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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Schirò sulle dichiarazioni del Vice Premier Di Maio relative al reddito di cittadinanza per gli italiani all’estero

ITALIANI ALL’ESTERO

“Sono positivamente sorpresa da questo cambio di rotta e vigilerò attentamente affinché queste dichiarazioni non restino solo promesse, ma che si traducano in atti concreti”

ROMA – “Sono mesi che affronto la questione del reddito di cittadinanza dalla prospettiva degli italiani residenti all’estero. Sia in Parlamento che fuori. Fin dall’inizio ho denunciato che una delle condizioni dell’accesso al beneficio, quella riguardante la residenza di dieci anni nel Paese, di cui gli ultimi due continuativi, avrebbe automaticamente escluso gli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE.  Mi sono sempre preoccupata di sottolineare che la misura avrebbe potuto rappresentare per tanti giovani e lavoratori italiani all’estero, costretti a rientrare in Italia, un’opportunità per accedere al percorso di immissione al lavoro e riaprire in questo modo un futuro nel nostro Paese”. Così la deputata del Pd Angela Schirò, eletta nella ripartizione Europa che ricorda come la settimana scorsa, nell’ambito della discussione alla Camera del cosiddetto ‘decretone’, l’emendamento e il conseguente ordine del giorno da lei presentati,  per correggere parzialità e storture del provvedimento, siano stati sistematicamente respinti.

“Ora, finalmente, – prosegue Schirò – il vicepremier e ministro del lavoro Di Maio sembra fare marcia indietro e, da New York, annuncia l’intenzione di introdurre una norma specifica che consenta di non escluderli dal reddito di cittadinanza. Sono positivamente sorpresa da questo cambio di rotta e vigilerò attentamente affinché queste dichiarazioni non restino solo promesse, ma che si traducano in atti concreti. Servono norme e vanno trovate le risorse economiche necessarie. Staremo a vedere: questo è il ruolo di un’opposizione propositiva e vigile. Tuttavia, – prosegue la deputata Pd – non capisco il riferimento ad una norma specifica per gli italiani all’estero. Non sono cittadini di pieno diritto, come tutti gli altri? Perché non inserirli nel provvedimento base come tutti gli altri cittadini? La residenza, per la nostra Costituzione, non può essere un elemento di distinzione tra i cittadini o di diminuzione della cittadinanza. Nel provvedimento sul reddito di cittadinanza una norma specifica già c’è, quella della richiesta dei 10 anni di residenza, di cui gli ultimi due continuativi, ma è una norma ad excludendum, non di inclusione.

Di Maio, il governo e la maggioranza hanno avuto l’occasione di emendare il loro eventuale errore. Gliela abbiamo offerta noi con gli emendamenti presentati, tutti scientemente respinti”. In proposito la deputata sottolinea infine come, di fronte ad un concreto ripensamento su questo tema da parte del Governo, gli interventi degli eletti all’estero del Pd abbiano già indicato la giusta via da percorrere. (Inform)

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