SENATO DELLA REPUBBLICA
I dubbi del presidente Micheloni sul “Rapporto Farnesina 2015” per i punti relativi alla ristrutturazione della rete consolare al voto e all’associazionismo italiano all’estero
Gli interventi dei senatori Turano (Pd), Zin (Maie), Pegorer (Pd), Dalla Tor (NCD) e Mussini (M5S)
ROMA – Si è riunito ieri il Comitato per le questioni degli Italiani all’estero del Senato. Durante la seduta si è parlato della riorganizzazione delle rete consolare all’estero e della sua funzionalità rispetto alle esigenze delle comunità italiane nel mondo. I Lavori sono stati introdotti dal presidente del Comitato Claudio Micheloni che ha illustrato i contenuti del “Rapporto Farnesina 2015”. In primo luogo Micheloni si è soffermato sul programma di ristrutturazione della rete diplomatica e consolare esposto nel documento, esprimendo i suoi dubbi sulle valutazioni formulate per quanto concerne la chiusura delle sedi nel mondo, il voto e l’associazionismo italiano all’estero. Micheloni ha anche ricordato come la progettata e in parte attuata chiusura di sedi consolari stia suscitando molte critiche sia nelle comunità di connazionali nel mondo, sia nelle autorità municipali estere che in vario modo hanno espresso formalmente preoccupazione per l’interruzione dei servizi consolari e culturali per i connazionali ivi residenti da parte del governo italiano. Il presidente del comitato ha anche precisato come in alcuni casi siano stati offerti dai governi locali finanziamenti e altre agevolazioni volte al mantenimento delle nostre sedi all’estero, ad esempio nei comuni di Saarbrücken, Wolfsburg in Germania e Philadelphia negli Stati Uniti. Proposte a cui il Mae non ha dato al momento risposta. Da Micheloni è stato poi segnalato come nel “Rapporto Farnesina 2015” non sia presente alcuna risposta alle domande, espresse in varie sedi anche dal Comitato da lui presieduto, sui costi di ristrutturazione della rete diplomatico-consolare, alla luce delle esigenze di contenimento delle spese previste dalla spending review.
Ha seguire è intervenuto il senatore del Pd Renato Turano, eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, che ha segnalato il sentimento di abbandono percepito dalle collettività degli italiani residenti all’estero nei confronti dell’Italia. Una percezione, quest’ultima, che, per Turano, potrebbe determinare il fallimento del “sistema Italia” presso le nostre comunità. Dal canto suo Caudio Zin (Maie), eletto nella ripartizione America Meridionale, ha auspicato un allargamento delle tematiche affrontate dal Comitato che non può limitare i suoi lavoro alle sole questioni connesse ai servizi per i connazionali residenti all’estero. Da Zin è stato inoltre espresso rammarico per il fatto che l’Italia, dopo aver concesso il voto ai residenti all’estero, non sembri oggi più interessata alle loro esigenze. E’ stata poi la volta di Carlo Pegorer (Pd) che, dopo aver condiviso le perplessità manifestate dagli altri senatori sulle modalità di attuazione della riorganizzazione della rete diplomatico-consolare, ha suggerito il proseguimento del dialogo con il Governo al fine di individuare, con spirito di reciproca comprensione, una sintesi tra le esigenze delle collettività dei residenti all’estero e la razionalizzazione delle attività diplomatiche e consolari e culturali pianificate dal ministero degli Esteri. Della stessa opinione anche il vice presidente del Comitato Mario Dalla Tor (NCD) che ha auspicato un ulteriore momento di riflessione, volto a rendere costruttivo il confronto tra i residenti all’estero e le esigenze di ristrutturazione della rete diplomatico-consolare. Ha infine preso al parola Maria Mussini (M5S) che ha espresso rammarico per il ritardo nell’invio da parte del Mae di cifre esatte sul risparmio che si ricaverebbe dalle chiusure in programma delle sedi della nostra rete diplomatica – consolare . Per la Mussini sarebbe inoltre opportuno non avviare un negoziato sulla chiusura di singole sedi in determinate aree geografiche, ma al contrario individuare una diversa impostazione del programma di ristrutturazione della rete diplomatico-consolare, che prenda in considerazione anche la rete culturale.(Inform)