ITALIANI ALL’ESTERO
Nell’ambito della manifestazione Roots-In
MATERA – È stata organizzata a Matera, in occasione della manifestazione Roots-In, l’ottava edizione del Tavolo tecnico annuale del Maeci sul Turismo delle Radici: il tavolo è stato realizzato insieme a Enit, Raíz Italiana e Asmef. Antonio Nicoletti (Presidente APT Basilicata), aprendo il tavolo di confronto in veste di ‘padrone di casa’, ha rilevato che “se siamo riusciti a organizzare Roots-In è perché le istituzioni si stanno muovendo in modo organico per le esigenze dei viaggiatori di ritorno”. Nicoletti ha anche ringraziato il Maeci che ha lanciato questa iniziativa sul Turismo delle Radici. Si tratta di tutta una serie di eventi che compongono l’iter di avvicinamento al 2024, che sarà l’anno delle radici italiane nel mondo. A coordinare l’incontro Giovanni Maria De Vita (responsabile del progetto sul Turismo delle Radici per il Maeci) che ha parlato dell’istituzione nell’ambito del Progetto “dei gruppi regionali che ora si occuperanno di lavorare sui territori per itinerari e iniziative che possano venire incontro alle necessità dei turisti delle radici”. Secondo De Vita potrebbe inoltre essere utile delineare l’identikit di tale turista che è “un viaggiatore che vuole stabilire un contatto stabile con il territorio”. Il Consigliere ha ricordato in particolare due ricerche di livello accademico sostenute dal Maeci e finalizzate ad avere una maggiore completezza di informazioni sulla figura del turista delle radici: una è stata realizzata dall’Università della Calabria e un’altra dall’Associazione Assud. Si tratta di ricerche sviluppate attraverso indagini e questionari ad hoc e che “si basano su un bacino straordinario di informazioni”, ha spiegato De Vita evidenziando come il tutto sia destinato a chi vorrà venire in Italia aiutando al contempo gli enti coinvolti a conoscerne meglio le caratteristiche e le istanze dei turisti delle radici . De Vita ha poi parlato dell’importanza di favorire il contatto tra le comunità in territorio italiano e quelle all’estero, sottolineando anche i benefici per la ricchezza dei territori italiani. Nella logica che vi è alla base, il progetto sul Turismo delle Radici dovrà inoltre essere un qualcosa di aperto in grado di coinvolgere anche il terzo settore. Il Consigliere ha poi sottolineato come la formazione di tutti gli operatori coinvolti sia centrale in questo progetto portato avanti attraverso i fondi del PNRR. De Vita ha ritenuto di evidenziare, tra le varie opportunità potenziali del turismo delle radici, anche quelle rivolte a favorire un turismo di tipo residenziale, cioè più stabile e che possa incentivare il mercato immobiliare dei piccoli borghi . In vista del 2024, l’anno del Turismo delle Radici, è stato chiesto alle Regioni quali siano gli eventi da voler coprire: come anticipato da De Vita ci sarà un’ulteriore riunione per definire tali dettagli. Nel corso del dibattito il Consigliere ha inoltre sottolineato l’importanza del ruolo delle Pro Loco con le quali ci saranno forme di collaborazione, considerando l’esperienza che le stesse hanno già nel settore; allo stesso modo ha voluto ribadire come il Ministero degli Esteri possa essere cerniera tra Italia e comunità all’estero. De Vita ha poi spiegato in generale che si stanno analizzando alcune possibilità per facilitare chi si occupa di ricerche genealogiche per la ricerca di documenti. Il Consigliere ha anche evidenziato la centralità dei Comuni in questo progetto anche per la sensibilità del Ministro Tajani verso gli Enti locali. Ci si è infine soffermati sull’idea di un’offerta turistica che deve svilupparsi durante tutto l’arco dell’anno, facendo indirettamente riferimento al tema della cosiddetta ‘destagionalizzazione’. Luigi Maria Vignali (Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci) nel suo intervento ha rilevato come “il turismo delle radici stia diventando un’opportunità che in molti vogliono cogliere”. Per Vignali è inoltre importante aver incastonato la riunione di quest’anno all’interno di Roots-In. La Regione Basilicata infatti tra quelle che maggiormente hanno investito nel turismo delle radici ponendo in essere un modello che funziona. “Speriamo che altre Regioni possano seguirlo: l’idea è quella di fare rete tra le varie realtà territoriali per attrarre gli italiani all’estero e gli italo-discendenti”, ha spiegato Vignali ricordando che dalle riunioni del tavolo tecnico sono sempre venute fuori le idee più innovative e costruttive. “Stiamo coinvolgendo nel progetto i piccoli comuni e borghi che stanno manifestando attenzione per l’iniziativa, – ha poi aggiunto il Direttore Generale sottolineando come si sia già registrato l’interesse di oltre 800 realtà territoriali – poi però ci sono anche i grandi comuni, ma l’idea è quella di dare opportunità di crescita ai borghi”. Vignali ha anche rilevato come grazie ai coordinatori regionali e ai gruppi territoriali, il confronto sul progetto con queste realtà locali si stia sviluppando in maniera capillare. “Tutto questo lavoro preparatorio dovrà riflettersi in una campagna di promozione rivolta verso l’estero, perché poi bisognerà portare in Italia i connazionali all’estero e gli italo-discendenti”, ha poi rilevato Vignali evidenziando che si è giunti allo snodo fondamentale in vista del 2024: l’anno clou del turismo delle radici.
E’ stata poi la volta di Salvo Iavarone (Asmef) ha ricordato come il primo forum sul turismo della radici fu organizzato alla Camera dei Deputati da Asmef quando sul tema c’era poco interesse. Nel 2019 alla Farnesina fu organizzato un altro convegno da cui nacque il tutto. “C’è un grande potenziale di crescita. La vera differenza è nella capacità di fare squadra anche per vincere le sfide del Mezzogiorno”, ha spiegato Iavarone. Il professor Musarò (Università Bologna) ha parlato del progetto sviluppato l’anno scorso e visibile sul sito del museo Migrer che riguarda proprio gli emigrati emiliano-romagnoli. Pina Costa (Assocamerestero) ha sottolineato la vicinanza al tavolo tecnico da parte di una realtà associativa come quella camerale che è interessata al Progetto del turismo delle radici. Costa ha anche parlato della centralità del ruolo delle Camere di Commercio per favorire al meglio gli obiettivi del progetto e portare business sui territori. Dopo l’intervento di Paola Marcheggiani (Dipartimento turismo della regione Marche) che ha sottolineato l’importanza di sfruttare appieno il contributo delle Consulte regionali per il progetto del turismo delle radici, Clara Bassano (Università di Salerno) ha parlato di un progetto che sappia valorizzare i punti di forza e le eccellenze locali che hanno generato economie diffuse a livello territoriale. “Si deve partire dalla ricostruzione dell’identità culturale per arrivare a percorsi specifici di valorizzazione del territorio attraverso la formazione delle risorse umane autoctone”, ha spiegato Bassano vedendo in questa idea anche una forma per contrastare lo spopolamento. A seguire l’intervento dell’avvocato Di Tullio (Delegato Regionale Camera di Commercio Stati Uniti Regione Puglia) che ha sottolineato l’importanza del turismo residenziale nell’ambito del turismo delle radici. Un turismo residenziale che può portare investimenti nel settore immobiliare nei borghi di origine. Silvana Virgilio (Vicepresidente Asmef) ha invece parlato dell’idea di organizzare sul tema del turismo delle radici per l’inizio del 2024 un convegno con Confindustria Caserta. Maria Tirabasso (referente per i rapporti con i Molisani nel mondo) ha sottolineato che il fine è creare un’offerta turistica appetibile per gli italiani all’estero. “Il turismo delle radici in realtà è di tipo esperienziale ed è rivolto ai piccoli borghi: è un turismo lento e sostenibile che può legarsi ad esempio anche allo sport”, ha spiegato Tirabasso. La professoressa Anna Biasone (Università Mar del Plata) ha ricordato la traduzione in spagnolo del primo rapporto sul Turismo delle Radici per diffondere tra la comunità argentina questo importante lavoro. Biasone ha inoltre rilevato l’importanza del promuovere il progetto all’estero, ricordando gli sforzi profusi anche a livello accademico. Pasquale Ciurleo (Ente Pro Loco Italiane) ha parlato del contributo che la capillare presenza delle Pro Loco potrà dare allo sviluppo del progetto sul Turismo delle radici. Mafalda Maria Caicco (Project Manager del corso turismo delle radici) ha dal canto suo sottolineato l’importanza del doppio aspetto del turista delle radici : quello dell’investitore e quello dell’ambasciatore. Caicco ha inoltre ipotizzato un collegamento tra il turismo delle radici alla filiera agroalimentare. Letizia Sinisi (Italy Routing Consulting) ha rilevato come nell’ambito dei tour operator, con l’avvicinarsi del 2024, le richieste dall’estero siano in aumento. “Arrivano anche richieste particolari e interessanti da condividere con le istituzioni, proprio per fare squadra”, ha commentato Sinisi. Dopo l’intervento della Dottoressa Portacci (Regione Abruzzo) che ha parlato della necessità di utilizzare le buone pratiche già sviluppate nella regione in favore del Progetto delle radici, Alessandra Porto (Operatore Turistico) si è soffermata sull’importanza della comunicazione e della collaborazione dei comuni all’interno del progetto. Su questo punto il coordinatore De Vita ha ricordato che nell’ambito del progetto si sta realizzando una piattaforma online che permetterà al turista di organizzare il suo viaggio prima ancora di partire. Ribadito dal consigliere anche il fatto che i comuni rappresentano un aspetto centrale del progetto in quanto meta finale del turista delle radici. Eleonora Principe (Assessore per il Comune di Sommacampagna) la sollevato la problematica della digitalizzazione degli archivi comunali relativa alla privacy, per cui non si potrebbe avere un accesso generalizzato agli atti civili. “C’è la volontà di mettere a disposizione ciò che si ha ma la legge allo stato attuale non lo permette”, ha aggiunto Principe. Su questo punto De Vita è tornato a parlare della questione delle ricerche genealogiche ponendo sul tavolo il fatto che ci sia già un’interlocuzione con il Ministero dell’Interno e una disponibilità a parlare ai livelli più alti della pubblica amministrazione del problema dell’accesso alla documentazione. E’ stata poi la volta di Anna Maria De Lucia (Presidente Skal International Napoli) che ha ribadito la rilevanza, sia della comunicazione, per quanto riguarda la preparazione del lancio dei pacchetti turistici riguardanti il turismo delle radici, sia della formazione dei giovani. Natasha De Gregorio (ETS Molise) si è soffermata sulla riflessione riguardante quali siano le modalità migliori per creare valore aggiunto. Di Gregorio ha rilanciato una metodologia già nota all’estero che si chiama ‘world café’ che ha lo scopo di trattare tematiche di vita quotidiana, raccontando per esempio le storie dell’emigrazione, e di sensibilizzare la comunità, non soltanto quella locale. Marina Martello (ETS Trentino Alto-Adige) ha spiegato l’importanza di illustrare nei dettagli l’essenza del Progetto agli addetti ai lavori soprattutto all’estero. Martello si è riallacciata al precedente problema degli accessi allo stato civile, rilevando come in Trentino tutto questo sia gestito non dal Comune ma dalla Chiesa, ereditando tale organizzazione dall’epoca pre-unitaria. Dopo l’intervento di Gabriele Musumeci (genealogista) che ha parlato dell’importante contributo motivazionale che la ricerca della propria discendenza può dare agli aspiranti turisti delle radici, Alessandro Bovino (Bella Italia Genealogy) ha sollevato la questione della comunicazione, da implementare, per un’occasione da non perdere soprattutto verso quelle comunità che hanno legami affettivi con l’Italia pur non essendo necessariamente composte da iscritti Aire o da persone con la cittadinanza italiana. Bovino ha voluto chiarire che, mediamente, gli iscritti Aire sono informati su determinate procedure burocratiche relative all’Italia mentre questo potrebbe risultare più difficile per altre persone. Al Tavolo tecnico erano presenti, in collegamento web, anche alcuni membri del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. (Inform)