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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Risorse del Cura Italia per i connazionali all’estero, il Sottosegretario Merlo risponde alle interrogazioni di Nissoli (FI) e Quartapelle (PD)

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – Il Sottosegretario agli Esteri, Ricardo Merlo, ha risposto in Commissione Esteri alla Camera alle interrogazioni presentate da Fucsia Fitzgerald Nissoli (FI), eletta nella ripartizione, America Settentrionale e Centrale, e da Lia Quartapelle Procopio (Pd): entrambe le interrogazioni vertono sulle misure previste dal decreto-legge Cura Italia, a tutela degli interessi e della sicurezza dei cittadini italiani all’estero in condizioni di indigenza o necessità a causa della pandemia daCovid-19.  In particolare dall’interrogazione della Nissoli viene chiesto quali uffici siano preposti per la presentazione delle relative domande, quali criteri saranno adottati ai fini del concreto aiuto, tenendo conto dei limiti di spesa dell’importo complessivo predetto e della vasta platea dei potenziali beneficiari. Nell’interrogazione si sottolinea inoltre la necessità di definire e circoscrivere la qualificazione di “indigenza” e si chiede quali criteri saranno adottati per la ripartizione delle dotazioni relativamente alle diverse circoscrizioni estere; qual è l’entità dei singoli sussidi e se siano previsti eventuali criteri di priorità per l’accoglimento delle relative domande. Evidenziata anche la necessità di prorogare la data del 31 luglio 2020 per l’autorizzazione delle domande, scadenza oltremodo ravvicinata per poter adeguatamente informare e dar modo ai cittadini all’estero bisognosi di aiuto di effettuare le domande.

Nella sua risposta il Sottosegretario è partito dai 4 milioni di euro aggiuntivi che il Cura Italia, convertito in legge, assegna al Maeci quest’anno per assistere i cittadini italiani all’estero in condizioni d’indigenza o necessità. I fondi integrativi serviranno in particolare ad aiutare i connazionali più vulnerabili ad affrontare le conseguenze dell’emergenza Covid. Essi verranno erogati secondo regole e procedure già previste dalla disciplina generale sull’ordinamento e le funzioni degli uffici consolari: ciò secondo quanto disposto dal decreto legislativo n. 71 del 2011. L’ufficio consolare può concedere sussidi ai cittadini che versano in stato d’indigenza; in via eccezionale, sono consentite erogazioni in denaro con promessa di restituzione, per comprovata urgenza, nel caso vi sia uno stato di occasionale grave necessità non altrimenti fronteggiabile. “Il Cura Italia amplia, per un periodo di tempo, i margini d’intervento della nostra rete all’estero ed introduce la possibilità, fino al 31 luglio 2020, di erogare sussidi anche a cittadini non residenti nella Circoscrizione consolare. Per valutare lo stato di necessità e accertare l’indigenza, ciascun ufficio della rete diplomatico-consolare si avvale di parametri motivati e trasparenti, anche sulla base del contesto locale: numero dei componenti e reddito complessivo del nucleo familiare, costo della vita in loco, possibilità di accesso ai sistemi di welfare pubblico laddove presenti. Il fine è quello di individuare una soglia d’indigenza che rappresenti il parametro guida per l’erogazione del sussidio”, ha spiegato Merlo menzionando anche la circolare Maeci n. 2 del 2018 sull’assistenza ai connazionali all’estero per la quale l’ammontare del sussidio non può quindi essere predeterminato a priori.

La possibilità introdotta dal Cura Italia di erogare sussidi anche a cittadini non residenti nella Circoscrizione consolare, fino il 31 luglio 2020, introduce certamente un elemento di flessibilità che contribuisce ad accrescere l’efficacia dell’azione degli uffici consolari. “Una proroga di tale termine non appare, tuttavia, al momento strettamente necessaria, dato che quello della residenza è un criterio che in realtà può essere superato, seppur in via del tutto straordinaria, già in base alla disciplina sul funzionamento degli uffici consolari. Ciò è possibile – ha aggiunto il Sottosegretario – se il connazionale che ne faccia richiesta versa in condizioni evidenti ed effettive d’indigenza, anche sopravvenute a seguito, ad esempio, della chiusura di attività economiche e commerciali o della perdita d’impiego; quindi nel caso in cui sia stato accertato che il connazionale non sia in grado di contrarre un prestito con promessa di restituzione, né di restituirne l’ammontare. Quanto ai criteri per la ripartizione delle dotazioni finanziarie assegnate dal Cura Italia, non è prevista una suddivisione preordinata tra le diverse sedi, dal momento che non è possibile conoscere in anticipo le richieste di assistenza economica dei connazionali, né la loro entità”, ha precisato Merlo ricordando come la Farnesina provvederà a erogare i finanziamenti sulla base di motivate richieste d’integrazione di bilancio degli uffici all’estero, contenenti informazioni dettagliate relative al numero di connazionali che hanno bisogno di essere assistiti e all’ammontare necessario per poter far fronte alle richieste di assistenza.

Con il diffondersi dell’epidemia da Covid-19, le richieste d’integrazione di bilancio da parte degli uffici della rete diplomatico-consolare stanno, naturalmente, aumentando in maniera notevole. “Per fornire qualche numero – ha spiegato Merlo – negli ultimi due mesi sono pervenute dalla rete diplomatico-consolare 27 richieste d’integrazione di bilancio per un ammontare complessivo di circa 500 mila euro, così ripartite: il 28% dall’Europa, il 25% dall’Africa, il 20% dall’America Latina, il 18% dall’Asia, il 4% dall’America Settentrionale, come pure il 4% dall’Oceania. Mentre molti connazionali, soprattutto quelli residenti nei Paesi dell’Unione Europea, potrebbero continuare ad accedere alle coperture previste dai locali sistemi di welfare, sono numerosi i cittadini italiani che invece hanno all’estero un lavoro sommerso o non hanno registrato la propria presenza presso le autorità locali. In questo caso non potrebbero accedere alle misure di sostegno sociale o assistenziale nei Paesi in cui si trovano. La situazione, per questo gruppo particolarmente vulnerabile di connazionali, potrebbe ulteriormente aggravarsi qualora il prolungamento della crisi non permettesse loro di riprendere a lavorare. Potrebbe quindi senz’altro essere opportuna un’ulteriore integrazione dei fondi per l’assistenza, il cui valore tuttavia è al momento difficile da quantificare. Vorrei, infine, ricordare che, sin dall’inizio dell’emergenza epidemiologica, la Farnesina ha fornito indicazioni operative a tutte le sedi della rete per assicurare la massima assistenza possibile ai nostri connazionali all’estero in una congiuntura imprevista e del tutto straordinaria. Con le novità poi introdotte dal Cura Italia, nuove e specifiche istruzioni sono state diramate a tutti i nostri uffici all’estero sulle modalità di erogazione dei sussidi e sulla necessità di darne la più ampia diffusione possibile ai connazionali e alle nostre comunità, anche attraverso gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero”, ha concluso Merlo.

La risposta del Sottosegretario ha tuttavia lasciato insoddisfatto Osvaldo Napoli (FI), che ha sottoscritto l’interrogazione della collega di partito Nissoli. Secondo Napoli, infatti, “il Governo non ha stabilito criteri chiari ed univoci per l’accesso alle misure di sostegno che rischiano, dunque, di essere soggette alla discrezionalità della burocrazia; inoltre, si sottolinea l’esiguità delle risorse messe a disposizione (4 milioni di euro, ndr) in rapporto al numero dei connazionali all’estero che ammonta a circa 6 milioni di persone, rilevando che si tratta di una elargizione modesta e del tutto inadeguata”, ha precisato Napoli considerando il ruolo che le nostre comunità all’estero possono svolgere in un percorso di rilancio dell’export italiano e, in generale, di promozione del Made in Italy nel mondo. Lia Quartapelle Procopio (PD), replicando a sua volta, si è invece dichiarata soddisfatta della risposta del Governo. “La scelta di adottare criteri elastici si è rivelata vincente, dal momento che le situazioni risultano assai eterogenee nei diversi Paesi. Esprimo, inoltre, apprezzamento per la scelta di erogare i sussidi anche ai cittadini non residenti nella Circoscrizione consolare; ricordo, a questo riguardo, la difficile situazione di taluni connazionali in Australia e in Oceania”, ha spiegato la deputata preannunciando, a nome del proprio gruppo, l’impegno ad incrementare le risorse per il sostegno degli italiani all’estero nell’ambito dell’esame del decreto-legge Rilancio, anche per coprire i costi di ulteriori operazioni di rimpatrio, rinnovando l’apprezzamento per l’azione svolta dalla Farnesina in questo ambito nelle scorse settimane. (Inform)

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