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Riforma di Comites e Cgie nella prima mattinata di lavori. In apertura il saluto del direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche migratorie del Maeci

CGIE – ASSEMBLEA PLENARIA

Riforma di Comites e Cgie nella prima mattinata di lavori. In apertura il saluto del direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche migratorie del Maeci

Luigi Maria Vignali: “Non c’è niente di più prezioso per la Farnesina che la voce diretta dei territori che voi rappresentate, organica all’articolazione della nostra attività. Essa ci fornisce un orientamento sui servizi resi all’estero, su cosa deve essere fatto diversamente, su come investire meglio le risorse che abbiamo, sulle nuove esigenze degli italiani all’estero”

 

ROMA – Incentrata sulla propria auto-riforma la prima mattinata di lavori dell’assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero che si è aperta oggi nella Sala delle Conferenze Internazionali alla Farnesina. Un percorso, quello relativo all’elaborazione di due proposte di riforma degli organismi di rappresentanza dei connazionali residenti all’estero – Comites e Cgie, – avviato sin dall’insediamento del Consiglio generale e passato attraverso una consultazione allargata alle collettività i cui primi frutti sono stati una bozza preliminare di riforma discussa e approvata nel corso della scorsa plenaria, nel mese di marzo. Un tentativo di “rendere più efficaci questi organismi alla luce di quanto successo in Italia negli ultimi anni e dare indicazioni al Parlamento in questo senso – ha ricordato il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, precisando come questo sia un “tema sentito, ma non obbligato” su cui “abbiamo interpellato e recepito i suggerimenti pervenuti da parte dei Comites, enti di organizzazioni presenti sul territorio e singoli per giungere ad una riscrittura di come dovrà articolarsi la rappresentanza negli anni futuri”. Il segretario generale ricorda come il percorso avviato più di un anno fa dal Cgie intenda tenere conto dei mutamenti socio-politici avvenuti dal 1989 in poi, rafforzare “il lavoro, la presenza e la natura di Comites e Cgie”, in particolare il collegamento con il territorio, nel caso dei Comites, organismi di rappresentanza di primo livello, e con i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero per quanto riguarda il Cgie. Il fine è di coniugare e includere più efficacemente anche il fenomeno delle nuove mobilità nelle politiche rivolte ai connazionali residenti all’estero, cercando di rafforzare i rapporti che essi hanno con la madrepatria.

La consultazione allargata ha consentito di raccogliere proposte migliorative della rappresentanza in una bozza di riforma di sintesi curata dal vice segretario generale del Cgie, Silvana Mangione, già approvata in prima battuta nella plenaria di marzo e ora ulteriormente modificata tenendo conto dei suggerimenti emersi in tale occasione. L’auspicio di Schiavone è dunque di portare a termine questo iter e consegnare le proposte domani al ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano, attendendo indicazioni su possibili – e da lui auspicati – interventi legislativi che possano essere adottati magari entro la fine di questa legislatura.

A portare i saluti all’assemblea, prima di entrare nel vivo delle questioni di riforma, il direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali, che ha richiamato con soddisfazione anche le due giornate di riunioni che hanno preceduto la plenaria, evidenziando di avervi percepito “vogli di concretezza, risultati e impegno”. “La riforma degli organismi di rappresentanza è senz’altro fondamentale per l’attesa che vi è alla base, giusta nelle priorità e ambiziosa negli obiettivi che vi si pongono – ha precisato Vignali, sottolineando come lo stesso Ministero potrà giovarsi di “un rinnovato rapporto di collaborazione con il Cgie, pur nel rispetto dei diversi ruoli svolti”. “Non c’è niente di più prezioso per la Farnesina che la voce diretta dei territori che voi rappresentate, la vostra funzione è di base e organica all’articolazione della nostra attività – ha ricordato il direttore generale, rilevando come “su questa voce noi siamo chiamati a lavorare”, “essa ci fornisce un orientamento sui servizi resi all’estero, su cosa deve essere fatto magari diversamente, su come investire meglio le poche risorse che abbiamo, sulle nuove esigenze degli italiani all’estero”. Per Vignali dunque il Cgie può svolgere un compito importante nell’accompagnamento ai “percorsi di riflessione, cambiamento e innovazione” che la Farnesina sta portando avanti, richiamando a questo proposito la digitalizzazione dei servizi e l’attenzione alle istanze provenienti dalle nuove mobilità. “Abbiamo inoltre bisogno di uno stimolo ed un confronto serrato su situazioni di emergenza, come quelle del Venezuela, o particolarmente complesse, come nel caso della Brexit – afferma il direttore generale, preannunciando un confronto con il Cgie su questi temi e altri temi per avere “uno spaccato realistico su quelle che sono le esigenze dei connazionali”. Altro aspetto prioritario ricordato da Vingali anche il “far conoscere meglio, fuori da queste mura, l’importanza dei connazionali per l’Italia di oggi e quella del futuro”. (Viviana Pansa – Inform)

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