ITALIANI ALL’ESTERO
(Fonte foto Facebook)
SASSUOLO – Al Festival della Migrazione di Sassuolo, che ha esplorato le molteplici facce della mobilità italiana nel mondo , si è parlato del “Rapporto Italiani nel Mondo 2024” della Fondazione Migrantes. L’evento è stato un viaggio attraverso le storie di oltre 270.000 emiliano-romagnoli che vivono all’estero, evidenziando le sfide e le opportunità che caratterizzano la loro esperienza di vita all’estero. Delfina Licata (curatrice del RIM) e Marcella Fois di Migrantes hanno guidato la serata con dati e testimonianze, offrendo uno sguardo approfondito sul fenomeno dell’emigrazione italiana. Isabella Liberatori di 9Colonne ha contribuito alla discussione raccontando le storie di italiani che hanno scelto di cercare nuove opportunità all’estero, contribuendo con le loro esperienze e competenze alla comunità globale. Maria Chiara Prodi, Segretaria generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, ha concluso in video collegamento con riflessioni sull’importanza di sostenere e valorizzare le connessioni tra l’Italia e le sue comunità sparse per il mondo. Il titolo del convegno: “Europa-Africa andata e ritorno. I cammini e le storie che rigenerano l’Italia”. Nel suo intervento Monsignor Pierpaolo Felicolo (Direttore Generale Fondazione Migrantes) ha invitato a riflettere su un’altra narrazione dei fenomeni migratori, ricca e svincolata dai luoghi comuni. “Il Festival rappresenta un’occasione per i territori coinvolti, per riflettere e dialogare facendo sentire le voci di tutti”, ha spiegato Felicolo ricordando che la Fondazione Migrantes opera per promuovere un atteggiamento fraterno e comprensivo verso i migranti tutelandone i diritti e stimolando una cittadinanza responsabile. “Da questi incontri dovremmo imparare a cogliere l’arricchimento e la possibilità di entrare in contatto con altre culture e lingue allargando il nostro punto di vista”, ha aggiunto Felicolo invitando ad andare oltre quelle che possono essere letture parziali del fenomeno. Pe quanto riguarda il Rapporto Italiani nel Mondo, Felicolo ha parlato di un testo molto utile anche per gli addetti ai lavori, contenendo cifre e dati dettagliati riguardanti la diaspora degli gli italiani nel mondo. Il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, ha parlato della sua città come di un nucleo urbano che è cresciuto nel tempo anche grazie alla forza lavoro che arrivava con diverse ondate migratorie, prima interne e poi dall’estero. Mesini ha evidenziato che a Sassuolo tanti cittadini sono giunti nel tempo ma al contempo da Sassuolo, città quindi con forte vocazione internazionale, tanti cittadini si sono spostati. “C’è un’identità internazionale di Sassuolo”, ha sottolineato il Sindaco esprimendo soddisfazione per la possibilità di ospitare nella città un evento come questo Destival. La sociologa Delfina Licata ha precisato che l’edizione di quest’anno del RIM è la diciannovesima che continua a raccontare di un’Italia che cresce nella sua mobilità. “Dal 2006, l’anno della prima edizione, al 2024 i residenti italiani all’esteri iscritti all’Aire sono aumentati di oltre il 97%: significa che vi è una crescita costante”, ha spiegato Licata invitando a ricordare la storia migratoria italiana in uscita per essere più sensibili anche a quella in entrata verso il nostro Paese. Licata si è anche soffermata su alcuni territori in particolare e sull’origine regionale dei flussi migratori italiani. “Si parte soprattutto dalle regioni del nord”, ha precisato Licata evidenziando come al primo e secondo posto per le partenze ci siano Lombardia e Veneto, seguite al terzo posto dalla Sicilia. C’è però un dato interessante che indica come molti tra coloro che partono da queste regioni del nord siano state in precedenza persone che si sono spostate internamente dal sud verso il nord Italia. Per quanto riguarda gli espatri, in questo momento oltre il 70% degli emigrati si sta dirigendo in altri Paesi europei. “Dietro i dati ci sono storie e tante motivazioni”, ha spiegato Licata menzionando alcune tipologie di migranti: giovanissimi, giovani adulti, intere famiglie e pensionati. Lo ‘speciale’ di quest’anno del RIM è dedicato al tema della cittadinanza attraverso uno studio che ha coperto 25 Paesi nel mondo. “Penso che il Festival della Migrazione si confermi come un ponte tra culture e prospettive, tra punti di vista divergenti e convergenti, cercando di raccontare le migrazioni andando oltre gli stereotipi”, ha commentato Marcella Fois specificando come il RIM cerchi di raccontare diverse sfaccettature dell’Italia dentro e fuori dai confini nazionali. Fois ha anche segnalato come lo speciale del RIM 2024 si occupi di 25 Paesi e 6 di questi sono in Africa: Etiopia, Libia, Marocco, Senegal, Sudafrica e Tunisia. “È necessario continuare a riflettere sul tema della cittadinanza, che è importante e interessa tutti. Bisogna farlo cercando di superare anche le varie forme di razzismo comunicativo”, ha aggiunto Fois. Isabella Liberatori ha spiegato che per poter riflettere al meglio su tutte le questioni migratorie affrontate “una buona informazione, che è alla base della democrazia può aiutare”. Liberatori ha però sottolineato il rischio di un futuro dove il giornalismo, ossia la professione deputata a scegliere quali fatti possano o debbano diventare notizia, sia esercitato da algoritmi e dalla cosiddetta intelligenza artificiale: in pratica il pericolo di una informazione completamente libera dall’intermediazione di un professionista. “Selezione e responsabilità” sono per Liberatori le due parole chiave del giornalista: è stato anche ricordato che ci sono oltre cento testate in lingua italiana edite e diffuse in 25 Paesi. Gianfranco Coda (Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo) ha parlato della Consulta come spazio di incontro dove si tenta di intercettare le storie di emigrazione: la Consulta degli Emiliano-Romagnoli si avvia a compiere 50 anni. “Gli emiliano-romagnoli partivano tanto in passato, ma continuano a farlo anche adesso”, ha spiegato Coda sottolineando come i flussi in uscita dalla sua Regione siano consistenti. Coda ha segnalato lo strumento del Migrer, il museo dedicato alle storie di emigrazione; allo stesso tempo è stato ricordato che nel 2023 l’Emilia-Romagna si è dotata di una legge per l’attrazione dei talenti. Nel suo intervento Maria Chiara Prodi (Segretaria Generale del Cgie) ha ricordato di aver iniziato il suo impegno per gli italiani nel mondo proprio tra le fila della Consulta degli Emiliano-Romagnoli. “È stata per me un’esperienza fondante”, ha precisato Prodi. “In che modo possiamo moltiplicare delle opportunità per luoghi e contesti a cui siamo legati?”, si è poi interrogata Prodi definendo interessante la riflessione fatta durante l’evento riguardante il pericolo della disintermediazione. “Le generalizzazioni sono le cose che fanno male”, ha sottolineato Prodi evidenziando che il lavoro del RIM sia uno strumento per contrastare queste generalizzazioni su fenomeni complessi come quelli migratori. “Siamo in una fase mondiale con tante domande sul futuro”, ha aggiunto Prodi parlando di una realtà dove si rischia la polarizzazione in un contesto sempre più fragile. (Inform)