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RIM 2021: il saggio di Brunetto Salvarani “Le religioni alla prova della pandemia”

MIGRAZIONI

Rapporto Italiani nel Mondo 2021 della Fondazione Migrantes

 

 

ROMA – “Le religioni alla prova della pandemia” è il titolo di un saggio di approfondimento contenuto nel Rapporto Italiani nel Mondo 2021 della Fondazione Migrantes: il saggio è firmato da Brunetto Salvarani della Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Lo scenario è quello apocalittico di una ‘società mondiale del rischio’ per citare un’espressione di Ulrich Beck: una società dove ha fatto la sua comparsa un nemico invisibile e tentacolare. Questa pandemia ha di fatto cambiato radicalmente le abitudini quotidiane del pianeta e ha ridisegnato anche gli scenari entro i quali praticare i rituali religiosi all’insegna del distanziamento sociale. In una piazza San Pietro spettrale, il 27 marzo 2020, Papa Francesco disse: “Pensavamo di rimanere sempre sani in un mondo malato. Non ci siamo fermati davanti a guerre e ingiustizie planetarie”, questo è il monito del Pontefice che potrebbe essere interpretato anche con una metafora leopardiana che vorrebbe “la natura matrigna invece che materna”. Ma, come spiega l’autore del saggio, c’è qualcosa in più che spesso non riusciamo ad ammettere: una nostra responsabilità mancata in quel che accade nel mondo. Vivere in prima persona l’esperienza di un cataclisma o di una malattia può aiutarci a prendere sul serio il dato continuamente rimosso della nostra naturale e umana fragilità. “Solo la morte è certa”, sosteneva in un celebre aforisma Sant’Agostino. Davanti alla tragedia della morte sappiamo che fu forse proprio l’uomo di Neanderthal a deporre dei fiori nel luogo in cui seppelliva le spoglie dei propri cari; da qui l’idea dell’autore che vede storicamente l’uomo quale unico vivente perfettamente consapevole della propria finitezza e del proprio destino mortale. Le religioni hanno quindi cercato di dare risposte alle domande sulla condizione post-mortem dell’umanità. Salvarani ha ricordato la frase di un suo amico teologo, scomparso prematuramente nel 2017, che aveva un blog molto seguito: Christian Albini. Christian scrisse sul proprio blog quest’ultima frase: “Possiamo perdere tutto, essere frantumati nel corpo e nello spirito, ma possiamo permanere nella dignità che è uno dei tratti del nostro essere umani”. Ecco che una risposta all’universale bisogno di vita potrebbe essere: “la vita ha senso solo se riesce a trasformare la morte in vita”, per riportare anche una citazione di Romano Madera. (Inform)

 

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