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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Rodolfo Ricci (Fiei), iniziata la raccolta di firme per i 4 Referendum sul lavoro. Tutte le indicazioni per firmare online

SOCIETA’

 

ROMA – “Il 25 Aprile, giorno della Liberazione, è iniziata la raccolta di firme a sostegno dei 4 Referendum proposti dalla Cgil e sostenuti da un ampio arco di forze associative. Si tratta di 4 Referendum abrogativi di norme legislative approvate negli ultimi decenni che hanno prodotto una grave svalorizzazione del lavoro e l’aumento del precariato e del lavoro a termine”. Lo scrive il segretario generale della Fiei Rodolfo Ricci che auspica anche all’estero una mobilitazione per la raccolta delle firme. Da Ricci viene inoltre sottolineato come queste norme abbiano contribuito ad una deresponsabilizzazione delle imprese appaltanti per quanto riguarda gli incidenti sul lavoro, facilitato il licenziamento non legittimo e limitato il diritto ad un giusto e congruo indennizzo in caso di licenziamento. “La continua precarizzazione del mondo del lavoro e la riduzione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici – prosegue Ricci – è iniziato molti anni fa e costituisce anche la causa principale del declino dell’Italia, con la riduzione del potere di acquisto delle persone che lavorano e quindi dei consumi basilari per gran parte della popolazione; ridotto il tasso di sviluppo del PIL e accentuato la crescita percentuale del debito pubblico. I redditi da lavoro, il cui potere di acquisto è fermo a 30 anni fa, sono stati tassati oltre il doppio dei redditi finanziari e la distribuzione della ricchezza è ulteriormente peggiorata privilegiando le fasce alte di reddito e una minoranza di rentiers immobiliari e finanziari che detengono oggi quasi la metà della ricchezza del paese”.

Per Ricci la dinamica di contenimento del debito pubblico, con la difficoltà a finanziare i servizi sociali di base (sanità, scuole, infrastrutture, ecc.), rappresenta anche una conseguenza di queste politiche che vanno a discapito dei lavoratori. “La successiva privatizzazione di molti servizi pubblici – aggiunge Ricci – risponde alla stessa logica inaugurata dal neoliberismo in America e Gran Bretagna all’inizio degli anni ’80 e successivamente diffusasi nell’Europa continentale e in Italia. Anche dopo la gravissima crisi del 2007-2008 che in Italia ha avuto il suo apice tra il 2011-2013, piuttosto che ad una inversione di percorso, si è assistito ad un peggioramento della situazione, con un alternarsi di governi che non sono stati in grado di affrontare i nodi strutturali dell’economia e con una politica in grande parte al rimorchio degli obiettivi delle grandi imprese globalizzate, con l’unico obiettivo – dichiarato e neanche raggiunto – di attrarre investimenti attraverso l’abbassamento del costo del lavoro: una competizione al ribasso che ha distrutto la condizione di vita di milioni di persone e che mette a rischio di povertà altre decine di milioni di persone, come mostrano con evidenza tutti gli indicatori ufficiali a partire da quelli Istat”.  Per il segretario generale della Fiei  vi sono poi altri aspetti negativi  di queste politiche “come il decremento demografico, lo spopolamento di intere aree interne del nostro paese e la nuova emigrazione italiana che, solo nel corso di poco più di dieci anni, ha portato oltre 3 milioni di persone ad intraprendere il classico percorso emigratorio verso l’Europa del centro-nord e altre mete oltre-oceaniche”.

Secondo Ricci dunque i 4 Referendum proposti dalla CGIL rappresentano un’importante occasione per provare ad invertire questo corso ed affrontare seriamente le questioni centrali della situazione italiana, anche in considerazione del fatto il contesto internazionale “si va progressivamente avvitando verso una guerra decennale, con spese progressive che dovrebbero essere destinate al riarmo e per l’arroccamento del cosiddetto occidente rispetto ad altri paesi e continenti emergenti, a spese però, proprio dei popoli che abitano l’Occidente”. Una logica dello scontro che, secondo il segretario generale della Fiei, sarà fatto a spese “della grande maggioranza delle stesse popolazioni dell’Occidente” e potrà essere superata solo attraverso “un riequilibrio della ricchezza mondiale e il riequilibrio e la ridistribuzione della ricchezza all’interno di ogni singolo paese” e “la sostituzione della logica di competizione sfrenata con una logica di cooperazione a tutti i livelli e del rispetto dei diritti di tutti”. “

I 4 Referendum sul lavoro proposti dalla Cgil in Italia – prosegue Ricci – sono un passaggio importante per avviare, a partire dal nostro paese, questo riequilibrio.  Le nostre collettività all’estero, diffuse in tanti paesi del nord e del sud del mondo, possono dare un loro specifico contributo a questa battaglia di solidarietà e di civiltà, proprio perché la loro genesi e la loro condizione è stata effetto di analoghe contraddizioni. E perché la nuova emigrazione italiana degli ultimi 15 anni è, in particolare, uno dei prodotti più evidenti delle malsane politiche neoliberiste che si sono succedute – con la continuità di vari governi – in quest’ultimo ventennio. Sia che si resti all’estero, e ancor più se si intenda rientrare in Italia, questi quesiti referendari interessano tutta la nuova emigrazione italiana. L’auspicio –  conclude Ricci – è quindi che anche all’estero si produca una mobilitazione a sostegno di un risultato positivo per i 4 referendum (per i quali si voterà all’inizio del 2025), a partire dalla raccolta delle firme che è iniziata ieri”. Per consultare i quesiti referendari e le istruzioni per l’eventuale firma online visitare il sito della Fiei. (Inform)

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