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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Russia-Ucraina, intervento del Presidente del Consiglio Draghi nell’Aula del Senato

ISTITUZIONI

 

ROMA – Il Premier Mario Draghi è intervenuto nell’Aula Senato per un’informativa sul conflitto Russia-Ucraina. “Negli ultimi decenni c’è stata l’illusione che la guerra non avrebbe trovato più spazio in Europa e che gli orrori del Novecento non si sarebbero mai più ripetuti: l’illusione che UE ci mettesse al riparo dalla violenza e che le istituzioni multilaterali del post seconda guerra mondiale fossero destinate a proteggerci dando per scontate conquiste di pace, sicurezza e benessere”, ha esordito Draghi evidenziando che adesso l’Ucraina ci mette davanti ad un’altra realtà con i circa 230mila ucraini presenti in Italia in apprensione per il destino dei propri cari. “L’aggressione immotivata della Russia verso un Paese vicino ci riporta indietro di oltre 80 anni: non si tratta solo di un attacco a un Paese sovrano ma di un attacco ai valori di libertà e democrazia. L’Italia non intende voltarsi dall’altra parte”, ha aggiunto Draghi riprendendo quanto accaduto già nel 2014 con l’annessione russa della Crimea e il riconoscimento la settima scorsa delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. “Molti cittadini russi non approvano e sono 6mila i russi arrestati per manifestare contro la decisione del proprio governo. Il Cremlino dovrebbe ascoltarli e abbandonare i piani di guerra”, ha dichiarato Draghi che vede un altro segnale preoccupante dalla vicina Bielorussia che ha abbandonato lo status di Paese denuclearizzato e quindi potrebbe ospitare sul proprio suolo armi nucleari di altri Paesi. Draghi ha ricordato che dal 24 febbraio gli italiani hanno ricevuto l’avviso di lasciare l’Ucraina usando ogni mezzo in orari dove non c’è il coprifuoco: il ringraziamento è andato al personale dell’Ambasciata e all’Unità di Crisi che mantiene contatti telefonici con i connazionali in Ucraina e con i familiari in Italia. Draghi ha altresì ricordato come le stime delle Nazioni Unite parlino di decine di migliaia di rifugiati nei prossimi mesi mentre già 400mila persone hanno lasciato Ucraina in direzione dei Paesi vicini. Il contributo economico dell’Italia in aiuto all’Ucraina è già stimato in 110 milioni di euro: 1 milione di euro andrà al comitato internazionale della Croce Rossa. E’ stato dichiarato lo stato di emergenza umanitario fino al 31 dicembre per aiutare l’Ucraina, che non cambia la decisine di porre fine il 31 marzo allo stato di emergenza Covid in Italia. E’ al vaglio anche un piano emergenziale per consentire agli ucraini di soggiornare in UE. Nel frattempo le forze aeree italiane in Romania sono state raddoppiate, inoltre l’Italia è pronta con 1400 uomini più un secondo gruppo di 2mila unità. “La convergenza della NATO è frutto dell’attività diplomatica, l’Italia è pronta a mettere in campo le forze necessarie. Sono state adottate sanzioni senza precedenti verso la Russia”, ha dichiarato Draghi che ha parlato anche di cybersicurezza. Al momento non ci sarebbero segnali di interruzione di forniture di gas dalla Russia. “Nel caso di assenza delle forniture russe sono allo studio opzioni alternative, come le importazioni da altri fornitori come Algeria e Azerbaigian”, ha precisato Draghi invitando tuttavia a seguire la strada delle energie rinnovabili. “L’Europa ha accelerato il processo di integrazione di fronte alla crisi, occorre pensare a una difesa comune per un’autonomia strategica complementare all’alleanza atlantica. Non possiamo tornare in un’Europa dove i confini sono disegnati con la forza rispetto alla sovranità democratica che è essenziale per la pace duratura”, ha concluso Draghi. A seguire con 244 voti favorevoli, 13 contrari e tre astensioni, l’Assemblea ha approvato la proposta di risoluzione unitaria n. 1 sulle comunicazioni rese dal Presidente del Consiglio in merito agli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina sulla quale il Governo aveva espresso parere favorevole..  (Inform)

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