CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Prosegue nelle Commissioni riunite Esteri e Politiche europee il dibattito sulla risoluzione per l’allargamento dell’UE ai Balcani Occidentali. La discussione era infatti stata rinviata durante la precedente seduta, quella del 26 luglio scorso, dove la deputata eletta all’estero Federica Onori (M5S – ripartizione Europa), quale prima firmataria della risoluzione in favore di tale allargamento, aveva ricordato che “esiste una concordia di visione sulla ratio che sta alla base delle più significative riflessioni contenute nel testo in esame” e richiamato le posizioni espresse in tal senso dallo stesso Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Onori, in quella seduta, aveva altresì menzionato il punto di vista della Commissione europea. Nel presentare il cosiddetto ‘pacchetto allargamento’ nell’ottobre 2022, fu proprio il vertice delle istituzioni europee a ribadire che la politica dell’UE per l’allargamento costituisce un investimento a lungo termine di pace, stabilità e sicurezza anche alla luce del conflitto in Ucraina. I lavori sono ripresi con la presa d’atto, su suggerimento del deputato Alessandro Vigna (Lega), della recente presentazione da parte di Rosato di un’ulteriore risoluzione in merito che, pertanto, potrebbe essere discussa congiuntamente con quella di Onori. Vigna ha quindi ribadito la rilevanza dell’esame delle risoluzioni in oggetto, condotto congiuntamente dalle Commissioni Esteri e Politiche dell’UE, a conferma della complementarietà delle loro rispettive attribuzioni in materia di monitoraggio del processo di integrazione e di allargamento dell’Unione stessa. Isabella De Monte (Azione-Italia Viva), nell’illustrare la risoluzione di cui è cofirmataria, ha sottolineato che, con l’iniziativa del ‘processo di Berlino’, “l’Unione europea ha rilanciato la centralità della cooperazione intergovernativa sul tema delle infrastrutture e degli investimenti economici in tutta la regione dei Balcani, arrivando alla costituzione della Comunità dei trasporti dell’Europa sudorientale”, ha spiegato De Monte sottolineando come gli stessi Balcani siano strategici anche per lo sviluppo delle reti trans-europee dei trasporti ed in particolare del corridoio del Mediterraneo orientale. “A fronte di questa crescente rilevanza della regione balcanica, le attese delle opinioni pubbliche locali sono state frustrate dalla lentezza e dai ritardi del processo decisionale in seno alle istituzioni europee, a cui dovrebbe essere dato nuovo slancio”, ha aggiunto De Monte. Il dibattito è stato ulteriormente rinviato ad altra seduta. (Inform)