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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Roadshow virtuale del Patto per l’Export, al Tempio di Adriano di Roma la tappa dedicata a Lazio e Toscana

MADE IN ITALY

(foto fonte Maeci)

ROMA – Si è tenuta a Roma presso la sala del Tempio di Adriano la quinta tappa del Roadshow virtuale del Patto per l’Export organizzato dalla Farnesina in collaborazione con Ice-Agenzia, Sace, Simest, Conferenza delle Regioni e Unioncamere: quella della Capitale è la tappa dedicata alle Regioni Lazio e Toscana. Ad aprire i lavori è stato Lorenzo Angeloni, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del Maeci, che ha ricordato l’utile strumento dell’e-book scaricabile dal sito della Farnesina e contenente alcune linee guida prima dell’entrata in funzione del portale export.gov.it prevista per il 18 settembre. Carlo Sangalli, Presidente di Unioncamere, ha sottolineato il momento difficile per l’export italiano con un calo significativo durante il periodo più duro della pandemia. “Adesso però abbiamo degli strumenti per tornare a correre velocemente e, per la prima volta, abbiamo un’Europa che non chiede sacrifici ma anzi mette a disposizione risorse mai viste prima”, ha commentato Sangalli ricordando come adesso sia importante arrivare al traguardo con i lavori parlamentari riguardanti la riforma del sistema camerale. Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha ricordato come le risorse fin qui messe in campo dovranno essere riconfermate nella legge di bilancio, quindi attraverso i fondi nazionali per rifinanziare gli strumenti necessari al Patto per l’Export. “Allo stesso tempo il Recovery Fund servirà a rendere strutturali i fondi necessari”, ha precisato Di Maio sottolineando come un ruolo importante sia giocato “dall’abbattimento della burocrazia e dal fare squadra”. Il riferimento del Ministro è andato non solo all’impegno della Farnesina e della rete diplomatica e consolare ma anche alla fondamentale sinergia creatasi tra le Regioni che, prima del Patto per l’Export, “molte volte hanno dovuto fronteggiare da sole queste problematiche riuscendo nonostante tutto a invertire il trend delle imprese”. E’ stato evidenziato il recente trasferimento al Maeci delle competenze in materia di internazionalizzazione delle imprese e di promozione integrata del Made in Italy: grazie infatti alla rete delle Ambasciate e dei Consolati, il Maeci può essere davvero punto di riferimento nel mondo per le imprese italiane che vogliano internazionalizzare la propria attività diventando “la casa delle imprese italiane”, come ha precisato lo stesso Di Maio.

Il Premier, Giuseppe Conte, ha parlato dell’importanza dell’organizzazione di questi eventi che contribuiscono a rilanciare e a rinnovare il rapporto tra istituzioni centrali e locali, enti pubblici, organismi intermedi ma anche privati cittadini. “Questi eventi simboleggiano la nostra determinazione a remare tutti in un’unica direzione e si inseriscono peraltro nel quadro di una più ampia strategia che il Governo italiano sta perseguendo con la massima determinazione di rilancio economico del Paese e in particolare di una delle sue componenti che tradizionalmente risulta particolarmente trainante: stiamo parlando appunto dell’export. Le esportazioni sono state l’unica componente del pil a crescere ininterrottamente dal 2010 a oggi, fornendo un apporto imprescindibile alla crescita dell’intero Paese. Basti pensare che nel 2019 l’export ha superato la cifra record di 475 miliardi di euro, con un saldo attivo della bilancia commerciale che ha sfiorato i 53 miliardi di euro. Il merito principale di questi risultati va ai veri protagonisti che siete voi imprenditori: vi dobbiamo ringraziare perché, svolgendo la vostra attività economica e impegnandovi nel vostro business, contribuite alla crescita del Paese”, ha affermato Conte rivolgendosi alla platea imprenditoriale collegata in diretta streaming. “Migliorando le vostre perfomance all’estero, internazionalizzandovi e incrementando l’export, ovviamente portate in giro per il mondo un biglietto da visita dell’Italia, che contribuisce fortemente a migliorare l’immagine del Paese non solo presso tecnici e operatori del settore, ma anche presso il grande pubblico in tutto il mondo. Il Made in Italy infatti coniuga il bello e il ben fatto, la tradizione e l’innovazione. I nostri prodotti sono frutto di ingegno e di creatività, ma anche dell’attenzione per l’ambiente e per i diritti dei lavoratori. Noi esportiamo prodotti e servizi di qualità, con grande premura anche per le ricadute etico-sociali delle nostre iniziative economiche”, ha evidenziato il Premier.

Manlio Di Stefano, Sottosegretario agli Esteri, ha ringraziato le imprese e ha ricordato che quando è iniziato l’iter per approdare al Patto per l’Export ancora non si era nella fase Covid e l’export italiano stava sfiorando la quota di 500 miliardi, quindi lanciati alla grande verso Expo Dubai. “La riforma messa in atto punta a tre obiettivi chiari: agilità, semplicità e sistematicità per avere una struttura al servizio delle imprese. Con il trasferimento delle competenze alla Farnesina in materia di internazionalizzazione le imprese possono contare su una struttura dotata di antenne in tutto il mondo”, ha spiegato Di Stefano riferendosi alla rete all’estero del  Maeci. Sburocratizzazione, incentivi e la creazione di un portale unico (il già citato export.gov.it) sono la cassetta degli attrezzi che trovano nella digitalizzazione dei servizi un ulteriore alleato. “La richiesta di accesso al fondo Simest era alla fine di giugno di 159 milioni di euro: saliamo a 705 milioni di euro per le richieste che vanno da luglio e inizio settembre totalizzando così oltre 800 milioni di potenziali aiuti economici quando nel 2019 il totale ammontava a 290 milioni. Questo significa che abbiamo semplificato le procedure e le aziende oggi possono accedere agli strumenti”, ha aggiunto il Sottosegretario. Paolo Orneli, Assessore allo Sviluppo economico della Regio Lazio, ha parlato della vivacità dell’impresa laziale nel settore dell’audiovisivo, della tecnologia, dei beni culturali e della farmaceutica. L’Assessore ha menzionato quello che può essere considerato un ‘tesoretto’ da 50 milioni di euro rappresentato dai fondi europei per l’internazionalizzazione delle imprese del Lazio. A ciò si aggiunge la formazione delle imprese affiancata dalla figura del temporary export manager. Stefano Ciuoffo, Assessore alle Attività produttive della Regione Toscana, parlando di un sistema imprenditoriale toscano forse meno conosciuto rispetto al ben più noto comparto turistico. “E’ una lettura da rivedere perché invece la Toscana è fortemente industrializzata ed è particolarmente attenta ai processi produttivi tecnologici ed orientati all’export”, ha spiegato Ciuoffo ricordando che la sua Regione è leader nell’export subito dietro a Lombardia e Lazio.

Carlo Ferro, Presidente di Ice-Agenzia, ha parlato degli sviluppi tecnologici e dell’e-commerce quali vetrine fondamentali per il Made in Italy. “Sulle piattaforme digitali hanno già trovato spazio oltre duecento imprese di Lazio e Toscana. L’obiettivo è quello di lanciare circa seimila imprese sulle tredici maggiori piattaforme del calibro di Amazon e Alibaba”, ha spiegato Ferro ricordando a sua volta l’impegno di Ice nella formazione delle imprese affiancando il tutoraggio di coach e temporary export manager. “Fiera Smart 365 consente inoltre di avere fiere virtuali aperte tutto l’anno”, ha aggiunto il Presidente di Ice. Pierfrancesco Latini, Amministratore delegato di Sace, ha sottolineato il ruolo dell’offerta integrata di Sace rivolta a 23 mila imprese in quasi duecento Paesi. “Per i prossimi mesi sul tavolo ci sono molte sfide che stiamo disegnando nel nostro piano industriale al fine di proiettare Sace su due traiettorie specifiche: il rafforzamento della capacità di esportazione per incrementare la potenza di supporto anche delle piccole e medie imprese; l’avviamento di una nuova operatività per rilanciare l’economia nazionale per progetti domestici”, ha spiegato Latini. Pasquale Salzano, Presidente di Simest, ha espresso soddisfazione per la possibilità data a Simest di poter essere più vicina alle piccole e medie imprese, che rappresentano il 50% dell’esportazione italiana, grazie alle novità introdotte dal Governo e dal Patto per l’Export. “Negli ultimi due mesi abbiamo ricevuto oltre duemila richieste di finanziamenti agevolati per circa 700 milioni di euro, quindi più del doppio di quelle ricevute nell’intero 2019. Lo scorso anno abbiamo supportato oltre 1800 imprese in 105 Paesi mobilitando complessivamente risorse per oltre 5 miliardi di euro”, ha spiegato Salzano. Leonardo Bassilichi, Presidente della Camera di Commercio di Firenze, ha espresso soddisfazione per il metodo strutturale concepito con il Patto per l’Export e ricordando al contempo il peso e la responsabilità del dover rispondere come Camera di Commercio all’imprenditore che a volte si sente abbandonato dalle istituzioni. Bassilichi ha inoltre sottolineato la necessità di superare i problemi che portano le imprese a non esportare. Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma, ha ricordato il vantaggio che hanno i prodotti italiani in chiave export: “essere storicamente adatti per questo nuovo sentimento che c’è nel mondo verso il rispetto per l’ambiente e per la persona, provenendo da un cotesto di tutela del lavoro e della qualità del prodotto stesso”, ha concluso Tagliavanti concentrando l’attenzione su questa serie di valori che saranno determinanti nel mondo dell’impresa post-Covid. (Simone Sperduto/Inform)

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