GIORNATA DELLA MEMORIA
MILANO – “Il 27 gennaio di ogni anno ricordiamo la tragedia della Shoah e delle sue vittime. Una presenza – ha dichiarato il governatore della Lombardia Roberto Maroni – che, come abbiamo visto e stiamo tutt’ora vedendo, non è affatto scomparsa. Ancora oggi ci interroghiamo, in sede storica e non solo, sui motivi che hanno portato l’uomo a creare l’inferno sulla terra; su come siano stati possibili l’avvento e l’accettazione di un’ideologia criminale che perseguiva il genocidio del popolo ebraico”.
– “Non ci sono risposte plausibili a queste domande – ha proseguito Maroni -. La migliore delle risposte che possiamo dare è nel tenere vivo il ricordo di quei drammatici eventi, come monito perché non si ripetano più. Sono stati tanti i cittadini italiani e lombardi ad avere vissuto il dramma della deportazione e del lavoro forzato. Alcuni sono riusciti a tornare a casa per raccontarlo; sono testimoni viventi di un abominio che non ha avuto pari nella storia”.
“Non ci sarà mai abbastanza giustizia per le loro sofferenze, ma nostro dovere è tenere vivo il ricordo e custodire la loro esperienza”, ha ribadito il presidente lombardo, sottolineando che “a oltre 70 anni di distanza, mi preme sottolineare che la commemorazione per la Giornata della Memoria è anche una celebrazione per la Giornata dell’Amicizia che lega il popolo italiano a quello ebraico”.
Secondo Maroni, esiste “un legame indissolubile che si è forgiato negli anni anche grazie al ruolo decisivo dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. In una fase di recrudescenza dell’antisemitismo, e in cui la religione viene di nuovo usata strumentalmente per sopraffare, voglio ricordare un grande componente della Comunità Ebraica Italiana, il rabbino Elio Toaff, venuto a mancare proprio l’anno scorso, fuggito anch’egli alla persecuzione delle leggi razziali, e campione del dialogo tra le religioni”. (Inform)