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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Rete diplomatico – consolare: al Senato dal Movimento 5 Stelle un’interrogazione a risposta orale sui i lavoratori a contratto locale

ATTIVITA PARLAMENTARE

Il commento del presidente del Comitato della Camera per gli italiani nel mondo e per la promozione del sistema Paese Fabio Porta

 

ROMA – In un’interrogazione a risposta orale indirizzata al ministro degli Affari Esteri, a prima firma del senatore del Movimento 5 Stelle Stefano Lucidi,  si chiede di sapere “quali siano le motivazioni che inducono a preferire, per le assunzioni di impiegati temporanei presso le sedi della rete diplomatica italiana, esclusivamente le tipologie di contratto locale, in particolar modo, considerando che a seguito della rimodulazione dell’ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) alcuni contrattisti locali, in alcuni Paesi, percepiscono stipendi simili al personale di ruolo di fascia bassa”. Nel testo si chiede anche “quali siano, in ciascuna delle sedi della rete diplomatica, le tipologie contrattuali in essere e le nazionalità del relativo personale temporaneo impiegato con evidenza del numero di lavoratori con contratto locale e le nazionalità, rispetto ai contratti nazionali e misti, nonché le modalità di reclutamento dei cittadini stranieri”. Nell’interrogazione viene inoltre sollevato il quesito “se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire, al fine di rendere obbligatorio, per la pubblicizzazione di tutte le tipologie di assunzioni in programma, l’utilizzo di canali istituzionali telematici, tramite i siti istituzionali della sede o del Ministero stesso, oltre che mediante affissione nel proprio albo o pubblicazione di bando, come previsto dalla normativa vigente, nonché di prevedere che lo svolgimento degli esami di idoneità all’assunzione presso le sedi della rete estera italiana siano svolti a Roma”.

Sui contenuti dell’interrogazione del Movimento 5 Stelle interviene con alcune precisazioni il presidente del Comitato della Camera per gli italiani nel mondo e per la promozione del sistema Paese Fabio Porta. Dal deputato del Pd viene infatti sottolineato come il contingente degli impiegati a contratto in servizio all’estero, tranne casi eccezionali, sia composto da impiegati a tempo indeterminato e non “temporanei”. Porta evidenzia inoltre come  “ il cambio del regime contrattuale dalla legge italiana alla legge locale abbia determinato per la categoria una notevole decurtazione rispetto alle retribuzioni erogate ai dipendenti assunti prima dell’entrata in vigore del dl 103/2000”. Dal deputato del Pd, eletto nella ripartizione America Meridionale, viene inoltre ricordato come la categoria di lavoratori a contratto,  nonostante il trattamento discriminatorio subito in diverse occasioni (mancato adeguamento delle retribuzioni, assenza di progressioni economiche e giuridiche, assistenza sanitaria inadeguata, problematiche previdenziali, riconoscimento solo parziale dei diritti sindacali), dia un serio contributo alla nostra amministrazione, sovente svolgendo funzioni che vanno aldilà dei compiti che i contratti di lavoro prevedono. “Naturalmente –continua Porta – deve esistere un giusto equilibrio tra le dotazioni delle aree funzionali in servizio all’estero e gli impiegati a contratto, a entrambe le categorie devono essere corrisposti emolumenti sufficienti per avere una vita dignitosa in paesi dove il costo della vita è salito in forma vertiginosa negli ultimi anni, ad esempio in Argentina e Brasile. In più, le retribuzioni degli impiegati a contratto vengono adeguate, nella migliore delle ipotesi, ogni 15 anni”. Per Porta appare poi non percorribile “l’ipotesi  di fare svolgere prove concorsuali a Roma ai dipendenti a contratto che per legge devono avere almeno due anni di residenza nel paese di reclutamento e che, dunque, dovrebbero sobbarcarsi altissime spese di viaggio per recarsi a Roma”.

Secondo Porta infine “il vero problema, piuttosto, è quello di avviare una revisione della normativa che regola i dipendenti in servizio all’estero al fine di aggiornare regole ormai datate, garantire diritti e assicurare un trattamento equo a tutte le donne e uomini che svolgono un prezioso servizio a beneficio dello Stato e delle nostre comunità all’estero, sovente in condizioni precarie e in ambienti insicuri”. (Inform)

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