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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Ristorazione italiana e tutela del Made in Italy all’estero”, l’iniziativa contenuta nella legge di Bilancio illustrata dal senatore Raffaele Fantetti (Maie)

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

 

ROMA – Il senatore Raffaele Fantetti (Maie), eletto nella ripartizione Europa, e membro della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, ha indetto nei giorni scorsi una conferenza stampa per presentare la sua iniziativa, contenuta nella legge di Bilancio,  volta a tutelare la ristorazione italiana e il Made in Italy agroalimentare nel mondo. “Lo scopo dell’iniziativa legislativa è combattere il fenomeno dell’italian sounding e della contraffazione”, ha commentato Fantetti ringraziando il collega Mario Borghese per l’impegno in questo progetto. “Il testo è presente nella legge di bilancio ed è orientato all’ambito industriale ed agroalimentare definendo e promuovendo la rete della ristorazione italiana nel mondo: gli imprenditori all’estero sono i nostri migliori ambasciatori. Finalmente è passato il concetto che la difesa del Made in Italy spetti agli italiani all’estero”, ha spiegato Fantetti. “Per ‘ristorante italiano’ s’intende l’esercizio pubblico dove si consumano pasti completi che vengono serviti da camerieri su tavoli disposti in un locale idoneo e in cui l’insieme dei cibi e delle bevande di cui l’esercizio dispone è costituito da ricette e prodotti italiani”, recita il testo. “Per ‘prodotti italiani’ s’intendono i prodotti agroalimentari tradizionali di cui all’elenco revisionato dal Mipaaf nonché quelli ufficialmente riconosciuti dall’Ue come prodotti Dop, Igp, Doc, Docg e Igt”, aggiunge il testo che sottolinea anche come l’Italia sia il Paese europeo che vanta il maggior numero di prodotti protetti da tali denominazioni.

Come ha illustrato Fantetti, gli Istituti Italiani di Cultura all’estero possono promuovere la conoscenza della cultura e delle tradizioni enogastronomiche italiane anche attraverso l’organizzazione di manifestazioni presso la rete degli esercizi titolari dell’attestazione distintiva di ‘esercizio di ristorazione italiana nel mondo’. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il Mise emana il decreto attuativo di concerto con la cabina di regia per l’internazionalizzazione composta da Maeci, Mef, Mipaaf, Conferenza Stato-Regioni. Roberto Calugi, direttore generale della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto nel tempo al fine di arrivare a questa presentazione. “E’ una giornata positiva anche se in un contesto di reale disperazione per la ristorazione italiana provata da un anno di enorme difficoltà e il mio pensiero va ai 300 mila imprenditori di questo settore. Viene così dato un riconoscimento istituzionale ad una rete straordinaria ed unica e non si è mai avuta finora la piena consapevolezza dell’importanza culturale ed economica di questa rete”, ha spiegato Calugi auspicando di poter combattere adesso l’italian sounding con un’arma in più. Alla conferenza stampa hanno partecipato in videoconferenza diversi imprenditori e ristoratori italiani sparsi nel mondo. Tra loro il ristoratore Roberto Costa altresì membro del direttivo della Camera di Commercio Italiana a Londra: “da oggi si potrà parlare di qualità assoluta del nostro prodotto invece di qualità solo percepita”, ha espresso l’imprenditore con soddisfazione auspicando in un’attuazione quanto più giusta possibile di questa legge ricordando come proprio in una metropoli multiculturale e multietnica come Londra ci sia una concorrenza tale da richiedere la massima serietà sul prodotto di qualità. Massimo Valoriani, titolare dell’azienda di famiglia Forni Valoriani, ha suggerito di “valorizzare anche le attrezzature oltre ai prodotti, perché per esempio per fare una buona pizza non serve solo un’ottima farina ma occorrono anche un forno o un’impastatrice di qualità”, ha commentato l’imprenditore auspicando in procedure semplici e probabilmente senza troppa burocrazia per il riconoscimento a chi opera sul campo. Giovanni Cocco (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) ha infine ricordato come all’enogastronomia sia legata molto anche la sfera del turismo, definendo così i ristoratori come una sorta di “influencer” in grado di creare un canale di distribuzione diverso del prodotto italiano. Cocco ha menzionato l’ottimo lavoro svolto per esempio dal 2019 dalla Regione Lazio nel promuovere le micro-aziende del proprio territorio all’estero abbattendo anche i tempi della burocrazia. (Inform)

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