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Scomparso il prof. Luca Serianni: il cordoglio della Società Dante Alighieri

SOCIETA’

Andrea Riccardi: “Con la scomparsa di Serianni si chiude una delle pagine più illustri della lingua italiana”

 

ROMA –  “Con la scomparsa di Luca Serianni si chiude una delle pagine più illustri della storia della lingua italiana. Serianni ha rappresentato ai massimi livelli lo studio e l’evoluzione della lingua di Dante sino ai giorni nostri e la sua scomparsa segna un vuoto incolmabile”. Così il presidente della Società Dante Alighieri Andrea  Ricciardi alla notizia della morte del grande linguista, vicepresidente della Società Dante Alighieri dal 2010 e autore di celebri opere sulla storia dell’italiano.

Luca Serianni è morto oggi. Aveva  74 anni. Il grande italianista lunedì era stato investito da un’automobile a Ostia, dove abitava. Trasportato al San Camillo di Roma, le sue condizioni erano apparse subito gravissime. Professore emerito all’Università di Roma La Sapienza, dove aveva insegnato Storia della Lingua Italiana dal 1980 al 2017 , Serianni era anche socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, della Crusca e dell’Accademia delle Scienze di Torino.

Tra le tantissime attività che Luca Serianni ha curato per la Dante Alighieri va ricordata la mostra “Dove il Sì suona”, realizzata alla Galleria degli Uffizi di Firenze nel 2003 e inaugurata dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il lavoro – condensato nel catalogo “Storia della lingua italiana per immagini. Progetto museo della lingua italiana”, – è poi proseguito nel Mundi (Museo Nazionale dell’italiano) in via di allestimento a Firenze a cura delle principali istituzioni che si occupano di lingua italiana e sotto la direzione dello stesso Serianni.

“Il vivo cordoglio di tutta la rete mondiale della Dante Alighieri, alla quale Serianni era legatissimo e che riconosceva come punto di riferimento per l’apprendimento del nostro idioma nel mondo, è testimoniato da centinaia di lettere e messaggi giunti in Palazzo Firenze in questi giorni. Con Serianni – afferma il segretario generale della Dante Alessandro Masi – scompare un elemento essenziale della cultura italiana e un sicuro riferimento agli studi della lingua di Dante”. (Inform)

 

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