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Riorganizzazione del Maeci: parere favorevole con osservazioni della Commissione Affari Esteri

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – La Commissione Esteri del Senato, riunita in sede consultiva su atti del Governo, ha dato parere favorevole con osservazioni allo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento di riorganizzazione del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Prima del voto il relatore Francesco Verducci (Pd) ha esposto il contenuto della bozza di parere favorevole, ricordando che l’atto del Governo rappresenta la tappa conclusiva della riforma del sistema pubblico di cooperazione allo sviluppo, per la cui approvazione la Commissione Esteri ha avuto un ruolo decisivo, e di cui la nascita dell’Agenzia, e la conseguente riorganizzazione del Ministero, costituiscono uno degli  elementi qualificanti.

Qui di seguito il testo del parere approvato dalla Commissione.

La Commissione Affari esteri, emigrazione,

esaminato lo Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento di riorganizzazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (Atto n. 289), ai sensi dell’articolo 17, commi 2 e 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e degli articoli 13, comma 2, e 20 della legge 11 agosto 2014, n. 125;

rilevato criticamente il ritardo con cui tale atto è stato trasmesso al Parlamento e la concentrazione delle numerose modifiche normative in un unico articolo;

preso atto dei rilievi contenuti nel parere emesso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato nell’adunanza del 10 marzo 2016;

premesso che l’atto in titolo rappresenta la tappa conclusiva della riforma del sistema pubblico di cooperazione allo sviluppo, di cui la nascita dell’Agenzia italiana per la cooperazione, e la conseguente riorganizzazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI), costituiscono uno degli elementi qualificanti;

considerato che l’atto contribuisce al contempo a completare un più ampio percorso di riordino e razionalizzazione dell’Amministrazione degli affari esteri, avviato nel 2010, strettamente funzionale all’interesse nazionale e alla internazionalizzazione del nostro sistema Paese, sul piano sia economico che culturale;

chiarito che obiettivo del provvedimento è innanzitutto quello di adeguare la disciplina dell’organizzazione degli uffici e delle competenze del MAECI al nuovo quadro normativo in materia di cooperazione allo sviluppo introdotto dalla legge n. 125 del 2014, in particolare in attuazione dell’articolo 20 della stessa legge e nello spirito complessivo della nuova normativa, mettendo a frutto al meglio l’interazione tra i diversi soggetti istituzionali, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni di competenze e di responsabilità;

considerata l’opportunità di assicurare che le competenze della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) siano quelle previste dalla riforma del settore e non si sovrappongano a quelle assegnate dalla legge all’Agenzia, alla Cassa depositi e prestiti S.p.A. e ad altri soggetti, anche in relazione alle attribuzioni di carattere finanziario;

considerato che appare coerente con l’assegnazione alla DGCS delle competenze di indirizzo e programmazione la trattazione di alcune tematiche di carattere generale e sistemico, connesse alla cooperazione multilaterale a livello internazionale ed europeo, come pure quelle connesse agli interventi di emergenza ed assistenza umanitaria;

valutata positivamente l’attribuzione alla DGCS, d’intesa con le altre Direzioni generali competenti, dell’esercizio delle competenze relative alla cura delle relazioni relative agli strumenti finanziari in materia di cooperazione allo sviluppo e di politiche di vicinato dell’Unione europea, nonché al Fondo Europeo di Sviluppo, e, nell’ambito delle competenze attribuite al MAECI, delle relazioni con le banche e fondi di sviluppo a carattere multilaterale e in materia di finanziamento allo sviluppo, ivi inclusi gli strumenti innovativi;

segnalato che, in relazione alla verifica d’impatto sulla regolamentazione appare da precisare l’adozione di precipui strumenti di misurazione del raggiungimento degli obiettivi, più raffinati rispetto  agli abituali indicatori del controllo di gestione e di valutazione della performance, effettuati periodicamente con cadenza biennale;

apprezzata  la scelta  di collocare l’Unità Autorizzazione Materiali di Armamento (UAMA) nell’ambito della Segreteria generale del MAECI e non più all’interno di una Direzione generale, in modo che possa godere di una più ampia sfera di autonomia, difficilmente conciliabile con l’inquadramento all’interno di una delle Direzioni;

segnalata l’opportunità che a tale Unità vengano assegnate anche le funzioni di controllo sulle esportazioni dei materiali e delle tecnologie cosiddetti “dual use”;

segnalata altresì l’opportunità che, nell’ottica di razionalizzazione che ispira il provvedimento, le competenze in materia di  proprietà intellettuale e di organismi multilaterali specializzati in ambito economico possano essere attribuite alla Direzione generale per la promozione del sistema Paese del MAECI, che già cura anche i rapporti del Ministero con il mondo della ricerca e dell’innovazione, nonché con i settori imprenditoriali interessati;

apprezzata la scelta di trasferire la promozione linguistica e scolastica delle collettività italiane all’estero dalla Direzione generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie, che conserva responsabilità sul piano della promozione sociale delle nostre collettività, alla Direzione generale per la promozione del sistema Paese, in un’ottica di razionalizzazione delle risorse e di destinazione degli interventi di promozione alla platea più ampia possibile di destinatari;

segnalato che la soppressione dell’Istituto diplomatico non può avere come effetto quello di ricondurre le attività di formazione e perfezionamento del personale del Ministero nella Direzione generale delle risorse e per l’innovazione, senza il necessario raccordo con la Scuola nazionale dell’amministrazione;

condivisa la modifica apportata al decreto del Presidente della Repubblica n. 54 del 2010, in materia di disciplina delle variazioni e degli storni di bilancio, finalizzata ad affidare ai titolari degli uffici all’estero la potestà di operare con proprio decreto variazioni compensative di bilancio;

condivisi altresì gli interventi intesi a valorizzare l’apporto professionale della dirigenza amministrativa e dell’area della promozione culturale del MAECI;

valutata infine l’esigenza di  una rapida entrata in funzione del nuovo assetto organizzativo del MAECI, in particolare per quanto riguarda il settore della cooperazione pubblica allo sviluppo, anche per consentire, in linea con gli impegni assunti in sede internazionale, il rafforzamento di tali attività, che rappresenta un tassello essenziale della politica estera e della proiezione esterna del nostro Paese;

esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

all’articolo 1, comma 1, lettera c), n. 1, le parole “la Direzione generale per le risorse e l’innovazione” siano sostituite dalle seguenti: “Direzione generale per l’Unione europea”;

all’articolo 1, comma 1, lettera c), n. 3, le parole “Direzione generale per il sistema Paese” siano sostituite dalle seguenti: “Segreteria generale”;

all’articolo 1, comma 1, lettera c), n. 5, all’alinea comma 8, la lettera a) sia sostituita dalla seguente: “a) cura, d’intesa con le altre direzioni generali competenti, la rappresentanza politica e la coerenza delle azioni dell’Italia in materia di cooperazione per lo sviluppo nell’ambito delle relazioni bilaterali, con le organizzazioni internazionali, e con l’Unione europea, ivi incluse quelle relative agli strumenti finanziari europei in materia di cooperazione allo sviluppo e di politiche di vicinato nonché al Fondo Europeo di Sviluppo, con le banche e i fondi di sviluppo a carattere multilaterale e in materia di finanziamento allo sviluppo, ivi inclusi gli strumenti innovativi”;

all’articolo 1, comma 1, lettera c), n. 5, all’alinea comma 8, la lettera b) sia sostituita dalla seguente: “b) coadiuva il Ministro o il Viceministro una volta delegato, nell’elaborazione degli indirizzi per la programmazione in riferimento ai Paesi e alle aree di intervento concorrendo alla definizione della programmazione annuale per l’approvazione del Comitato congiunto, di cui all’articolo 21 della legge 11 agosto 2014, n. 125, con il contributo dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo Sviluppo di cui all’articolo 17 della legge 11 agosto 2014, n. 125, e avvalendosi per i profili finanziari della Società Cassa Depositi e Prestiti”;

all’articolo 1, comma 1, lettera c), n. 5, all’alinea comma 8, la lettera c) sia sostituita dalla seguente “c) coadiuva il Viceministro una volta delegato, nella definizione dei contributi volontari alle organizzazioni internazionali e dei crediti di cui agli articoli 8 e 27 della legge 11 agosto 2014, n. 125, per l’approvazione del Comitato congiunto; coadiuva il Viceministro una volta delegato, nell’individuazione degli interventi di emergenza umanitaria di cui all’articolo 10 della legge 11 agosto 2014, n. 125”;

all’articolo 1, comma 1, lettera c), n. 7, la parola “e” sia sostituita con le seguenti: “d’intesa con la Scuola nazionale di pubblica amministrazione con cui”;

alla UAMA vengano assegnate anche le funzioni di controllo sulle esportazioni dei materiali e delle tecnologie cosiddetti “dual use”;

le competenze attribuite al MAECI in materia di proprietà intellettuale e di organismi multilaterali specializzati in ambito economico siano attribuite alla Direzione generale per la promozione del sistema Paese;

sia dato maggior rilievo alle nuove competenze primarie della DGCS dopo la legge n. 125 del 2014 con particolare riferimento a quelle correlate al ruolo di indirizzo, programmazione e valutazione dei risultati;

si valuti l’opportunità di chiarire meglio la distinzione tra tali competenze di indirizzo, programmazione e valutazione dei risultati della DGCS ed ulteriori competenze tecniche ad essa attribuite dal legislatore, precisando le modalità del raccordo tra la stessa DGCS e l’Agenzia;

in relazione alla verifica d’impatto sulla regolamentazione, sia meglio precisata l’adozione di precipui strumenti di misurazione del raggiungimento degli obiettivi, più raffinati rispetto agli  abituali indicatori del controllo di gestione e di valutazione della performance, effettuati periodicamente con cadenza biennale,  che invece costituiscono la tipica attività  di controllo della DGCS secondo l’assetto delineato dalla nuova normativa di settore.  (Inform)

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