni Maria De Vita, Capo Ufficio I della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci, ha ricordato come la promozione del turismo in Italia sia frammentata, ma il ruolo del Maeci è proprio quello di garantire il contatto con la platea degli italiani all’estero e degli oriundi nel mondo ed è per questo che la Farnesina ha deciso nel 2018, con Raìz Italiana insieme ad Asmef ed Enit, di mettere insieme in un tavolo tecnico i soggetti che si occupano di questo segmento turistico in Italia: 24 soggetti hanno partecipato nel 2018 e nel 2020 erano circa 60 le sigle dei partecipanti. “L’interesse è stato manifestato anche dal Parlamento che nel Recovery ha precisato l’importanza del turismo delle radici per la ripresa del settore. E’ un turismo che si fonda sul rapporto speciale tra gli italiani nel mondo e il nostro Paese e non è soggetto alle mode del momento né ai beni patrimonio Unesco. Riteniamo che questo legame sia unico perché basato sulla memoria e sulla riscoperta dei luoghi d’origine degli antenati”, ha spiegato De Vita ricordando lo strumento della Guida al turismo delle radici: di prossima uscita il secondo volume dedicato a Calabria, Lombardia, Molise e Sicilia mentre il primo volume era dedicato a Puglia, Basilicata, Emilia Romagna e Abruzzo. “Si tratta di un legame che va coltivato e rafforzato: ci sono esigenze diverse nel turismo delle radici rispetto al mainstream quindi bisogna cercare di capire le caratteristiche e i desideri di questi turisti”, ha spiegato De Vita evidenziando lo studio promosso da AsSud attraverso un questionario in sei lingue ossia una ricerca per delineare un identikit dei turisti delle radici ad uso degli operatori di settore; con l’Università della Calabria invece è stato realizzato uno studio delle caratteristiche dei turisti delle radici tra i discendenti calabresi in Argentina; infine è stato menzionato il primo master universitario italiano dedicato alla formazione di operatori nel campo del turismo delle radici. De Vita, dopo aver ribadito l’importanza dei servizi per gli italiani all’estero portati avanti dalla rete diplomatico-consolare, ha sottolineato come il turismo delle radici possa inoltre rappresentare sia un’opportunità per la ripresa del nostro settore turistico colpito dall’epidemia da Covid 19, sia un’occasione per rafforzare il rapporto tra l’Italia le sue comunità all’estero. Rilevata inoltre la necessità di investire sulla diffusione della lingua italiana nel mondo. De Vita ha anche ricordato la data del 3 dicembre per le elezioni dei Comites.

Irene Castagnoli, Console Generale d’Italia a Parigi, ha sottolineato il ruolo del Maeci in questo settore e la consistenza della comunità italiana nella circoscrizione consolare di Parigi, ben integrata e molto numerosa. In tutta la Francia sono quasi 500 mila gli iscritti Aire e 180 mila nella sola circoscrizione parigina. “Sono due popoli che si sono mescolati nei secoli e che hanno visto il contatto tramite personaggi come Leonardo da Vinci. Gli italiani hanno contribuito molto allo sviluppo della Francia”, ha spiegato Castagnoli ricordando come i connazionali fino alla seconda guerra mondiale provenissero in prevalenza dal Nord Italia mentre poi nel secondo dopoguerra la presenza da Mezzogiorno e Centro Italia sia cresciuta. Raffaele Napolitano, Presidente Comites Bruxelles e Coordinatore Intecomites Belgio, ha sottolineato l’importanza del tema del turismo delle radici. “Negli ultimi dieci anni è cambiata molto l’immigrazione in Belgio e quindi dobbiamo far incontrare chi c’è adesso con chi c’era già prima. E’ una comunità fortemente integrata ma che ha mantenuto un forte legame con la madrepatria”, ha spiegato Napolitano sottolineando iniziative culturali tramite webradio ma anche attività su Fellini e Dante. Marina Gabrieli, Presidente di Raìz Italiana, ha ripercorso in breve l’iter di ricerca e studio che l’ha portata ad indagare sul fenomeno del turismo delle radici. “Abbiamo deciso di indagare sui discendenti italiani nei cinque continenti e così è nata l’idea del questionario tradotto in sei lingue e che stiamo divulgando attraverso la rete col supporto del Maeci: l’idea è indagare sul sentimento di appartenenza alla terra d’origine da parte dei discendenti italiani relativamente anche all’esperienza e alle aspettative del viaggio”, ha spiegato Gabrieli. Toni Ricciardi, storico delle migrazioni presso l’Università di Ginevra, ha rilevato come generalmente il turismo delle radici sia legato all’esperienza migratoria oltre Oceano e quindi portare lo studio anche in Europa offre una visione più ampia: “Basi pensare che un Paese come la Svizzera ha 700 mila iscritti Aire e il maggior numero di associazioni italiane nel mondo”, ha spiegato Ricciardi.

Ilaria Del Bianco, Presidente UNAIE e membro CGIE, ha definito il turismo delle radici come turismo emozionale ringraziando il Maeci per la creazione del tavolo tecnico volto a conoscere le buone pratiche dei soggetti coinvolti. Del Bianco ha ricordato che ogni Regione e addirittura ogni Provincia ha le sue caratteristiche peculiari e le sue tradizioni: ci sono comunità che amano rientrare nelle proprie terre per rievocazioni religiose o anche laiche di particolare rilevanza: cosa che avviene per esempio con frequenza nei territori della Lucchesia. Risale al lontano 1968 l’anno di fondazione dell’associazione Lucchesi nel Mondo. “Le nostre realtà associative hanno un unico obiettivo: mettere in sinergia le nostre comunità e rendere così un servizio al nostro Paese per rilanciare l’economia del futuro. Le nostre comunità ci sono state nel passato e ci saranno nel futuro”, ha rilevato Del Bianco. Salvatore Augello, Segretario Generale USEF, ha definito la rete associativa il miglior mezzo di diffusione per conoscere e canalizzare il turismo delle radici. “Si tratta di un lavoro culturale per far affezionare le nuove generazioni alla loro terra d’origine, nel frattempo però si è creata in passato una frattura tra noi e la politica perché si parla meno di emigrazione a livello regionale: abbiamo proposto un programma per le scuole ma non ha avuto successo”, ha lamentato Augello. Anna Rosaria Picardi, Presidente Lucani in Germania, ha parlato di emigrazione lucana giunta ormai alla terza generazione ma di difficile individuazione per via dei matrimoni ormai misti. Picardi ha parlato dell’operazione di rivolta culturale nei confronti delle mafie attuata per ridare credibilità all’immagine dell’italianità nel post strage di Duisburg, evento che vide gli italiani additati in maniera assai negativa e stereotipata in Germania. Giuseppe Ticchio, Presidente Lucani in Svizzera, ha ricordato l’iniziativa religiosa per elevare la figura del missionario San Giustino de Jacopis, venuto a mancare nel 1860, quale protettore dei lucani nel mondo. Antonio Friggione, Presidente Lucani in Belgio, ha sottolineato come con la pandemia le persone abbiano compreso ancor di più l’importanza dell’associazionismo e del mantenimento dei legami e delle tradizioni: ha voluto evidenziare il sostegno fornito dalla Regione Basilicata. Luigi Scaglione, coordinatore delle Consulte regionali per l’emigrazione, ha precisato che “laddove c’è un associazionismo vivo, operativo e sentito, oltre che partecipato, si resiste comunque anche quando viene a mancare una guida a livello istituzionale”, ha in questo senso sottolineato il leggero passo indietro effettuato da alcune Regioni su questi temi, come attenzione e come contributi, vuoi anche per l’emergenza pandemica. “Le nostre associazioni hanno avuto il merito di raccogliere un messaggio: le associazioni funzionano se si aprono e si verifica un’integrazione”, ha evidenziato Scaglione che sul turismo di ritorno ha rilevato un possibile ostacolo nell’immobilità istituzionale a livello regionale: un problema sul quale dover lavorare molto. “Servono sostegni economici perché il turismo delle radici funziona se c’è una condivisione a livello locale di queste esigenze dei nostri connazionali all’estero”, ha spiegato Scaglione auspicando che questo messaggio passi alla Conferenza Stato-Regioni-PA-Cgie.

Riccardo Giumelli, ORI e Università di Mar del Plata, ha introdotto alcune testimonianze dirette di persone che raccontano l’emigrazione. Paola Cairo, giornalista dal Lussemburgo di Passa Parola Magazine e Radio ARA, ha raccontato il ‘taglio editoriale’ della rubrica sull’Italia che cerca di scoprire zone turistiche di nicchia o modalità turistiche diverse da quelle del mainstream; dagli articoli si è poi passati all’organizzazione vera e propria di alcuni viaggi. Luciana Mella, Radio Colonia, ha parlato della trasmissione in lingua italiana nata negli anni ’60 per venire incontro e accompagnare i lavoratori ospiti che giungevano in Germania dall’Italia. Filippa Dolce, Radio Com TV, dal Belgio ha proposto una maratona annuale che metta insieme tutte le radio come contest o festival. Roberto Paletta, Radio Pizza, dall’Olanda ha parlato di questo progetto nato tra amici che si vedono un’ora a settimana per fare radio. Claudio Visentin, Fondatore Scuola del Viaggio, ha parlato dell’associazione nata, a seguito di un seminario universitario e senza scopo di lucro, dall’idea che spesso non ci sia una preparazione sul come viaggiare. “Tutto il tema delle radici è in una fase di riflessione ed è in corso anche un cambio generazionale”, ha spiegato Visentin. Claudia Donnini, Presidente Comites di Parigi, ha ricordato l’iniziativa editoriale ‘L’Italia del Père-Lachaise’ che narra le vite straordinarie che riposano nel celebre cimitero parigino; accanto a questa iniziativa ci sono quelle dello sportello di assistenza medico-psicologica e quella dell’associazione dei professionisti italiani riuniti. Patrizia Bisson, Comites di Parigi, ha ricordato l’importanza del legame linguistico e quindi la traduzione in francese della Guida al turismo delle radici. Delfina Licata, Fondazione Migrantes, ha riassunto nel finale i temi toccati ricordando il focus: parlare delle persone quando si parla di turismo delle radici; quindi il concetto di “turismo emozionale” evocato nel suo breve intervento di saluto da parte del Sindaco di Montella, Rino Buonopane. Licata ha ripreso il discorso di Scaglione sulla necessità associativa di integrazione. Il messaggio finale del lungo cammino attraverso i continenti è lavorare alla comprensione e alla tematizzazione nonché ai modelli applicabili per il turismo delle radici. (Simone Sperduto/Inform)

 

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