CULTURA
Ad Agugliano cerimonia del Premio “Poesia senza confine” e convegno “Il verso del migrante”
AGUGLIANO (Ancona) – Elena Micheletti di Bologna, per la Poesia in italiano, e Carmelo Morena della provincia di Varese, ma che ha composto i suoi versi nel dialetto di Reggio Calabria, sono i vincitori dell’edizione 2017 del Premio “Poesia senza confine”, promosso dall’ Associazione culturale La Guglia.
La celebrazione del Premio il 24 giugno è cominciata con il convegno “Il verso del migrante”, in cui sono stati dapprima analizzati i fenomeni migratori umani, nati con il mondo, essendo proprio caratteristica dell’uomo quella di spostarsi per conoscere, conquistare, cercare, trovare, fuggire, salvarsi… Da questo punto di vista i versi dei migranti si somigliano, perché fanno riferimento agli stessi sentimenti, spesso di paura, che determinano tali spostamenti. L’esperienza di Bertolt Brecht, Billy Wilder o Albert Einstein, tutti profughi, non è diversa da chi oggi fugge dalla Siria. E le parole sono le stesse. E le poesie usano le stesse parole. Di certo, dopo tante tragedie del mare, vissute da chi ha cercato di raggiungere l’Italia e comunque l’Occidente per salvarsi e salvare le proprie famiglie, risuonano come un’accusa le parole riportate da Emanuela Rambaldi, relatrice del convegno: “nessuna madre mette i propri figli sull’acqua se questa non fosse più sicura della terra”…
Confronti ed esperienze si sono intrecciate con il ruolo della poesia oggi: inutile? O indispensabile? Tutti, esperti e non, propendono per il secondo aspetto perché, come hanno detto i grandi e riportato i relatori del convegno: “La poesia non cambierà il mondo, ma è la forma più alta dell’eloquio umano; il nostro imperativo biologico”.
In serata, dopo la cerimonia di premiazione di tutti i classificati, è salito sul palco Giulio Base per il suo recital. L’attore e regista ha annunciato che a giorni inizierà a girare a Roma, come attore, un film di Ridley Scott sul rapimento di Paul Getty, dal titolo “All the money in the world” e che finalmente (“E’ un sogno di 25 anni”, ha detto) potrà curare la regia de “Il banchiere anarchico”, tratto dall’omonimo racconto di Fernando Pessoa, ma ha però sottolineato come la poesia sia il suo primo e vero, grande amore, raccontando gli anni nella scuola di Vittorio Gassman, quella Bottega Teatrale di Firenze in cui ha imparato ad apprezzare alcune poesie, care anche al suo maestro. E infatti i grandi classici dell’Ottocento e Novecento che ha proposto al pubblico di Agugliano li ha tratti proprio da una “Antologia personale di Vittorio Gassman”, spaziando da Leopardi a Manzoni, a Pasolini, Belli, Trilussa, Gozzano, D’Annunzio, per concludere con “L’Infinito”, in un silenzio partecipato e corale in cui anche i grilli di una notte finalmente fresca, grazie a una lieve brezza di mare, hanno smesso di cantare.(Inform)