direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Ritorno Volontario Assistito”, un’opportunità per chi vuole tornare nel proprio paese

CONSIGLIO ITALIANO RIFUGIATI

Al via il progetto “Integrazione di Ritorno2”

 

ROMA – Al via il progetto “Integrazione di Ritorno2” per accompagnare 80 cittadini provenienti da Algeria, Ghana, Perù, Ecuador E Colombia che vogliono tornare a vivere nel loro paese. Il progetto (AP 2013 Az. 3), è implementato dal Consiglio Italiano per i Rifugiati Onlus (CIR) in partenariato con Oxfam Italia e il CISP– Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli.

“Sei un migrante proveniente da Algeria, Ghana, Perù, Ecuador, Colombia? Vuoi tornare a vivere nel tuo paese di origine? Possiamo offrirti un aiuto concreto. Contatta il CIR: a Roma Anna Galosi galosi@cir-onlus.org, tel. 0669200114 – 335 6027180; a Milano milano@cir-onlus.org, tel. 3351649072”.

Il progetto mette a disposizione servizi di orientamento, un contributo economico per favorire la reintegrazione nel paese di ritorno e accompagnamento in loco per realizzare un micro progetto di inserimento socio-professionale. Le partenze sono previste fino a marzo 2015.

L’esperienza maturata, i risultati raggiunti

L’iniziativa raccoglie l’esperienza del progetto appena concluso “Integrazione di Ritorno” che ha garantito a 25 nuclei familiari (45 persone in totale) l’informazione e l’orientamento nel loro percorso di decisione volontaria al ritorno. Al termine di questo percorso, 32 persone (inclusi 12 minori) hanno fatto ritorno nel loro paese d’origine e sono state quindi accompagnate in ogni fase, incluso il monitoraggio del percorso di reintegrazione.  Nello specifico, 27 persone sono tornate in Ecuador, quattro in Colombia e una in Ghana.

Alcune storie di ritorno

Tra questi ci sono stati giovani come Mario, 24 anni, arrivato in Italia ancora minorenne per ricongiungersi con la madre. Qui, ha studiato per prendere la licenza media e ha frequentato un anno di una scuola per metalmeccanico. Ha poi interrotto gli studi per cercare un’occupazione. Ha svolto attività lavorativa come operaio macchinista, allestitore, magazziniere, metalmeccanico. Poi la crisi economica, le difficoltà, la madre che decide di tornare in Ecuador, l’impossibilità di rinnovare il permesso di soggiorno. Da qui la scelta di tornare in Ecuador, dove l’aspettava tutta la famiglia e dove poter ricominciare. Ora lavora presso l’officina di gommista del fratello.

Ines, arriva in Italia nel 2009 lasciando in Ecuador due figli, per ricongiungersi alla madre. Vista la pessima relazioni con il patrigno, si stacca dalla madre e cerca di mantenersi lavorando come badante, operaia, addetta alle pulizie, cameriera, cuoca in un ristorante. Trova un nuovo compagno da cui ha un bambino. Ma l’uomo si rivela violento e Ines finisce in ospedale diverse volte prima di riuscire a separarsi. La situazione economica si complica, perde il lavoro, non riesce a sostenere i costi dell’affitto e dell’asilo per il figlio. Si rivolge al progetto per tornare a casa. In Ecuador dopo diverse difficoltà d’inserimento, dovute soprattutto alla mancanza di una rete familiare e di supporto e dove altri 2 figli l’aspettavano, riesce a stabilirsi in una nuova casa, riunendo con sé tutti e tre i figli, contenti di essere tornati finalmente insieme. Grazie al supporto di Fundación Esperanza, partner locale di Oxfam Italia in Ecuador e di una buona rete di vicinato, sta avviando un’attività di vendita di bibite e alimenti preparati in casa, mentre i  figli frequentano regolarmente la scuola pubblica.

Hanno chiesto di tornare anche persone con percorsi in Italia lunghi e costruttivi com’è il caso di Carlos, un signore sessantenne che vuole ricominciare una vita nel suo paese di origine: è operaio e in Ecuador vuole avviare un’impresa edile, valorizzando anche le competenze acquisite in Italia, per preparare il ritorno anche della compagna che è rimasta in Italia. Il progetto ha inoltre assistito alcuni casi vulnerabili come quello di una giovane studentessa universitaria, che non riesce più a mantenersi agli studi e finisce in circuiti di sfruttamento e violenza prima di trovare la forza per riprogettare il suo futuro.

Queste alcune tracce di percorsi migratori che ad un certo punto si volgono indietro verso il paese d’origine per guardare al futuro. Persone che dopo anni di permanenza nel nostro paese scelgono volontariamente di tornare a casa, ognuna con la propria storia, un progetto di vita e ragioni per ricominciare.

La misura del ritorno volontario assistito in Italia

Sono sempre più i migranti che ritornano volontariamente nei loro paesi di origine, sostenuti dai progetti finanziati dal Ministero dell’Interno attraverso il Fondo Europeo Ritorno. Sono infatti passati dai 228 casi del 2009 agli oltre 2.000 previsti per l’annualità 2013-2014 che si è conclusa lo scorso giugno. Di questi, circa il 55% ha ricevuto un supporto alla reintegrazione socio-lavorativa e il 71% era di sesso maschile; 81 sono le nazionalità dei ritornanti, anche se oltre la metà proviene da Tunisia, Ecuador, Perù e Marocco. (Inform)

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